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Civitas civici a fianco di Acquaroli
“Stop alla burocrazia,
parola d’ordine: velocità”

PORTO SAN GIORGIO - Conferenza stampa oggi della lista Civitas per presentare i quattro candidati del fermano al Consiglio regionale. Si tratta di Giovanna Paci, del sindaco di Servigliano Marco Rotoni, Monia Monaldi e Ubaldo Belletti. Parola d'ordine: velocità. "Stop al modello monocentrico e sostegno alle imprese" l'appello dei candidati.
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di Sandro Renzi

Parola chiave “velocità”. Il modello? Non certo quello della giunta Ceriscioli “che non ha dato risposte” per la lista Civitas civici. Il punto di partenza? Sinergia. Ha le idee chiare il sindaco di Servigliano, Marco Rotoni, presentandosi in veste di candidato della compagine Civitas e presentando gli alti tre candidati al Consiglio regionale per il Fermano: Monia Monaldi, Giovanna Paci e Ubaldo Belletti. Professionisti ed imprenditori “che si mettono a servizio” ricorda Paolo Mattei, coordinatore regionale di Civitas “convinti di fare una cosa buona per il loro territorio pur sapendo che solo uno potrà riuscire”. Più volte il termine ricorrente è velocità. Ne parla Rotoni rimarcando il loro pieno appoggio al candidato Francesco Acquaroli. E ne parla anche Mattei. “Dare risposte celeri” è l’imperativo categorico. “Ci mettiamo in gioco perché il tempo delle parole è terminato, ora dobbiamo offrire la visione di un sistema nuovo, lontano dal modello moocentrico”.

Non è una lista elettorale ma un momento di confronto quello a cui aspira la compagine. “Non siamo arrivati in ritardo è da tempo che lavoriamo. Sosteniamo l’intuizione di Acquaroli di aprirsi alle esperienze di chi vive il territorio per capirlo. Abbiamo scelto un modello di sinergia, è il momento di connetterci a più livelli. Il termine chiave è velocità, rendere snelle le procedere, dal mondo del lavoro, all’innovazione, all’accesso del credito” spiega Rotoni. “C’è voglia di cambiamento -gli fa eco l’on. Acquaroli- rispetto a tre mesi fa qualcosa è cambiato dentro di me, pensavo che la Regione stesse vivendo un momento di crisi, ma oggi mi rendo conto che la crisi è assai peggiore e c’è un forte divario tra i territori e quello che fanno i nostri imprenditori e la Regione”. Acquaroli parla di distacco tra mondo del lavoro e delle imprese da una parte e il sistema di potere che va abbattuto. Parla di ricostruzione post terremoto non accontentandosi del fatto che “il cantiere burocratico sta per chiudersi. Vogliamo risposte semplici, restituire normalità ai territori terremotati. Riportare al centro i territori, le categorie e ricostruire una visione inclusiva”. “Per Giovanna Paci di Fermo “c”è bisogno di profili di competenza alti per fare un cambio di passo radicale. Abbiamo bisogno di approcci inediti. Il nostro territorio necessita di una gestione efficiente, senza troppa burocrazia”. Monia Monaldi dalla Valdaso punta su turismo e agricoltura. “Bisogna ripartire dal territorio, rimettere in moto una macchina ferma da troppo tempo”. E’ poi la volta dell’imprenditore Ubaldo Belletti da Sant’Elpidio a Mare. “Fare impresa nel fermano è molto difficile” racconta “l’imprenditore è stato lasciato spesso solo. Anche nel mercato della calzatura è avvenuto questo”. Punta l’indice sulle politiche di formazione messe in campo dalla Regione che a suo giudizio non hanno funzionato. “I problemi delle imprese vanno affrontati pena la desertificazione”.


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