La centrale elettrica di Ponte Maglio, Marucci: «Luogo ideale per un museo»

MONTEFALCONE APPENNINO - «Nonostante la vecchia Centrale Elettrica Unes di Ponte Maglio e la sua casa del Custode siano legate a questo importante personaggio e dal 2015 siano state dichiarate di interesse storico-architettonico dalla commissione regionale per il patrimonio culturale, ad oggi si trovano in uno stato di grave e profondo abbandono, con le relative strutture murarie seriamente danneggiate, che richiedono un rapido intervento di recupero»

La Centrale Elettrica di Ponte Maglio – Montefalcone Appennino (foto di Alessio Marucci)

Del suo passato ma anche dello stato attuale e di ipotesi di rivitalizzazione in un futuro prossimo, ci eravamo già occupati sulle nostre pagine (leggi qui e qui) grazie agli approfondimenti di Alessio Marucci. E oggi torniamo a parlare della vecchia centrale elettrica Unes (Unione Esercizi Elettrici) di Ponte Maglio, a Montefalcone Appennino.

Per uno dei suoi più attenti “seguaci appassionati”, Alessio Marucci, quella vecchia centrale sarebbe infatti luogo ideale per accogliere, si diceva un museo dell’elettricità partendo da una «architettura elettrica storica da recuperare e valorizzare».

Ma oggi parliamo di colui, che con i suoi disegni e progetti, gli ha di fatto dato vita: l’architetto Piero Portaluppi. Un nome che diventa elemento ulteriore nell’eventuale processo di rinascita di un luogo che ancora custodisce un fascino legato agli albori della luminescenza industriale nel nostro territorio montano

«Con la fine dell’800 ed i primi anni del 1900 si assiste in Italia alla nascita di alcune delle più importanti Società Elettriche private, tra cui nel 1905 a Venezia la Sade (Società Adriatica di Elettricità). Seguono nel 1906 a Parma la S.e.e.e. (Società Emiliana di Esercizi Elettrici) chiamata comunemente l’Emiliana e, nell’anno 1899, a Napoli la Sme (Società Meridionale di Elettricità). Nel 1905 a Roma viene fondata la Unes (Unione Esercizi Elettrici), una rilevante e moderna azienda elettrica attiva nelle Marche, in parte del Lazio, dell’Umbria, negli Abruzzi ed in zone del Piemonte: riorganizza la produzione e la trasmissione dell’energia elettrica, in modo industriale e capillare, realizza nuove centrali idroelettriche, stazioni di trasformazione e cabine di sezionamento. Verso la fine degli anni ’20,l’Unes costruisce la centrale elettrica di Ponte Maglio, con la Casa del Custode, attualmente di proprietà dell’Enel; gli edifici si trovano in aderenza con la strada provinciale, nel territorio comunale di Montefalcone Appennino. La centrale elettrica, con la sua torre, è imponente e maestosa, realizzata in stile razionalista, è ancora corredata di isolatori passanti per alta tensione. E’ presente un paranco di grandi dimensioni. La struttura è circondata da un giardino di altri tempi ed è arricchita con dettagli architettonici di pregio ed eleganza, ha fornito energia elettrica alla Faa (Ferrovia Porto San Giorgio – Fermo – Amandola) fino alla cessazione della ferrovia avvenuta nel 1956. Purtroppo ad oggi gli edifici si trovano in uno stato di rovinoso abbandono. La centrale elettrica dovrebbe continuare la sua vita come Museo dell’Elettricità, un luogo dove conservare cimeli, strumentazione e materiale elettrico d’epoca salvandoli dalla rottamazione e dalla dispersione, cosa che purtroppo ancora con molta superficialità avviene, divenendo un sito importante per i nostri territori e una struttura di riferimento a livello regionale e nazionale, per collezionisti, studiosi, espositori e per quanti vogliano conoscere e approfondire la storia dell’elettricità, della elettrotecnica, del passato e dei materiali un tempo in uso. Il progetto della centrale elettrica Unes di Ponte Maglio lo si deve a Piero Portaluppi: geniale architetto nato a Milano nel 1888, fin da molto giovane iniziò la sua collaborazione con Ettore Conti, personaggio politico e figura di primo piano nel panorama delle Industrie Elettriche nazionali. Nonostante la vecchia Centrale Elettrica Unes di Ponte Maglio e la sua casa del Custode siano legate a questo importante personaggio e dal 2015 siano state dichiarate di interesse storico-architettonico dalla commissione regionale per il patrimonio culturale, ad oggi si trovano in uno stato di grave e profondo abbandono, con le relative strutture murarie seriamente danneggiate, che richiedono un rapido intervento di recupero. La Centrale Elettrica ripensa alla sua storia, quando durante le lunghe notti invernali di un tempo, la Torre, le sue scalinate ed  i suoi prestigiosi saloni erano illuminati con le vecchie lampadine ad incandescenza e con infinita pazienza attende che l’Enel si ricordi di “lei” e che le sue antiche lampade elettriche tornino ad accendersi…».

La Centrale Elettrica di Ponte Maglio – Montefalcone Appennino (foto di Alessio Marucci)

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