Fermana, inizia l’era Tubaldi e l’Andreatini bis: «Vogliamo una squadra giovane e che faccia divertire»

FERMO - Tantissima carne al fuoco nella conferenza di questo pomeriggio alla casetta rossa di viale Trento. Il nuovo direttore generale: «Questo è l'anno zero. Ci iscriviamo in D ma vogliamo la C. Appello agli imprenditori locali: dateci una mano». Il ds: «Ho firmato a prescindere dalla categoria. Tra 5 giorni annunceremo il nuovo allenatore»

 

di Leonardo Nevischi 

Dalle lacrime di Conti al ghigno di Tubaldi. Ventotto giorni dopo l’addio di Fabio Massimo, alla casetta rossa il messaggio sembra metaforicamente chiaro: la Fermana ha smesso di leccarsi le ferite ed ha iniziato a rimboccarsi le maniche. Ecco allora che dal fumo delle chiacchiere di paese si è passati all’arrosto e nel pomeriggio odierno la carne sul barbecue gialloblù è stata tantissima. Dalla burocrazia al campo, dal possibile ripescaggio alla scelta dell’allenatore. Sono stati questi i temi cardine su cui il nuovo direttore generale della Fermana ha disquisito con i giornalisti presenti in conferenza stampa ed al suo fianco vi era un volto familiare, Massimo Andreatini, adesso ufficialmente nuovo direttore sportivo canarino. In conferenza stampa, per l’amministrazione comunale era presente il consigliere Luigi Rocchi.

Andrea Tubaldi

«Ho accettato tre motivi: amicizia con la famiglia Simoni, passione per il calcio e perché questa è una piazza che non mi sarà mai indifferente – ha esordito Andrea Tubaldi -. Sono stato chiamato per risanare la società e da parte mia non mancherà impegno, passione e voglia». Poi, senza molti giri di parole si è passati al vero tormentone dell’estate gialloblù 2022: dove giocherà la Fermana il prossimo anno? «La società sta lavorando per riportare la Fermana in Lega Pro, ma questo non dipende da lei bensì dalle società che stanno facendo ricorso. Se il ricorso non andrà a buon fine, noi siamo i primi in graduatoria. Non è bello sperare nelle disgrazie altrui, ma tale è il regolamento. Tuttavia prima del 19 luglio non vi sarà alcuna certezza. Noi intanto ci iscriveremo in Serie D, la documentazione è pronta ed il 14 luglio scade la domanda. Se poi, come speriamo, dovessero arrivare belle notizie ci faremo trovare pronti». Farsi trovare pronti però equivale a trovare 300mila euro a fondo perduto per la riammissione in Serie C e Tubaldi lo sa bene: «È un impegno gravoso. I soci stanno lavorando per la parte finanziaria, che non è un particolare da poco. Servono soldoni, ai quali si aggiungono anche i 650mila euro di fideiussioni. Ad oggi non siamo pronti per la Lega Pro, dire il contrario sarebbe una bugia. Abbiamo fatto un appello all’amministrazione comunale perché possa coinvolgere imprenditori locali. Sono sincero: mi aspettavo una risposta maggiore da chi ama la Fermana. I soci ci metteranno del loro, ma facciamo appello alla città e agli imprenditori locali per darci una mano. Le porte della Fermana sono aperte a tutti». Poi una parentesi sull’ex main sponsor Vecchiola: «Maurizio in questi anni è stato l’angelo custode della Fermana, l’ha portata in C e l’ha mantenuta lì per 5 anni. Non è più proprietario della sua azienda, l’ha ceduta, ma anche quest’anno si sta adoperando per la sponsorizzazione. La Fermo sportiva dovrebbe fare un monumento a Maurizio, lo merita».

Massimo Andreatini

Per le questioni “di campo” la parola è poi passata a Max Andreatini che a detta di Tubaldi «ha idee, voglia e capacità per riportare Fermo dove merita». Lui è d’accordo: «Alla prima chiamata, a prescindere da quale fosse la categoria, non ho esitato un secondo ad accettare. Per me è stata una questione di cuore, come lo è stato quando sono tornato alla fine della scorsa stagione. Non tutti sanno che le ultime settimane potevo stare a casa e fare il professore imputando la retrocessione della Fermana alla mia partenza, invece sono tornato a dare una mano a degli amici, con uno stipendio striminzito e con un contratto che si sarebbe rinnovato solo in caso di salvezza. Pertanto io più di chiunque altro avevo una voglia matta di salvarmi. In virtù di questo ho l’intenzione di riconquistare quella categoria, che sia in ufficio o passando per la Serie D. Mi sento in debito verso questa città. So che sarà ardua, ma mi piacciono le responsabilità. Che sia la D o la C, affronteremo un campionato in maniera seria».

Il nuovo allenatore? «Ci sono molti discorsi avviati. Abbiamo parlato con Gadda, Protti, Sansovini, Lauro, ma non con Destro. È ancora prematuro scegliere, ma tra massimo cinque giorni arriveremo ad avere solo un nome. Cercheremo quello più motivato e che sia disposto ad accettare sia in caso di D sia in caso di C. Abbiamo parlato anche con altre figure, alcune delle quali già transitate in gialloblù, ma vogliamo mantenere un minimo di riservatezza. Il nostro pensiero è di portare un profilo preparato che sappia allenare i giovani e che abbia una buona comunicazione. Dovrà essere preparato tatticamente e dovrà avere quella delicatezza per poter venir fuori dalle situazioni difficili. Per quanto riguarda lo staff tecnico vorremo formare un team di lavoro che per la Fermana possa rimanere come punto di riferimento anche nei prossimi anni».

E la rosa? Il tempo stringe. «Il problema non sussiste. Abbiamo 50 giorni davanti e alla Fermana siamo stati abituati a fare la squadra gli ultimi 3 giorni di mercato. Sia chiaro che non ho rapporti con procuratori: io e Tubaldi siamo liberi di scegliere in autonomia. Ho sentito troppe chiacchiere in questi giorni. Dei vecchi giocatori che potrebbero far parte del nuovo corso ne abbiamo individuati tre, ma poi sarà l’allenatore a fare le sue valutazioni. Per ora solo i 2002-2003 rimangono vincolati, pertanto cercheremo di valorizzare i giovani che abbiamo. Vogliamo creare una squadra giovane, frizzante e che faccia divertire».


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