facebook twitter rss

Il viceministro dell’istruzione Ascani
incontra i dirigenti scolastici del territorio

PORTO SANT'ELPIDIO - Dall'aula lim a quella di informatica, passando per la biblioteca ed il laboratorio di scienze intitolato a Rosalind Franklin, fino ad arrivare all'aula di musica e a quella dedicata al sostegno. Sono state queste le tappe della visita della viceministra Ascani
Print Friendly, PDF & Email

La viceministra Anna Ascani, il sindaco di Porto Sant’Elpidio nazareno Franchellucci e la dirigente dell’istituto Marconi Ombretta Gentili

 

di Leonardo Nevischi

È sempre più imminente il suono della prima campanella, previsto per lunedì 14 settembre, ed in molti istituti italiani è scattata la corsa contro il tempo per allestire le aule scolastiche nel rispetto delle normative anti-Covid. A Porto Sant’Elpidio sarà tutto a norma ed a testimoniarlo, nel pomeriggio di ieri, è stata la presenza della viceministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel Governo Conte, Anna Ascani, alla quale sono state illustrate le opere di riqualificazione e consolidamento strutturale, nonché alcuni interventi di ampliamento e adeguamento delle aule della scuola secondaria di primo grado “Guglielmo Marconi”.

Dall’aula lim a quella di informatica, passando per la biblioteca ed il laboratorio di scienze intitolato a Rosalind Franklin, fino ad arrivare all’aula di musica e a quella dedicata al sostegno. Sono state queste le tappe della visita della viceministra Ascani, guidata all’interno della “Marconi” dalla dirigente Ombretta Gentili, dal primo cittadino elpidiense Nazareno Franchellucci, dal soprintendente scolastico regionale Ugo Filisetti, dalla candidata al Consiglio Regionale delle Marche Annalinda Pasquali e dalla segretaria del Pd elpidiense Patrizia Canzonetta.

A seguire l’incontro con i dirigenti del territorio, gli operatori scolastici ed alcuni genitori, durante il quale si è posto prevalentemente l’accento sulle problematiche relative alla ripartenza post emergenza Covid 19. «Avere la viceministra dell’istruzione nella nostra città ci fa molto piacere, soprattutto per il momento storico che stiamo attraversando – ha esordito il sindaco Franchellucci -. Ciò che era incardinato in uno dei più importanti decreti legati alla scuola, ossia quello di costituire la conferenza dei servizi scuola, è stata senza ombra di dubbio una delle cose più concrete per permettere a tutti noi di prendere in mano le tematiche più importanti ed iniziarle ad analizzarle in maniera concreta. Nella nostra comunità sin da subito c’è stato dialogo e si è iniziato a lavorare per far sì che potessimo arrivare ad oggi pronti, sia da un punto di vista strutturale sia delle infrastrutture, per poter affrontare questa sfida. Quasi 100 mila euro dei fondi Pon (Programma Operativo Nazionale) del Miur sono stati utilizzati per quei vari lavori che oggi permettono di poter dire che tutti gli studenti sono ospitati all’interno delle sedi scolastiche e, dove non vi è possibile, la biblioteca di Villa Murri è stata adibita in maniera tale da poter vivere la ripresa delle attività scolastiche.  Ho la sensazione che quello che ci apprestiamo a vivere lunedì sia qualcosa in più di una semplice riapertura delle scuole – chiosa Franchellucci -. Da padre, posso dire che rappresenta senza dubbio un momento fondamentale per i nostri figli perché per molti mesi abbiamo avvertito quanto la scuola rappresenti un elemento fondamentale per la vita dei nostri figli e per la loro crescita culturale, mentale e spirituale».

