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Covid e celebrazioni liturgiche,
tutti i dettagli dalla Diocesi di Fermo

FERMANO - Dall'Ufficio Liturgico Diocesano: "Da un lato rimangono le misure di sicurezza necessarie per contenere, il più possibile, il contagio da Coronavirus, dall’altro le celebrazioni possono ora, un pochino di più, giovare di qualche libertà che le rende capaci di meglio concorrere alla crescita spirituale del popolo di Dio"
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foto dal sito www.fermodiocesi.it

L’Ufficio Liturgico Diocesano, tenendo conto di quanto in questi mesi è stato deliberato dal Governo italiano e dalla Cei in materia di celebrazioni liturgiche con la presenza del popolo e degli orientamenti applicativi assunti dall’Arcivescovo insieme ai Vicari Foranei, propone un prospetto in cui si riassumono tutti i dettagli legati alla celebrazione di cerimonie liturgiche.

“A seguito del Protocollo d’intesa tra il Governo e la Conferenza Episcopale Italiana e gli aggiornamenti fornitici dal Governo lo scorso 18 maggio, gradualmente abbiamo ripreso a celebrare le Sante Messe con il popolo. In questi mesi, poi – spiegano proprio dall’Ufficio Liturgico Diocesano – ci sono giunti ulteriori aggiornamenti e aperture progressive, che rendono la celebrazione maggiormente vivibile per le nostre comunità cristiane: da un lato rimangono le misure di sicurezza necessarie per contenere, il più possibile, il contagio da Coronavirus, dall’altro le celebrazioni possono ora, un pochino di più, giovare di qualche libertà che le rende capaci di meglio concorrere alla crescita spirituale del popolo di Dio”.

 

ACCESSO E USCITA DAI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI LITURGICHE

Si dovrà evitare ancora l’assembramento durante la fase di accesso al luogo di culto e alle pertinenze di esso (sagrato, sagrestie…). L’accesso sia sempre individuale nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone. Il Parroco provveda a individuare degli ostiari che, all’ingresso, facciano rispettare questa norma e, all’interno, vigilino affinché ci sia un distanziamento di almeno 1 mt. di fronte, dietro e a lato di ogni partecipante all’assemblea liturgica.

I nuclei familiari e di conviventi, potranno derogare alla norma sul distanziamento d un metro. Ci si attenga a questo criterio per definire già prima il numero massimo da ammettere alla celebrazione, in base ai mq. dell’edificio di culto (vedi la lettera dell’Economo diocesano del 10 maggio, che, comunque, non dovrà superare le 350 unità per gli edifici chiusi). I volontari e/o collaboratori che si occuperanno dell’ingresso e della disposizione nell’aula liturgica dei partecipanti, indossino la mascherina e un evidente segno di riconoscimento; al termine della celebrazione, lo stesso personale favorisca l’uscita individuale.

Ove possibile, si favoriscano più punti di ingresso e uscita (magari distinguendo, se possibile, i luoghi di entrata da quelli di uscita), mantenendosi sempre a 1 metro di distanza. Le porte, all’ingresso e all’uscita dei fedeli, rimangano spalancate per evitare che le persone debbano toccare maniglie e porte.

Tutti i partecipanti alla celebrazione debbono indossare la mascherina. Chi presentasse una temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C., o accusi sintomi influenzali e/o respiratori, per precauzione, non si rechi alla celebrazione; lo stesso vale per coloro che sono stati in contatto con persone positive a Sars-Co V-2 nei giorni precedenti; ci si affida, per questo al senso di responsabilità di ciascuno.

L’accesso delle persone diversamente abili sia favorito nel rispetto delle norme. I parroci provvederanno a mettere a disposizione dei fedeli liquidi igienizzanti all’ingresso dell’aula liturgica.

 

IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI

L’aula liturgica e la sagrestia siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione; si provveda alla pulizia delle superfici con idonei detergenti antisettici (a questo proposito si legga la medesima comunicazione dell’Economo Diocesano del 10/5 u.s.). Al termine di ogni celebrazione, si favorisca il ricambio dell’aria e si provveda a detergere i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati; anche i microfoni vengano accuratamente disinfettati. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

 

ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

Là dove è possibile. si eviti la concelebrazione e la presenza di ministranti nel presbiterio che, comunque, dovranno mantenersi a distanza di sicurezza e indossare la mascherina.

Si autorizza la presenza dell’organista (o altro musicista) e del coro; i coristi devono mantenere tra loro la distanza di sicurezza. L’eventuale animatore della liturgia sia posizionato in luogo diverso dall’ambone e con un microfono a parte.

Non vengano distribuiti ai fedeli foglietti con l’eucologia, le letture domenicali e le preghiere dei fedeli, così come i sussidi per i canti.

Se per la proclamazione delle letture si utilizza un solo microfono, questo va igienizzato al cambio del lettore.

Si raccolgano le offerte in denaro lasciando i cestini o appositi contenitori da collocare all’ingresso o in altro luogo idoneo.

