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L’INTERVENTO “Un sindaco di un piccolo borgo alla guida della Provincia di Fermo”

L'INTERVENTO a firma del sindaco di Monteleone di Fermo Marco Fabiani
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di Marco Fabiani, Sindaco di Monteleone di Fermo

Si torna a parlare dei borghi con sempre maggiore insistenza, e potremmo dire: finalmente. Ma quello che ora dobbiamo evitare è che questo tema diventi, nel dibattito pubblico corrente, una moda che, come tante altre, lascia il tempo che trova. Occorrono strategie, mosse da una convinzione: che quella delle aree interne, è una vera e propria questione nazionale, riguarda l’intero Paese, chiama in causa i grandi centri urbani, apre il capitolo di quale nuovo sviluppo, economico e sociale, debba e possa darsi l’Italia nel contesto europeo e internazionale. Anche con la pandemia le opportunità fornite dal Recovery Fund, P.N.R.R. e di recente dal progetto presentato da 15 piccoli comuni al C.I.S., non dovranno andare sprecate.

Ma le strategie non sono modelli astratti che dall’esterno si importano, né progettualità asettiche o tecnocratiche elaborate a tavolino e calate dall’alto su territori che passivamente devono nel concreto realizzarle. Le strategie che riguardano i nostri borghi devono avere cuore e mente nelle comunità che le vivono, e in quelle che potranno tornare ad abitarle se quelle stesse strategie risulteranno coinvolgenti, rispettose delle volontà popolari, in un innesto di tradizione e innovazione che risulta, a ben guardare, un tratto storico del nostro territorio. Il motore della rinascita dei nostri borghi deve battere lì. Questo comporta l’attivazione di un processo partecipativo dentro il quale mettere in campo esperienze, idee, proposte, esigenze, con lo spirito costruttivo di contribuire direttamente all’individuazione di una “via d’uscita” allo stallo in cui si sono dibattuti i borghi in questi lunghi anni.

Da qui può venire, di questo sono pienamente convinto, quell’energia trascinante che può risultare vincente. Di questa strategia, la politica è parte attiva, naturalmente. Di più: lo è nella parte migliore del suo esercizio di cura e di vicinanza con i cittadini. Che è poi quella di assumere le istanze locali, dirette, e di dare loro una forma di governo complessivo, di direzione, del territorio. Se le guardiamo a partire da quest’ottica, il prossimo rinnovo degli organismi provinciali con l’elezione in secondo grado del Presidente, acquistano un valore nuovo rispetto al passato. E la novità è proprio nella netta discontinuità che queste elezioni dovranno saper mettere in atto, con il necessario coraggio e con la giusta lungimiranza.

Se il fulcro di una nuova strategia di sviluppo economico, sociale e culturale da mettere in campo sta nel protagonismo dei borghi, allora risulta evidente che i sindaci del cratere fermano, quel nucleo di amministratori che nel corso di questi difficilissimi anni hanno agito in stretta sintonia con i cittadini e in una efficace sinergia dei borghi tra di loro, potranno ambire ragionevolmente ad esprimere la guida della politica provinciale. Non per occupare una poltrona, ma per assumersi una responsabilità, della quale sentono insieme il peso e la potenzialità.

 


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