La parola passa poi alla padrona di casa Ombretta Gentili che ammette come «il mese di settembre è stato stancante a causa dei continui adempimenti a seguito dell’emergenza sanitaria. Tutta la settimana ci siamo chiesti se lunedì saremo in grado di aprire, perché abbiamo avuto diverse criticità per il reperimento dell’organico. Problema, questo, che persiste di anno in anno, ma che in quello alle porte è stato accentuato dall’aggiunta dei lavoratori fragili: noi ne avevamo sei solo nel nostro istituto, con altrettanti posti di organico completamente scoperti. Secondo me la scuola ogni anno dovrebbe aprire con tutto l’organico a disposizione e questa è una sofferenza che vivono gli stessi docenti, noi dirigenti ed anche i genitori».

Da una dirigente ad un altro. A fare eco alla Gentili è Roberto Vespasiani, preside dell’istituto “Carlo Urbani”. «Noi abbiamo fatto delle scelte strategiche nell’individuazione di come ripartire: abbiamo cercato di evitare l’impianto della didattica a distanza perché in un istituto come il nostro caratterizzato da indirizzi professionali saremmo andati in contro ad una disaffezione di alcuni studenti nei riguardi degli insegnamenti, a causa di problemi tecnologici di gestione o mancanza dell’attrezzatura. E tutto questo sarebbe stato un ulteriore aggravio per i ragazzi con disabilità. Pertanto ci siamo organizzati per garantire la presenza di tutti e sempre. E per tale motivo, il nostro istituto ha anche bisogno di ulteriori collaboratori – seguita Vespasiani rivolgendosi alla Ascani -. Non me la sento di segnalare delle criticità, perché voglio vedere il bicchiere pieno. Per noi lunedì sarà un giorno di festa, perché per chi vive la scuola quotidianamente vedere i corridoi vuoti è una tristezza infinita. Dunque le difficoltà ci sono, ma personalmente ho visto un grande lavoro di squadra affinché si possa ritornare gradualmente ad una nuova normalità».

A farsi portavoce del corpo docente è Annalinda Pasquali che sottolinea come «durante il lungo periodo di lockdown noi insegnanti si siano trovati davanti a delle dichiarazioni ed a delle puntuali e conseguenti smentite che ci hanno un po’ disorientati. Vorremmo quindi che dal ministero arrivassero delle linee guida e delle indicazioni chiare. Come docenti di un istituto superiore – seguita la candidata al Consiglio Regionale – ci occupiamo di orientamento e di alternanza scuola-lavoro, nella speranza di fungere da ponte tra la società, il mondo del lavoro e la formazione degli studenti stessi. Tuttavia troviamo delle criticità in questo tipo di attività perché l’esperienza formativa si ferma al mero tempo che gli studenti trascorrono nelle aziende ed invece vorremmo che tale progetto possa essere finanziato ed arricchito in modo che i nostri giovani possano continuare anche durante il periodo estivo o nel periodo pre-universitario. Un altro aspetto su cui vorrei puntare l’attenzione è il potenziamento dei laboratori, perché noi insegnati ci impegnano nella scuola, mettendo delle risorse umane, ma avremmo bisogno di risorse finanziarie. Infine vorremmo che la formazione didattica dei docenti sia attenzionata ed il modo di selezionare i docenti possa essere sempre di qualità attraverso un nuovo sistema di valutazione e valorizzazione dei docenti».

 

