facebook twitter rss

Centrale biometano, il Comitato del no: «Vogliamo verifiche sulla procedura semplificata, a seguire le responsabilità»

FERMO - «Solo dopo aver stabilito queste condizioni di base, se cioè le carte della Pas sono complete con la loro congruità urbanistica ed edilizia, il procedimento è stato portato avanti in Comune nel regime di massima trasparenza e controllo e abbia completa coerenza con le norme vigenti in materia di semplificazione, si entrerà nel merito dell’opportunità urbanistica, politica, civile di questa  "sorpresa" che ha colto impreparati ben quattro Comuni, oltre che Provincia e Regione, e di cui qualcuno dovrà prendersi piena e totale responsabilità»

«Prendiamo atto, leggendo gli articoli apparsi oggi mercoledì 22 maggio 2024 nei siti di informazione locale e dalle informazioni raccolte nel corso della assemblea pubblica di venerdì 17 maggio, che si è effettivamente tenuto lo scorso sabato mattina un “incontro informativo” presso la sede comunale di Fermo su sollecito della proprietà che ha presentato nel marzo 2023 il progetto per un impianto a Biometano di 2 ettari in regime semplificato di silenzio-assenso: incontro finalizzato a presentare i dati sul funzionamento della Centrale e le buone pratiche della tecnologia in giro per l’Italia. Evitando di commentare sulla opportunità dell’incontro in quella sede, facciamo presente che, sebbene non vi sia stato un invito formale rivolto al Comitato No Centrale a partecipare a questa iniziativa di parte, unico interlocutore per noi è e sarà il Comune di Fermo». E’ quanto sostengono dal Comitato “No Centrale Biometano San Marco” che torna a far sentire la propria voce per cercare di stoppare l’iter che potrebbe portare alla realizzazione della centrale.

«Proprio al Comune fin da inizio maggio, per spirito civico e di interesse pubblico, abbiamo chiesto riscontro sulla (…) procedimentazione e sugli elaborati di progetto agli atti rispetto a quanto dichiarato in procedura semplificata. E sempre al Comune abbiamo segnalato l’incoerenza di questa assurda trasformazione/regressione del territorio sia con le previsioni di Prg (art. 56 delle norme di PRG di Fermo, che prevedono per questa zona un Parco Fluviale intercomunale) sia con la prospettiva di fare di questa parte del Fermano l’ideale giardino di ingresso alla provincia per i flussi di visitatori che arrivano dalla A14, con milioni di euro già pronti da investire da parte di Regione Marche per la bretella e le ciclovie».

«Oltretutto, e siamo certi che tutti i sindaci del circondario, nessuno presente alla riunione, siano d’accordo, che sarebbe stata una riunione da tenere ben oltre un anno fa, ben prima che i cittadini lo scoprissero da soli: una occasione in cui discutere tra amministratori locali e (magari) delegazioni di cittadini su questa ipotesi proposta da un privato investitore. Si sarebbero potute mettere in campo ipotesi alternative: potenziare impianti già esistenti della stessa proprietà su suoli già utilizzati? Ipotizzare posizioni più consone, lontane dalle abitazioni e dalle visuali di migliaia di cittadini, o in aree a vocazione industriale già pronte a ricevere il traffico previsto a regime? E magari fare in modo che una decisione di questa portata fosse ponderata con la giusta prospettiva e visione politica. Ma prospettiva e visione sono merce rara, di questi tempi. Ora non è per noi questione se la tecnologia delle centrali a biometano sia positiva o negativa per il nostro ambiente e la nostra valle. Siamo ad un passo precedente. Come già ribadito è dirimente per noi, prima di tutto, una verifica serrata del procedimento, e se ci sono davvero tutte le condizioni perché la pratica presentata in regime di Pas (Procedura Autorizzativa Semplificata) non integrabile né emendabile a posteriori dato che si tratta di una autocertificazione, fosse completa e corretta in ogni sua parte e in tutti gli allegati di legge (ivi compresi quelli fondamentali di valutazione ambientale e di impatto nel contesto) al momento del protocollo, e cioè nel marzo 2023, come certificato dal Comune nella sua richiesta di soccorso istruttorio ad Ast 4 ed Arpa Marche in un documento del 7 maggio scorso.  Su questi fronti auspichiamo che ci sia fattiva collaborazione tra Comune di Fermo e Regione Marche, che eserciterà potere di controllo su stimolo della mozione dei consiglieri Putzu e Marinangeli, e dell’interrogazione dei consiglieri di minoranza su questo specifico tema presentate la scorsa settimana. Solo dopo aver stabilito queste condizioni di base, se cioè le carte della Pas sono complete con la loro congruità urbanistica ed edilizia, il procedimento è stato portato avanti in Comune nel regime di massima trasparenza e controllo e abbia completa coerenza con le norme vigenti in materia di semplificazione, si entrerà nel merito dell’opportunità urbanistica, politica, civile di questa  “sorpresa” che ha colto impreparati ben quattro Comuni, oltre che Provincia e Regione, e di cui qualcuno che non sia il facile ex premier Draghi dovrà prendersi piena e totale responsabilità».

 

 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti