
di Sandro Renzi
Il bilancio di previsione 2026 è stato approvato dalla giunta Vesprini. E non mancano novità. Il documento finanziario dovrà approdare, come da prassi, anche in Consiglio comunale nelle prossime settimane, ma i documenti che già circolano lasciano intravedere piccoli ritocchi verso l’alto per quanto riguarda alcune attività. Riflettori accesi, per ovvii motivi, sulle tariffe dei servizi a domanda individuale che toccano da vicino le tasche dei cittadini. Viene riattivato, dopo uno stop, il meccanismo di indicizzazione, ovvero l’aumento delle tariffe di alcuni servizi parametrato al tasso di inflazione programmata che è pari all’1,5% per l’anno 2026. «Al fine di non incidere in maniera indiscriminata sulla collettività con un aumento generalizzato della pressione fiscale e/o riduzione di alcuni servizi, si è reso necessario riattivare il meccanismo di indicizzazione già previsto a partire dal 2008» si legge nella delibera. Restano fuori dagli aumenti alcuni servizi.
Tra questi compaiono le tariffe previste per gli impianti dati in concessione alle associazioni sportive. Tutto resterà invariato anche per il 2026. Escluse dal meccanismo di indicizzazione pure le tariffe relative ai parcheggi a pagamento, ai box del mercato ittico e delle erbe. Nessun ritocco per la mensa scolastica, si pagherà come nel 2025 «nell’ottica di agevolare il rientro delle neomamme nel mondo del lavoro e considerato che le attuali tariffe dell’asilo nido non si discostano in maniera evidente dai prezzi dei nidi d’infanzia privati presenti nel territorio» viene chiarito nella delibera di giunta. Per il resto dei servizi a domanda individuale, come detto, è previsto un aumento del’1,5%. Tra questi c’è l’assistenza domiciliare e il servizio di affitto di alcuni spazi comunali come Rocca Tiepolo e Rivafiorita. Per il 2026 si stimano 988.312 euro di entrate complessive dai servizi a domanda individuale a fronte di un costo complessivo di circa 1.155.687 euro, quindi con una copertura dell’85,52% delle spese (tenendo conto dell’abbattimento del 50% dei costi del servizio asilo nido e senza tenere conto del servizio di illuminazione votiva che è stato escluso dai servizi a domanda individuale).
Anche quest’ultimo servizio subirà un aumento dell’1,5%. Dal 1 gennaio, quindi, l’aggiornamento approvato dall’esecutivi prevede che il costo del cosiddetto punto singolo sia di 16.35 euro oltre all’Iva, il costo della lampada centrale per l’illuminazione e delle cappelline gentilizie sia di 55,35 euro. Per ogni punto luce nelle cappelline gentilizie, il costo è di 16.35 euro mentre per i diritti di allaccio delle lampade votive si dovrà versare 11,10 euro. Per il canone mercatale, l’indirizzo arrivato dall’esecutivo è stato quello di confermare per il prossimo anno la riduzione del 40% per le occupazioni nei mercati che si svolgono con carattere ricorrente e cadenza settimanale. Mentre per la Fiera di San Giorgio o di Autunno viene fissato un incremento del 25% della tariffa base oltre agli ulteriori oneri di sistema fieristici. In buona sostanza, si pagherà, con lo sconto, 0,42 euro al mq per una previsione d’entrata di circa 120.000 euro. Per gli operatori commerciali non titolari di un posto fisso (spuntisti) si applicherà la tariffa intera pari a 0,70 euro al mq. In occasione delle due fiere ormai tradizionali la tariffa passerà a 0,875 euro al mq, circa 15 centesimi in più rispetto a quanto pagato fino ad ora. Nessun ritocco per l’Imu le cui aliquote resteranno le stesse. Stesso discorso per il canone unico patrimoniale (ex Tosap) e l’addizionale Irpef. Ma per la Tari bisognerà attendere l’approvazione del Pef.
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