Infine, dopo la disamina attenta e minuziosa del direttore nazionale del sistema scolastico marchigiano Marco Ugo Filisetti, il quale ha illustrato tutti i dati e  la panoramica relativa al sistema scolastico regionale, è la volta della “special guest” Anna Ascani. «Questi sono giorni importanti per il territorio ed è importante da parte del Ministero far sentire la propria vicinanza, perché nessuno deve essere lasciato solo – rompe il ghiaccio la viceministra dell’istruzione -. Non so se ne usciremo migliori o peggiori, ma il Covid ci ha sicuramente insegnato molto, soprattutto all’interno della comunità scolastica, dove abbiamo appreso l’importanza di ogni singolo individuo e quanto ognuno dipenda dall’altro, come il sindaco dal dirigente scolastico e viceversa, senza dimenticare che entrambi senza il personale scolastico non potrebbero andare avanti. Io credo che il lavoro che abbiamo fatto sia stato difficilissimo, perché per quanto riguarda la scuola questo è un anno che ha delle criticità storiche, determinate da tagli sconsiderati che qualcuno ha fatto sottovalutandone le conseguenze: oggi in termini di spazi, di organico, di tecnologie e di innovazione didattica non abbiamo da offrire il massimo e questo perché è mancata una centralità della scuola. Oggi quelle criticità si sommano alle difficoltà recate dall’epidemia. Tuttavia sono convinta che i nostri ragazzi ci sorprenderanno nella capacità di imparare le regole della vita quotidiana all’interno della scuola, perché sono certa che loro siano molto più disciplinati di alcuni adulti. Ciò nonostante non pensiamo che sia sufficiente seguire le regole dentro la scuola per metterla al sicuro: la responsabilità individuale andrà esercitata anche fuori dagli istituti, quando certamente i giovani si vedranno per trascorrere insieme il pomeriggio. È a tal proposito che noi abbiamo sollecitato molto il rapporto con le famiglie, perché abbiamo bisogno di un rapporto costante con esse e di farle sentire coinvolte nella vita della comunità scolastica. Ogni famiglia deve sentire che la responsabilità di ciascuno ha a che fare con il buon funzionamento della scuola».

«Sono ormai due mesi che il tema scuola è sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali ed io che mi occupo di scuola da otto anni è la prima volta che registro un fatto simile – sottolinea con un pizzico di ironia la viceministra -. I giornali ed i talk show generalmente parlano di scuola solo in relazione al primo giorno dell’anno scolastico ed agli esami di maturità, invece ora sono due mesi che si parla di scuola tematizzando i problemi. Questo è un segnale positivo perché è fondamentale che gli italiani abbiano assunto la consapevolezza che le criticità che esistono nella scuola li riguardano. Io penso che questo paese per tornare a correre abbia bisogno delle sue due gambe: la sanità e l’istruzione. Pertanto dobbiamo rimettere al centro del sistema questi due punti cardine, i quali saranno gli assi portanti dell’investimento che noi faremo con i fondi europei che raggiungeranno il nostro paese (i 209 miliardi del Recovery Fund, ndr). Tra l’altro avendo chiamato questi fondi “Next Generation EU” direi proprio che la commissione ci ha indicato dove investire e ovviamente la nuova generazione di questo paese è situata all’interno della scuola. In Italia disponiamo di 40 mila plessi e molti di essi sono stati edificati decenni fa, pertanto useremo quei fondi per fare lavori di manutenzione e per metter in sicurezza gli istituti che ne necessiteranno. Inoltre, ove possibile, amplieremo gli spazi per acconsentire ad un modello di didattica differente che pone lo studente al centro di essa e che ci consentirà di trasformare la scuola dal luogo nel quale vengono apprese nozioni e conoscenze a quello nel quale si cresce insieme, si sviluppano competenze di cittadinanza e si trova il proprio posto nella società. Un’altra tematica su cui verranno indirizzati i fondi europei sarà la digitalizzazione, perché non essere raggiunti dalla wifi per due bambini della stessa classe significa avere diritti differenti. Dobbiamo fare in modo che la connessione stabile, veloce e sicura raggiunga tutte le scuole e tutti i bambini, perché è un loro diritto di cittadinanza. Infine metteremo al centro del sistema i docenti: servirà un tipo di investimento serio sul personale e sulla formazione dello stesso. Per fare ciò, passata l’emergenza, abbiamo stanziato 2 miliardi. Abbiamo bisogno di un sistema stabile di formazione iniziale e di accesso al ruolo di docente che faccia chiarezza. La scuola non deve diventare un tema da campagna elettorale e confido che passate le elezioni continui ad essere la tematica principale del nostro Paese».

 

Marco Ugo Filisetti, direttore nazionale del sistema scolastico marchigiano

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X