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Morani al Micam con Camera Marche:
“Invito ad Acquaroli a scrivere
con noi il progetto Moda”

MILANO - Camera Marche: "Centralità della formazione. il comparto ha bisgono di innovazione e rinnovamento anche generazionale"
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Al Micam Milano la Camera Marche e la sua Azienda Speciale del settore moda hanno incontrato coi protagonisti del comparto calzaturiero fermano-maceratese il sottosegretario allo Sviluppo Economico Alessia Morani per riflettere sulla situazione del comparto e su quella del manifatturiero in genere.


All’incontro il Gino Sabatini (Presidente Camera di Commercio delle Marche): “Il settore calzaturiero ha bisogno di un vero e proprio piano Marshall, che in parte è stato intrapreso con l’identificazione dell’area di crisi complessa. Già dalle prossime ore  contatteremo il nuovo governatore per portare la sua attenzione a un comparto al quale, in grande parte dei Comuni dell’area fermano maceratese, si deve la metà delle entratete. Confidiamo nel recovery fund, sperando possa dare energia al territorio”.

“Ringraziamento alla Camera delle Marche – le dichiarazioni di Giampietro Melchiorri (vicepresidente Confindustria Centro Adriatico) per la tempestiva messa a punto del bando b2b (partecipazione ai market place con fiere digitali) e sostegno al credito. Vorremmo che l’Italia non sia assistenzialista, reddito di cittadinanza e cassa integrazione. Per lavorare di più tutti per stare meglio tutti necessario modificare il decreto agosto”. Giacomo Bramucci (vicepresidente Azienda Speciale Tessile-Abbigliamento-Calzature della Camera di Commercio delle Marche) ha aggiunto: “La crisi ci ha trovato uniti nella Camera regionale e questo ci ha fatto affrontare bene la tempesta e ci ha consentito di resisterle. Ora è tempo di superarla, e per questo l’Azienda Speciale della Moda ha avviato la fase di ascolto imprese e categorie per trasformare le esigenze in strumenti concreti.

Giuseppe Mazzarella (Presidente Confartigianato Marche): “Oggi partiamo da una crisi di cui covid è stato solo il detonatore. Le Pmi vanno fatte crescere”. “E’ necessario – l’invito di Antonio Franceschini Cna nazionale e Federmoda – un piano di sistema. Bisogna fare capire il valore manifatturiero e del sistema delle piccole imprese. Occorre pensare a come rinnovare presenza dei giovani all’interno di questo mondo e pertanto puntare sugli istituti professionali per creare nuove generazioni di imprenditori. Centrale anche l’aspetto della tracciabilità”

Alessandro Terzulli (Chief Economist Sace) ha riportato pillole dal rapporto export 2020 “da cui emerge il dato, allarmante ma prevedibile, della riduzione 9,2% sull’esportazione italiana di beni, prevista chiusura d’anno al – 11%; ora – aggiungono dalla Camera Marche – l’attenzione al 2021, per cui la proiezione mostra ritorno quasi totale ai valori 2019”.

Per il sottosegretario Morani: “I nodi sono la fiscalità, ribadiamo il nostro impegno per la decontribuzione a sostegno della competitività delle nostre imprese. Fondamentale anche recepire l’emendamento al decreto agosto nel senso dell’estensione delle misure previste per il Sud, anche alle imprese dell’area di crisi complessa e che rientrano nella zona colpita dal sisma.
Centrale la questione della capitalizzazione per la quale, con i ministri Gualtieri e Patuanelli, abbiamo appena messo a punto una misura ad hoc. Con Camera Marche ragioneremo su come utilizzarla al meglio. E ancora il nostro impegno sarà nell’affrontare gli aspetti di burocrazia e giustizia, come pure quello delle infrastrutture (materiali e immateriale). E soprattutto: la formazione. Ci accingiamo a scrivere un progetto moda Marche, con la regione che si candidi ad essere una smart green country: stiamo avviando una serie di incontri per focalizzare aspetti progettuali e tipo di risorse da intercettare. Per questo avremo bisogno del nuovo goveratore, Francesco Acquaroli cui invito fin d’ora invito ad essere con noi in questo progetto cruciale.

All’incontro ha preso parte anche Matteo Pierfederici, Presidente settore Moda Confindistria Macerata
ALCUNI DATI STATISTICI
“Il settore calzaturiero nelle Marche: come è noto, le Marche – spiegano dalla Camera – sono una delle regioni più manifatturiere d’Italia: percentuale di imprese manifatturiere sul totale delle imprese regionali: nelle Marche (dati al 30 giugno 2020) tale incidenza è del 13%. 4.112 le imprese marchigiane della fabbricazione di articoli in pelle e simili: 3.666 di esse rientrano nella classe di attività economica 15.2, vale a dire la fabbricazione di calzature. Nelle Marche si trovano 3 imprese su 10 di quelle italiane del comparto della fabbricazione di calzature (29,8% per l’esattezza).

