Riceviamo dall’ex senatore fermano Giorgio Cisbani e pubblichiamo:
«Signor direttore,
credo che il grande entusiasmo per la tappa del Giro d’Italia, comprensibile e condivisibile, espresso dagli amministratori e non soltanto, sia in parte scalfito dal rammarico di non poter cogliere l’opportunità di valorizzare appieno le ricchezze che potevano non limitarsi a quelle architettoniche e paesaggistiche di Fermo e del territorio. Infatti, il 16 maggio prossimo, purtroppo, il servizio televisivo non potrà trasmettere, in tutta Italia e in gran parte dei Paesi europei, l’immagine, forse unica al mondo, di una pista di ghiaccio installata in una piazza rinascimentale, di “un centro storico tra i più belli al mondo” (Michele Serra – quotidiano “La Repubblica”). La pista di ghiaccio, infatti, per quella data sarà dismessa e, probabilmente, con essa scompariranno anche i “box-esposizione” in legno scuro, che nell’insieme agghindano stupendamente quello spazio così fisicamente armonioso e denso di storia. Una Piazza che ha suscitato stupore e meraviglia anche tra gli straordinari personaggi i cui nomi sono trasmessi dagli annali. Per dare un’idea, senza andare molto indietro: del mondo della lirica (Beniamino Gigli, Mario del Monaco, Anna Moffo); del mondo dello sport (Pietro Mennea, Gigi Riva); della politica (segretari nazionali di partito, Togliatti; presidenti: del Senato, Spadolini, e della Repubblica, Gronchi; il firmatario della Costituzione Umberto Terracini; e, nientemeno, uno dei fondatori di “Solidarnosc” Bronislaw Geremek, storico e ex ministro degli esteri della Polonia); letterati come Umberto Eco e il più noto degli editori, Giulio Einaudi; registi ed attori di teatro di fama mondiale (Juliu Beck del Living Theatre, Eugenio Barba dell’Odin Theatret, Dario Fo); nella musica sinfonica fra i più acclamati del pianeta, come Savallish e Rostropovic; sino o Goran Bregovic, l’esponente più noto della musica popolare balcanica.
Chi, come me, compiendo un grave errore, aveva aspramente criticato l’istallazione della pista non aveva compreso quello che il sindaco Calcinaro e i suoi fidi collaboratori e molti cittadini avevano ampiamente compreso: è la pista ad aggiungere valore alla Piazza che, così, diventa “unica al mondo”, un’attrazione turistica fatale. Coloro che, in questi giorni, hanno avuto l’occasione di percorrere la Piazza in tutta la sua lunghezza, magari per giungere alla splendida biblioteca, hanno potuto, ancor meglio, constatare quanto la pista, prestigiosa ed imponente, si stagli dando l’idea di una portaerei ammiraglia. Il sindaco Calcinaro, inoltre, così si comprende il capolavoro nella sua completezza, aveva felicemente intuito che i nostri ragazzi, nel frequentare la pista in questo sito magico, e non altrove, avrebbero al contempo accresciuto la loro sensibilità, la loro cultura poiché avrebbero potuto riempire gli occhi di bellezza e i polmoni di quell’infinitesimale pulviscolo che mai completamente scompare, facendo così proprie quegli spicchi di atmosfere che si susseguono nei secoli sino ai nostri giorni. Bisogna dare atto dei propri errori, se si è onesti intellettualmente. Così, quasi a scusarmi per la ingiusta e reiterata critica, avanzo un suggerimento agli amministratori, teso a supplire alla mancanza della pista per il 16 maggio: si inviti il circo ad installare in Piazza il suo mitico tendone. Non sarebbe certo raggiunto l’effetto pista di ghiaccio, ma saremmo nei pressi. Confesso che, oltretutto, sarei particolarmente contento, insieme a quelli di una certa età, perché sarebbe un piacevole tuffo nel passato, quando il circo stazionava presso “lu Monterò” a un passo dalla chiesa di Santa Lucia.
Ma, al di là di questo dato personale/generazionale, sarebbe veramente un evento storico: “Circo nella rinascimentale Piazza di Fermo”, che riempirebbe pagine di ogni rivista turistica e servizi televisivi di settore. Inoltre l’iniziativa avrebbe tutti i crismi dell’idoneità politica, che di questi tempi non guasta, poiché un circo è stato chiamato dall’attuale governo (…) a far parte di un’importante commissione relativa ai circhi ed ai teatri.
Mi pare, dunque, che tutto sia al suo posto; anzi non si potrebbe escludere che tanta fantasia giunga ad indurre al sorriso il pensoso bronzo di Papa Sisto V, che dall’alto del Palazzo dei Priori tutto sovraintende, mentre lo spirito di Cristina di Svezia potrebbe uscire dalle finestre delle biblioteca, felice di librarsi per qualche settimana sopra il mitico tendone del circo, romantico circo popolare di altri tempi, quelli tristemente scomparsi in ogni dove, ma che la nostra aristocratica Piazza (libera da ogni ingombro) lascia poeticamente sperare sia soltanto una pesante, troppo lunga pausa».
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