Per tutta la durata della Celebrazione, anche durante l’offertorio, la Prece Eucaristica e l’inizio dei Riti di Comunione si mantenga la pisside, con le particole da consacrare, chiusa col proprio coperchio; la si aprirà solo per la distribuzione della Santa Comunione, dopo aver indossato la mascherina e avendo cura di non toccarla con la stessa mano igienizzata con la quale si distribuirà la Comunione.

Durante i Riti di Comunione, è vietato darsi la mano al Padre Nostro e si ometta lo scambio di pace.

I Diaconi faranno la Comunione sotto la sola specie del Pane, come anche i concelebranti, a meno che non sia stato predisposto un calice per ognuno di loro.

Prima di distribuire la Comunione, il celebrante e/o il ministro, indossata la mascherina (coprendo naso e bocca) provvedano:

a igienizzarsi le mani con liquido apposito;
laddove lo si ritenga utile, per maggior sicurezza, può essere utilizzata una pinza da laboratorio chimico, facilmente reperibile anche in negozi di articoli religiosi.

Prima di andare a distribuire la Comunione, il Sacerdote dica dall’altare: “Il corpo di Cristo”, a cui tutti rispondono: “Amen” (si eviterà, così, di ripeterlo ogni volta di fronte al singolo fedele).

Tenuto conto di come i fedeli sono disposti in assemblea e del rispetto delle distanze di sicurezza, il sacerdote e/o il ministro si rechino presso ogni singolo fedele; in alternativa, i fedeli si rechino dal sacerdote/ministro, assicurando sempre la distanza sanitaria interpersonale di 1 mt. Il sacerdote/ministro, ricordando sempre di mantenere un’adeguata distanza di sicurezza, ponga la particola sulla mano del fedele senza venire, con le proprie dita o con la pinza, a contatto con la mano del comunicando.

Si ricorda che è consentito celebrare all’aperto (avendo cura di ammettere fino a un massimo di 1000 persone), tenendo sempre conto delle distanze di sicurezza in entrata, uscita e nella disposizione dell’assemblea; anche in queste celebrazioni, si curi l’igienizzazione della suppellettile sacra utilizzata, e di sedie e panche, qualora si preveda che i fedeli possano sedersi.

 

I SACRAMENTI E SACRAMENTALI

Il pieno rispetto delle norme sopra indicate (distanziamento e idonei dispositivi di protezione personale) è richiesto anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, la Cresima, la Prima Comunione, il Matrimonio, l’Unzione degli infermi e le Esequie.

Si ricorda che nelle unzioni previste dal Battesimo, dalla Cresima e dall’Unzione degli Infermi, il ministro deve indossare, oltre alla mascherina, i guanti monouso oppure, in luogo di questi ultimi, un bastoncino idoneo con all’estremità inserito un batuffolo di ovatta imbevuto dell’Olio santo (che un ‘incaricato provvederà a bruciare al termine della celebrazione). In questa fase di emergenza sanitaria è possibile favorire la celebrare del Rito del Battesimo nella Liturgia della Parola, per evitare un moltiplicarsi celebrazioni eucaristiche private.

Si consiglia di dare ai fanciulli la Comunione sotto la sola specie del Pane.

Il sacramento della Penitenza può essere celebrato in luoghi che, oltre a mantenere la riservatezza, tengano conto della necessaria distanza di sicurezza tra il fedele e il sacerdote. Anche in queste celebrazioni, il sacerdote e i fedeli debbono indossare sempre la mascherina.

Per il Matrimonio, gli Sposi possono collocarsi, come di consueto, vicini nello stesso banco con inginocchiatoio e senza indossare la mascherina (debbono indossarla i testimoni e gli altri presenti alla celebrazione). La mascherina andrà indossata dal Ministro che benedice le Nozze, ogni volta che si avvicinerà agli Sposi per il Rito del Matrimonio, i Riti di comunione o le firme degli atti. Per le Esequie si tenga conto di quanto sopra indicato (n.1-3); non sono consentiti i cortei dalla casa del defunto alla chiesa e dalla chiesa al cimitero.

Le visite nelle case per la Santa Comunione agli infermi è consentita (sempre tenendo conto di tutte le norme sanitarie fin qui elencate – mascherina, igienizzazione delle mani, ecc…–), ma ci si limiti, per ora, a far visita soltanto a quelle famiglie che ne facciano espressamente richiesta.

ADEGUATA COMUNICAZIONE

Vale sempre la pena ribadire queste norme agli ingressi dell’aula liturgica utilizzando la bozza di locandina a suo tempo inviata a ogni Parroco. In essa si indichi con chiarezza il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio.

Il divieto di ingresso per coloro che abbiano una temperatura corporea di 37,5° C. (o superiore), per chi presenti sintomi influenzali e/o respiratori, per chi sia stato in contatto con persone positive al Coronavirus nei giorni precedenti alla celebrazione, venga fin da subito reso noto, oltre che con cartello apposito all’ingresso, anche attraverso i mezzi di comunicazione a disposizione della Parrocchia. Vale ancora la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute. In questi casi, utili possono essere le celebrazioni irradiate dal mezzo televisivo o in streaming.

 


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