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Nasce la “casa adattiva”:
intervista all’architetto Giacomo Ortenzi

ARCHITETTURA - In questo sconvolgente periodo storico ci siamo dovuti adattare ad utilizzare tutti gli angoli della nostra dimora per poter lavorare: call o riunioni online in spazi che non erano mai stati pensati per questo scopo. L’architetto Giacomo Ortenzi spiega come cambieranno le case nel prossimo futuro.
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Negli ultimi mesi siamo stati costretti a stravolgere le nostre vite e la nostra quotidianità. Ci è stato chiesto di rimanere a casa per la nostra sicurezza e per quella degli altri ed è proprio in questo luogo che sono cambiate le nostre abitudini, visto che tutte le attività dovevano svolgersi all’interno delle nostre quattro mura. Tutto ciò non andrà perso e c’è chi pensa che il modo di lavorare e pensare le nostre case sia definitivamente cambiato. Ne parliamo con l’architetto Giacomo Ortenzi, titolare dello studio “Ossigeno” di Fermo.

“Abbiamo scoperto il lavoro a distanza e, indubbiamente, abbiamo capito tutti che l’importanza di una casa non è solo determinata dalla sua localizzazione geografica ma dalla fruibilità degli spazi interni. Ci siamo, infatti, dovuti adattare ad utilizzare tutti gli angoli per poter lavorare, rivedendo  l’organizzazione spaziale della casa per favorire questo nuovo modo di vivere. Tutto ciò ora sta diventando consapevolezza: vedremo la casa da un altro punto di vista, così come gli spazi di lavoro e delle scuole del futuro saranno completamente diversi perché la presenza fisica sarà sempre più ridotta e massimizzeremo le attività svolte in remoto. Quando torneremo alla normalità nel distanziamento sociale, questa consapevolezza rimarrà e lo smart working verrà perfettamente integrato nel mondo del lavoro in maniera sempre più consistente. Diventa allora necessario un nuovo modo di pensare la casa: che sia resiliente, con la possibilità di adattamento e modifica per permetterci di svolgere al suo interno nuove funzioni in nuovi spazi; spazio per l’attività fisica, per l’intrattenimento, per la collaborazione digitale e per la concentrazione, oltre alle attività tradizionalmente svolte (mangiare, dormire e lavarsi).

Da questa riflessione è nato il progetto per una ‘casa adattiva’, funzionale e flessibile allo stesso tempo, in modo da rispondere a tutte le nostre esigenze. Il concetto di stanza chiusa con dei tramezzi fissi viene sostituito con l’utilizzo di dispositivi mobili, delle tende fonoassorbenti, che rendono ogni ambiente più ‘pubblico o privato’ (più chiuso o più aperto) in base alle necessità, trasformando continuamente lo spazio. Il concetto della casa adattiva parte da un blocco fisso di servizi posto all’ingresso in cui troviamo la zona di igiene e disinfezione, e un corridoio attrezzato (cucina, dispense, armadio) che ci permette di liberare il resto dello spazio per poterlo gestire nella maniera più flessibile. E’ un concetto che si può applicare a qualsiasi dimensione, sia per una casa singola in campagna che per un appartamento in città, e a qualsiasi nucleo familiare, passando dal singolo alla coppia e alla famiglia, dove ogni individuo riesce ad avere la propria indipendenza spaziale oppure a condividere dei momenti della giornata insieme agli altri, alternando attività lavorative ad attività di ristoro o relax, cura del corpo o cura dei figli. La nostra ricerca ci ha portato a sviluppare due modelli di casa distinti in base alla disponibilità di spazio e al numero degli abitanti che la vivono. La prima è pensata per una disponibilità di spazio minore, per una coppia, o semplicemente in città dove la disponibilità di spazio è sempre ridotta. La seconda casa ha una dimensione maggiore e può sfruttare anche uno piccolo dehors dove estendere le attività interne o dove semplicemente poter avere un piccolo orto urbano da utilizzare nella quotidianità. Entrambe le soluzioni sono pensate per essere delle case passive e quindi prive di impianto di climatizzazione; allo stesso tempo sono pensate per essere costruite (o ristrutturate) solo con materiali biocompatibili e naturali. In caso di nuova costruzione potranno anche avere una gestione responsabile dell’acqua mediante sistemi di raccolta e riuso.”

Insomma è tempo di cambiamento e partire da ciò che ci può rendere migliore la vita è certamente un investimento sul nostro futuro. Alcune delle possibili combinazioni di spazio si possono osservare sul sito ossigeno.uno

Ossigeno è a Fermo in Piazza Ostilio Ricci, n.4: info@ossigeno.uno

Pianta casa adattiva Ossigeno


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