di Antonietta Vitali
È una tradizione piuttosto recente, se consideriamo la storia dell’umanità, la consuetudine di festeggiare San Valentino. Diventa una festa industriale su impulso anglosassone e poi americano, cominciando a svilupparsi in tutto il mondo nella seconda metà del 1900, cioè dopo il secondo conflitto mondiale. Comincia nelle grandi città prima, arriva nei paesi di provincia dopo, e quando Camillo e Teresa, il 14 febbraio del 1973, inaugurano ad Ortezzano il loro bar appena rilevato da una gestione precedente, San Valentino non è ancora una festa che fa parte dei costumi di questo territorio.
La location iniziale era vicino alla chiesa di San Filippo Neri, lungo la Valdaso. Poi si spostano un pò, ma proprio di qualche metro, in un edificio nuovo, costruito con i frutti del loro lavoro e composto da bar sotto e abitazione sopra. Da quel Giorno degli Innamorati del 1973 il Bar Virgili è uno dei punti di riferimento della comunità ortezzanese, un luogo dove incontrarsi, ridere, parlare, discutere, sentirsi a casa mentre magari, semplicemente, si beve un caffè. Sono stati molti ieri i clienti storici e gli amici che si sono ritrovati in questo bar per festeggiare i 50 anni di attività. E ovviamente presente anche il sindaco di Ortezzano, Carla Piermarini in rappresentanza di tutta l’amministrazione comunale ha reso omaggio a questo bellissimo e importante anniversario dichiarando: «A Camillo e Teresa vanno le mie più sincere congratulazioni per la tenacia, il sacrificio e l’amore che ancora mettono nel portare avanti la loro attività. A nome mio e di tutta l’amministrazione comunale li ringrazio per aver fatto del loro bar una seconda casa per tanti ortezzanesi».
Una giornata molto emozionante per i due titolari e per tutta la loro famiglia, prima fra tutti la figlia Francesca che ha arricchito l’attività con un negozio di alimentari da lei gestito. Nel bar continuano a lavorare Camillo e Teresa che dopo cinquanta anni, ancora oggi, con incredibile dedizione, continuano a sostenere il lungo orario di apertura di un bar, i sabati, le domeniche. Un impegno, il loro, e una resistenza fisica sui quali riflettere quando oggi si sente parlare della difficoltà per le strutture ricettive di trovare il personale.
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