La provincia di Fermo conta infatti al termine del primo semestre dell’anno in corso 2.403 imprese calzaturiere, che rappresentano una quota di assoluto rilevo sul totale delle imprese provinciali, pari a ben l’11,7%. La fabbricazione di calzature è di notevole rilievo anche nella provincia di Macerata, in cui in cui tali imprese sono 1.013, vale a dire il 2,7% del totale provinciale. Va menzionata anche la provincia di Ascoli Piceno con 144 imprese e una quota dello 0,6%. Quello calzaturiero rappresenta per le Marche un settore di punta delle esportazioni regionali, sebbene abbia subìto un ridimensionamento. Nel 2019 esso ha ancora un’incidenza a doppia cifra, pari tuttavia al 10,6% del totale regionale, dato questo che rappresenta un unicum nel panorama nazionale. I primi sei mesi di quest’anno sono segnati da una forte contrazione delle vendite all’estero, in seguito al ridimensionamento del commercio mondiale per gli effetti economici dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da covid-19. I dati provvisori indicano una contrazione complessiva delle esportazioni italiane del -15,3%, la tendenza negativa accomuna quasi tutte le regioni italiane, comprese le Marche, la cui variazione risulta pari a -17,8%”.

Intanto si alza il sipario su “Le Marche si danno le Arie”.

“Abbiamo passato mesi in cui l’unico modo di stare coi piedi per terra era stare in aria, agire sul web, imparando ad essere immateriali. Nel frattempo – spiegano dalla Camera Marche – abbiamo fatto conoscenza con i nostri spazi: i nostri congiunti, la nostra casa poi, un po’ per volta, il territorio prossimo attorno a noi. Le Marche offrono una varietà di paesaggi, sapori, tradizioni vastissima. La minore mobilità fuori dai confini ci dà l’occasione di riconoscerli. Abbiamo scelto di presentarli attraverso testimonial molto speciali, seguendo il filo conduttore dell’aria.
Aria da fare entrare dalle finestre per respirare meglio, da muovere in mancanza di condizionatori con questo ventaglio (di possibilità) che come la mascherina, una volta aperto e portato al viso, lascia visibili solo gli occhi”.

CECCO D’ASCOLI medico, poeta, astrologo e astronomo Francesco Stabili, meglio noto come Cecco d’Ascoli, dalla terra in cui è nato nel 1269. Il dottissimo e fiero piceno, insegnante di astronomia per la facoltà di Medicina dell’Alma Mater bolognese, mise in subbuglio il Santo Uffizio e si scontrò con Dante Alighieri e gli tenne testa. Scrutatore del Cielo lasciò la Terra attraverso il Fuoco: bruciato come eretico dall’Inquisizione Romana.
GIACOMO LEOPARDI il poeta più noto e amato anche da chi è stato obbligato a studiarlo. Leopardi è Recanati, dove è nato nel 1798, ed è la sua casa, pur appartenendo a tutto il mondo. Il naufragare dolce è patrimonio dell’umanità come tutto il suo Infinito, avvertito proprio nei limiti del borgo selvaggio e tradotto in 27 lingue, compresa quella degli emoji.
OSVALDO LICINI di Monte Vidon Corrado, in provincia di Fermo. Pittore, artista. Operativo dagli Anni Venti del Novecento, cittadino del mondo e in tutto il mondo famoso ed esposto, tornò nelle Marche e di Monte Vidon Corrado fu sindaco. Ha ritratto Angeli Ribelli, cieli e terre e lune, paesaggi del fermano e impennate dei Sibillini.
MARIA MONTESSORI l’Italia era unita da pochi anni quando in provincia di Ancona, a Chiaravalle, nacque una bambina che una volta adulta rivoluzionò il modo di insegnare ai bambini. Tra le prime donne laureate nel nostro Paese, educatrice, neuropsichiatra. Il suo metodo è diffuso nelle scuole di tutte il mondo.
GIOACHINO ROSSINI pesarese. Compositore, operista, il più grande di metà Ottocento e tra i più grandi di sempre. Le arie del Cigno sono note in tutto il mondo. E tutto il mondo si riversa a Pesaro annualmente per il Rof, il festival operistico a lui dedicato. Come solo ai Maestri capita, è diventato un aggettivo: il celeberrimo crescendo è solo rossiniano
RAFFAELLO SANZIO certi dettagli dei quadri dell’artista marchigiano sono così familiari da essere divenuti pop. Nato a Urbino nel 1483 deve la sua formazione, oltre che a un Dono superiore e all’influenza del padre pittore, alla frequentazione del Palazzo Ducale. Lo si ricorda per la grazia dei suoi Angeli e delle Vergini, ma fu anche un grande architetto.

 

 


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