«Dopo una lunga e forzata interruzione durata due anni, dettata dal principio della massima precauzione per la tutela della salute pubblica, in questi momenti per noi carabinieri di Fermo non facili, voglio ringraziare con particolare riconoscenza le autorità intervenute a questa sobria cerimonia, accogliendo l’invito a presenziare alla celebrazione del 208° annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri: il sindaco Paolo Calcinaro, Alessandra De Notaristefani, vicaria del Prefetto di Fermo che non ha potuto presenziare per sopraggiunti impegni di servizio, il presidente della Provincia Michele Ortenzi, il nostro arcivescovo Rocco Pennacchio, che vigila sulla nostra fede ed illumina costantemente con il suo magistero il nostro cammino spirituale, il presidente del Tribunale di Fermo Bruno Castagnoli ed il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Fermo Raffaele Iannella, il questore Rosa Romano ed i miei colleghi della Guardia di Finanza, il colonnello Antonio Regina, e dei Vigili del Fuoco, l’ingegnere Paolo Fazzini». Inizia così, con queste parole, il discorso del tenente colonnello Gino Domenico Troiani, comandante provinciale dei carabinieri, che ha presieduto, questa mattina, la celebrazione a Fermo dei 208 anni della fondazione dell’Arma.
Troiani ha rivolto anche un «pensiero ai nostri caduti, espressione tangibile di coraggio e di totale dedizione al dovere sino al martirio. Con uguale sentimento, esprimo la nostra assoluta vicinanza ai loro familiari, anche oggi presenti, testimoni sofferenti, ma orgogliosi, del sacrificio da cui è segnata la via del dovere, ai quali rinnovo la mia solidarietà, per la dignitosa compostezza con cui vivono quotidianamente il loro dolore. Un pensiero appassionato per il nostro Oskar (Luciani, sottotenente scomparso nei giorni scorsi, ndr) che ha voluto porre fine ai suoi giorni così inopinatamente. Ha portato con sé la sua vita ma il suo ricordo e la sua opera, resteranno ben saldi nelle menti e nella memoria di ciascuno di noi. Rivolgo un fraterno saluto ai carabinieri in congedo, rappresentati dalle sezioni dell’Associazione nazionale carabinieri, nostri colleghi in sevizio non più attivo, che non fanno mancare mai la loro vicinanza, soprattutto nei momenti più difficili. Un ringraziamento di particolare riconoscenza porgo a tutti i carabinieri del Comando provinciale di Fermo ed alle loro famiglie, perché è soltanto con il loro diuturno, incessante e silenzioso lavoro svolto unitamente alle altre Forze di Polizia, che si riesce a garantire un’importante e non semplice azione di prevenzione in questa splendida provincia fermana.
Celebriamo oggi i 208 anni dalla Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che in tutti questi decenni è stata costantemente uno dei riferimenti per la tutela della legalità, per la prevenzione ed il contrasto alla criminalità di ogni specie.
In un periodo in cui l’emergenza sanitaria nazionale ha amplificato le difficoltà quotidiane e imposto a più riprese l’isolamento forzato della popolazione nonché la mitigazione delle attività sociali, voi cari carabinieri siete andati ben oltre gli ordinari compiti ed i doveri istituzionali attribuiti, dando plastica attuazione e rendendo concreto il concetto di solidale vicinanza, per aiutare e sostenere le fasce sociali più deboli e coloro che hanno avvertito maggiormente il disagio.
Bisogna essere fieri ed orgogliosi del rapporto privilegiato intessuto con gli italiani, che i nostri predecessori hanno saputo costruire in più di due secoli di vita, rapporto che deve essere alimentato e rinvigorito quotidianamente garantendo il proprio impegno per diffondere sicurezza e legalità».

«Cari carabinieri – ha continuato Troiani – il mio invito è oggi quello di dedicarsi con sempre maggiore intensità ad un rapporto personale e diretto con le comunità, al fine di ottimizzare la capacità di ascolto ed esaltare la conoscenza e la fiducia reciproca, fattori che diventano così momento qualificato di prossimità.
Da oltre due secoli l’Arma dei Carabinieri – conclude il comandante Troiani – si è trasformata, si è evoluta, sotto molti punti di vista è migliorata. Certamente è cresciuta. Questo ennesimo anniversario non è, però, un punto di arrivo qualsiasi. Dopo una fase così difficile, che ha tanto condizionato le nostre esistenze e i nostri rapporti interpersonali, la celebrazione odierna deve rappresentare un nuovo punto di partenza, da cui riprendere il cammino con rinnovato vigore e con la piena condivisione degli obiettivi da perseguire.
Diceva il compianto magistrato Giovanni Falcone, uno dei grandi padri fondanti della nostra nazione, di cui qualche giorno fa abbiamo celebrato il trentennale dall’eccidio: “è tempo di andare avanti non più confidando sull’impegno straordinario di pochi ma con l’impegno ordinario di tutti“. Questo è un insegnamento quanto mai attuale che richiama all’evidenza che nei vari ambiti dell’agire umano, dal mondo del lavoro al settore sanitario, così fondamentale in questi anni di pandemia, dal mondo politico al campo della sicurezza che ci interessa più da vicino, fondamentale è il contributo e la partecipazione di tutti i cittadini, che però devono essere spinti e motivati dal senso di appartenenza al proprio territorio: “una persona protegge e rispetta un luogo che sente come proprio”. In un’epoca in cui i comportamenti devianti si vanno moltiplicando, è responsabilità delle istituzioni e degli amministratori creare le condizioni perché ciascuno possa fare la propria parte anche attraverso una segnalazione, che per quanto ci riguarda sommate tra loro diventano atomi necessari e primordiali, che aggregandosi progressivamente sono in grado di generare sicurezza e legalità. Grazie veramente di cuore a tutte le autorità intervenute, per la solidarietà e la vicinanza dimostrate anche in questi giorni! Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva l’Italia!».
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