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Influencer per passione, il giovane Luca Cocci alla conquista dei social: “Cresciamo insieme con e per il territorio”

SOCIAL - Il 19enne Luca Cocci, da Monsampietro Morico sempre più influencer. E lancia un messaggio alle aziende del Fermano. "Fino a qualche mese fa era un secondo lavoro. Ora impegna un terzo della mia giornata, se escludiamo la notte, la scuola e lo svago. Insomma, per farla breve, sono al telefono circa 7 ore al giorno"
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A 19 anni ha già chiarissimo come vorrebbe che fosse il suo futuro. Parola d’ordine, o meglio, linea maestra, i social. Sì perché Luca Cocci, giovane di Monsampietro Morico, già consapevole che la sua estetica e le sue stories su Instagram stanno ‘esplodendo’, ha già iniziato a farsi conoscere, eccome. Il suo profilo conta ben 100mila followers. Ma quei contatti, Luca vorrebbe ottimizzarli anche a vantaggio, perché no, del territorio fermano, della sua terra. E non si dica che Cocci è quel tipo di ragazzo che si butta sui social perché non ha voglia di lavorare o di studiare: lui la fabbrica la conosce bene, c’è stato, ci ha lavorato. La scuola idem: ogni mattina si siede sui banchi dell’Ipsia di Fermo. Ma perché ignorare le possibilità, certo anche economiche, della rete? Ed è per questo che si è riscoperto influencer “facciamoci conoscere tutti insieme”.

“Sto aprendo sempre più porte nel mondo dei social tra collaborazioni con varie aziende, anche di livello internazionale, e le mie stories. Ho anche chiuso il mio primo contratto e ne ho già in ballo diversi. Perché questo mondo? Beh, sinceramente sono sempre stato attratto dall’universo dei social, mi piace il mondo del digitale e su questo ho investito. Sono stato aiutato, nel corso di diversi mesi, da profili ben più grandi di me, lo ammetto, nel corso di diversi mesi, ma ora le cose vanno alla grande. Non ci vedo niente di male, anzi, nel fare l’influencer: io contribuisco a rilanciare un’azienda che, a sua volta, contribuisce a far conoscere me. E tutti ne traggono vantaggi. Certo, è anche vero, che molti dei miei contatti sono da fuori provincia, fuori regione. A Milano, nelle grandi città, sono molto più avanti di noi. Se qualche azienda locale si interessasse di più a queste dinamiche, sarebbe un grande vantaggio soprattutto per il nostro territorio. Che bello sarebbe poter dare al nostro Fermano il valore che merita, anche sul fronte della visibilità digitale. Ecco perché secondo me bisognerebbe fare rete, anche tra noi influencer, per far conoscere la nostra terra. Insieme potremmo portare molte più persone a conoscere il Fermano. Il mio è un profilo relativamente giovane ma non posso lamentarmi con 101mila followers. E voglio crescere ancora, molto. Le risposte ci sono, ne ho, e stanno arrivando anche belle soddisfazioni”.

Dunque quello di influencer sta diventando per Cocci un lavoro vero e proprio, non certo un semplice hobby. “Diciamo che fino a qualche mese fa era un secondo lavoro. Ora impegna un terzo della mia giornata, se escludiamo la notte, la scuola e lo svago. Insomma, per farla breve, sono al telefono circa 7 ore al giorno. I miei? Beh mio padre è uno all’antica, a lui piacerebbe che mi concentrassi su un lavoro con uno stipendio certo, garantito. Anche mia madre è dello stesso avviso. Ma adesso si sta rendendo conto dei profitti che mi porta questa nuova attività, ed è sicuramente felice. Ha anche molti riscontri positivi in paese, e questo la rende felice. Sarebbero comunque contenti se riuscissi a sfondare in un settore che mi piace. Io di certo non mollo, sono convinto delle mie qualità ed attitudini, e voglio andare avanti per la mia strada. E vorrei riuscirci qui. So bene che trasferendomi in una metropoli potrei avere ben altre possibilità ma sono altrettanto convinto che il Fermano ha un potenziale enorme, anche in termini di tessuto produttivo e aziendale. Se tutti ci diamo da fare, i vantaggi per il territorio arrivano eccome. Qui da noi, nel Fermano ma anche a livello regionale, le aziende sono ancora un pò restie, frenate nell’approccio con gli influencer. Ma sono convinto che lavorando insieme si possano superare anche questi muri!”.


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