«Quando riapre il reparto di Medicina ad Amandola? Vogliamo risposte»

SANITA' - Il segretario Pd della federazione di Fermo, Luca Piermartiri, insieme a quello del circolo di Amandola, Giuseppe Pochini: «Ci meravigliamo che la minoranza consiliare di Amandola, tramite il consigliere Vittori, condivida la linea della maggioranza regionale sulla non riapertura del reparto, anziché farsi anche lui portavoce degli interessi di una comunità»

Luca Piermartiri

«Ricordando che la struttura realizzata dalla Protezione civile è pronta, aspettiamo ancora risposte tangibili da parte della Regione per quanto riguarda la riapertura del reparto medicina ad Amandola. Invece, finora, abbiamo assistito ad un silenzio totale, per poi scoprire che il reparto non verrà riattivato e che, addirittura, occorrerà aspettare, forse, il 2023 senza avere però nessuna tempistica certa. Anzi, con la possibilità che i tempi si allunghino ulteriormente. A questo punto c’è davvero la volontà politica di concretizzare qualcosa o sono soltanto parole al vento?». E’ la critica che arriva dal segretario Pd della federazione di Fermo, Luca Piermartiri, insieme a quello del circolo di Amandola, Giuseppe Pochini. Pomo della discordia, questa volta, la sanità nel comune dei Sibillini con il Pd che si concentra sul reparto di Medicina.

«L’amministrazione comunale è stata costretta a scrivere l’ennesimo sollecito alle istituzioni coinvolte affinché accelerino il percorso necessario alla città di Amandola. Invece la cosa sembra addirittura bypassata. Riteniamo, come minimo, che sia opportuna una celere risposta al sollecito dell’amministrazione e che venga organizzato un incontro per capire verso quale direzione si vuole realmente andare. Inoltre, ci meravigliamo che la minoranza consiliare di Amandola, tramite il consigliere Vittori, condivida la linea della maggioranza regionale sulla non riapertura del reparto, anziché farsi anche lui portavoce degli interessi di una comunità. Per tutta l’area montana questo tipo di servizio è essenziale e il tentativo di spegnere i riflettori sulla vicenda non è accettabile, come non è tollerabile il fatto che ci si stia appropriando del reparto di medicina, nonostante le risorse impiegate e le esigenze di un territorio, con l’aggravante di voler utilizzare quello spazio per altre destinazioni d’uso quando la proprietà è e ritornerà al Comune».


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