STEMerarie: le scienziate pioniere della transizione ecologica, energetica e digitale nella lezione-spettacolo del “Montani”

TORINO/FERMO - Giovedì 6 novembre, a Torino, per il Festival 2025 “Hard & Soft Science - Le Donne”, le  studentesse e gli studenti del pionieristico corso di Green Chemistry dell’Istituto Tecnico e  Tecnologico Montani di Fermo hanno replicato la lezione-spettacolo già portata in scena a Fermo  per il Festival FermHamente.  La creatività femminile è stata protagonista. Si è trattata la chimica ispirata alle ricerche di  STEMerarie come Francesca Toma, Jennifer Holmgren, Karen Wilson, Marian Chertow, Christine  Keating, Mildred Dresselhaus, Shirley Ann Jackson, Esther Takeuchi, e Frances H. Arnold. 

Giovedì 6 novembre, a Torino, per il Festival 2025 “Hard & Soft Science – Le Donne”, le  studentesse e gli studenti del pionieristico corso di Green Chemistry dell’Istituto Tecnico e  Tecnologico Montani di Fermo, guidato dalla dirigente scolastica Stefania Scatasta, hanno replicato la lezione-spettacolo già portata in scena a Fermo  per il Festival FermHamente.  

L’evento è un omaggio alle chimiche pioniere della transizione ecologica, energetica e  digitale, ma è anche un esperimento didattico innovativo che affianca il rigore teorico a momenti  di spettacolarizzazione della Chimica. Le docenti Teresa Cecchi e Arianna Giuliani hanno  utilizzato il linguaggio teatrale per la carica emotiva che esso veicola. L’estetica della reattività chimica è stata esaltata sul palco per affascinare il pubblico con uno sguardo creativo sugli  “Elementi di Futuro”. 

La Chimica è la scienza del cambiamento che codifica il linguaggio del progresso attento  all’ambiente, al benessere equo e allo sviluppo sostenibile. 

Sul palco è stato svolto l’esperimento che è valso il Nobel per la scoperta del grafene ed ha  aperto il campo alla nanotecnologia del carbonio, si è rivelato l’adsorbimento esotermico  dell’anidride carbonica per spiegare la catalisi e si è fatto scoprire il potere auto-guarente dei  materiali necessari per l’elettronica flessibile. I ragazzi hanno guidato la luce con una fibra ottica  gigante. Hanno poi mostrato la reattività che permette al nostro cellulare di funzionare, la  procedura per il recupero green dell’oro dai rifiuti elettronici, lo stoccaggio della CO2 come una  delle possibili soluzione al cambiamento climatico, e tanto altro. 

La creatività femminile è stata protagonista. Si è trattata la chimica ispirata alle ricerche di  STEMerarie come Francesca Toma, Jennifer Holmgren, Karen Wilson, Marian Chertow, Christine  Keating, Mildred Dresselhaus, Shirley Ann Jackson, Esther Takeuchi, e Frances H. Arnold. 

La conclusione è stata affidata alla riflessione storica ed etica sull’emancipazione femminile,  stimolata dall’asimmetria di genere che ancora è presente fra chi fa scienza ai massimi livelli. Si  scoprono le figure storiche della “Signora Lavoisier” e “Signora Haber”, chiamate con i loro reali  nomi ed esaltate per gli studi che hanno portato avanti, benché siano rimaste all’ombra dei propri  celeberrimi mariti chimici. 

I temi trattati sono cruciali sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista dell’equità. 


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