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Provincia, firmato il decreto
Al voto il 31 marzo per eleggere
Presidente e consiglieri

ELEZIONI - Si voterà il 31 marzo per il rinnovo del Consiglio provinciale e del Presidente. Il decreto di convocazione dei comizi elettorali è stato pubblicato ieri. Entro febbraio il Governo deciderà tuttavia sull'eventuale slittamento dei termini. Tutto dipenderà dalla curva epidemiologica.
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di Sandro Renzi

Si svolgeranno il 31 marzo le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Fermo e del suo Presidente. E’ stato pubblicato ieri il decreto a firma di Moira Canigola con il quale vengono convocati i comizi elettorali. Oltre al Presidente sono dieci i consiglieri provinciali da eleggere in rappresentanza dei 40 Comuni. Come noto, dopo la riforma che ha di fatto svuotato di molte competenze questi organi, i cittadini non sono più chiamati ad esprimere il loro voto. Si tratta infatti di una elezione di secondo grado alla quale possono partecipare solo sindaci e consiglieri comunali. E solo i primi possono candidarsi anche alla carica di Presidente.  Moira Canigola, che veste pure i panni di sindaco di Monteurano, è in proroga dallo scorso mese di dicembre, grazie ad un decreto che ha fatto slittare di alcuni mesi le elezioni a causa della pandemia, fissando per marzo il periodo più utile al rinnovo degli organi.

Non è detto, tuttavia, che le elezioni possano svolgersi il 31. Molto dipenderà infatti dalla curva epidemiologica e dall’andamento della pandemia nelle prossime settimane. Ci sarebbe una proposta già al vaglio del Governo per valutare un ulteriore slittamento dei termini. La decisione è attesa per fine mese quando verrà sciolta la riserva. Fino a quel momento si dovrà procedere avendo come riferimento la data del 31 marzo. Questo significa che entro il 10 e l’11 marzo andranno presentate le liste dei candidati alla carica di Presidente e consigliere. Il countdown dunque è iniziato. La Canigola non esclude a priori di ricandidarsi. “Valuto gli eventi” si limita a dichiarare, lasciando quindi intendere che un pensierino lo starebbe facendo. Ma a quel posto, secondo i rumors, potrebbe guardare anche il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro. I contatti tra partiti sono iniziati lo scorso anno. Quella di Calcinaro è una figura che potrebbe racimolare consensi pure nel centrodestra oltre che tra i civici. Ma l’ostacolo che il primo cittadino del capoluogo di provincia rischia di trovarsi di fronte arriva proprio dai piccoli centri, disposti a fare muro contro l’ipotesi che tutto finisca nelle mani di Fermo. Lungo la Valtenna a circolare è invece il nome del sindaco di Servigliano, Marco Rotoni. Strada in salita anche per lui, dal momento che dovrebbe ottenere la sponda di molti enti ed il peso specifico dei piccoli Comuni è ovviamente limitato  rispetto  magari a quello del capoluogo o dei centri del distretto calzaturiero. Qui c’è anche la variabile “Montegranaro” che è in mano al Commissario prefettizio. Dal canto suo, il Pd non sta alla finestra e lavora per evitare di perdere il controllo della Provincia dopo la debacle regionale e quella di Fermo. Insomma partite ancora tutte aperte.


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