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Carabinieri e Soroptimist insieme
nella lotta contro la violenza sulle donne

DONNE - A livello locale, presso il Comando Provinciale di Fermo presta servizio personale appositamente specializzato in tema di violenza contro le donne. Inoltre, grazie alla collaborazione dell’associazione Soroptimist International d’Italia e al progetto denominato “Una stanza tutta per se” (avviato nel 2014 con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri), è presente uno dei 170 spazi, appositamente concepiti nelle varie caserme d’Italia.
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In occasione del 25 novembre, data scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il Club Soroptimist di Fermo, con la sua presidente, l’Arch. Giovanna Paci, e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Fermo, Col. Antonio Marinucci, hanno voluto riproporre a livello locale l’iniziativa nazionale, frutto di un patto tra l’Associazione e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, illuminando di arancione, colore ufficiale scelto a livello internazionale per simboleggiare la giornata, la Caserma intitolata all’App.to Sc. Movm, Alfredo Beni, sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Fermo.

“L’Arma dei Carabinieri, a livello centrale – fanno sapere dal comando provinciale dell’Arma – in rappresentanza del Ministero della Difesa, partecipa all’Osservatorio Nazionale sul fenomeno della violenza, organo di cui si avvale la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’adozione, la direzione, il coordinamento e la pianificazione di tutte le azioni ritenute necessarie, a livello nazionale, in tema di violenza. Inoltre, recependo le istanze sociali sempre più attente alle vittime e alla centralità della loro tutela anticipata, L’Arma dei Carabinieri ha istituito la Sezione “Atti Persecutori” collocata nell’ambito del Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma.


A livello locale, presso il Comando Provinciale di Fermo presta servizio personale appositamente specializzato in tema di violenza contro le donne. Inoltre, grazie alla collaborazione dell’associazione Soroptimist International d’Italia e al progetto denominato “Una stanza tutta per se” (avviato nel 2014 con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri), è presente uno dei 170 spazi, appositamente concepiti nelle varie caserme d’Italia. Inaugurata nel 2017 presso la Caserma che oggi ospita il Comando Provinciale Carabinieri di Fermo, la stanza è un luogo realizzato con accorgimenti logistici che scaturiscono dalla consapevolezza che non è solo il tipo di relazione che si instaura a favorire il dialogo, ma anche il contesto. Un ambiente pensato per comunicare serenità e facilitare l’audizione nel difficile percorso di liberazione.
Lo scopo è quello di ridurre al minimo la cosiddetta “vittimizzazione secondaria”, ovvero le conseguenze negative che, sotto il profilo psicologico e relazionale, potrebbero derivare alla vittima dal contatto con le Istituzioni. La donna che subisce violenza, è esposta ad una prima vittimizzazione come diretta conseguenza del reato che subisce. La successiva scelta di denunciare è un momento molto critico, doloroso, in particolare per quelle forme di violenza che avvengono all’interno delle mura domestiche, alla presenza dei figli, in un contesto che si trasforma da luogo di protezione a teatro di sofferenza.
Purtroppo, anche la nella provincia fermana si registrano ogni anno numerosi episodi di violenza di genere che i Carabinieri fronteggiano perseguendo gli autori e assistendo le vittime nell’ambito del progetto “Sis.Ter.In” (Sistema territoriale integrato) per l’empowerment e l’autonomia psico-socio-lavorativo delle vittime di violenza di genere, finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità e che vede come capofila l’ambito Territoriale XIX (in partnership con ATS XX, ATS XXIV, Provincia di Fermo, Asur, Osservatorio di Genere)”.


“Un no alla violenza”, aggiungono da Soroptimist

“Anche Fermo partecipa all’iniziativa nazionale frutto di un patto siglato fra l’Associazione Soroptimist International e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Il progetto – spiegano proprio da Soroptimist – prevede di illuminare di arancione la facciata della Caserma dei Carabinieri sita in via Alfredo Beni, come simbolo della lotta alla violenza di genere, all’interno della campagna internazionale di sensibilizzazione “Orange the world”, che è nata sotto l’egida delle Nazioni Unite e che il Soroptimist porta avanti da anni in Italia nel periodo che va dal 25 novembre al 10 dicembre (Giornata internazionale dei Diritti Umani). Tradizionalmente sono 16 giorni di attivismo per riflettere su un tema sensibile e delicato, per il quale occorre una mobilitazione forte e un netto contrasto alla cultura della violenza. Non è possibile quest’anno attuare il ricco programma che ha caratterizzato le scorse edizioni, ma proprio per questo ed in considerazione del fatto che viviamo nostro malgrado tempi di distanziamenti fisici ed emotivi, si è deciso di dare un segnale forte e di carattere unitario.
Bisogna ringraziare la sensibilità e grande apertura del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Fermo, Antonio Marinucci, il quale ha prontamente raccolto l’invito del Club Soroptimist di Fermo, anche in considerazione del rapporto di collaborazione instauratosi con la realizzazione, tre anni fa, della cosiddetta “Stanza tutta per sé”, un locale particolarmente accogliente, allestito dal Club all’interno della Caserma Carabinieri di Fermo, dedicato per l’ascolto delle vittime vulnerabili (cd. audizioni protette).
Per tutta la durata dell’iniziativa sarà diffuso sui canali social istituzionali un video volto a pubblicizzare l’attività svolta insieme.
Neanche quest’anno purtroppo si è fermata l’emergenza legata a fenomeni di maltrattamento. Dall’incrocio dei dati Istat e DCPC emerge infatti che, -se è vero che negli ultimi anni si è registrata una sensibile diminuzione degli omicidi con vittime di sesso maschile-, non altrettanto può dirsi per quelle di sesso femminile. Per queste ultime aumenta anzi la percentuale di omicidi commessi in ambito familiare (58% nel 2020). Oltre all’omicidio, si segnala una significativa incidenza di reati quali:
violenza fisica: facilmente individuabile per aver cagionato danni fisici con mezzi differenti;
violenza psicologica: più difficilmente costatabili ma fonti di altrettanta sofferenza e danno come insulti, ingiurie, rifiuto di comunicazione, rivalse sui figli, atti provocatori o ritorsivi, atteggiamenti tesi a umiliare e/o sottomettere la vittima la violenza psicologica o la dipendenza economica;
violenza economica: impedimento all’accesso di risorse economiche; impedimento di ricerca di un lavoro; privazione o controllo dello stipendio o della gestione della vita quotidiana; mancata messa in regola di documenti di soggiorno (per vittime straniere);
violenza sessuale: imposizione di rapporti sessuali non voluti, pratiche sessuali non desiderate, rapporti con terzi, visione di materiale pornografico, avvio alla prostituzione;
atti persecutori: (c.d. stalking) l’insieme di comportamenti molto variegati volti a controllare e limitare la libertà della persona o ricercare un contatto non desiderato dalla vittima come comunicazioni insistenti, pedinamenti o appostamenti.
È per questo che si invita qualsiasi persona che sperimenti situazioni di disagio in contesto familiare, affettivo o anche lavorativo a rivolgersi ai presidi delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio, come pure ai numerosi centri antivolenza, dove incontrare professionisti pronti ad ascoltarla con sensibilità e ad accompagnarla per tutto il percorso”.


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