I muratori dicono di non soffrire di mal di schiena finché non riescono più a lavorare.
Ti pieghi, sollevi, ruoti. Magari senti tirare un po’, magari ti rialzi più lentamente, ma vai avanti.
Il blocco, nella maggior parte dei casi, arriva durante un gesto normale. Stai lavorando, stacchi un sacco di cemento da terra per portarlo verso il ponteggio, ti pieghi e lo sollevi come hai fatto tante altre volte. Solo che quella volta senti una fitta più forte del solito e capisci subito che qualcosa non va.
Ti fermi, provi a muoverti e ti rendi conto che la schiena non risponde più come prima. Da quel momento inizi a lavorare in modo diverso: ti muovi più lentamente, fai attenzione a ogni movimento, eviti certe posizioni e perdi sicurezza.
E inizi a lavorare con il dubbio che al prossimo movimento possa succedere di nuovo o addirittura sei costretto a fermarti dal lavoro.
Il punto è che non è stato quel gesto a creare il problema. Quel gesto è stato solo quello che lo ha fatto venire fuori.
E non è una situazione rara.
Secondo l’Inail, oltre il 60% delle malattie professionali denunciate in Italia è legato a problemi causati dal lavoro fisico, e tra questi il mal di schiena è tra i più diffusi, soprattutto nei lavori manuali come l’edilizia.
Quando arrivi a bloccarti, il corpo ha già perso la capacità di gestire quel tipo di movimento. Non è una questione di forza, ma di controllo.
Per questo, dopo un episodio, molti iniziano a lavorare con più cautela: evitano di piegarsi, sollevano in modo rigido, si muovono più lentamente e non sono più sicuri nei movimenti.
E questo, per un muratore, non è un dettaglio.
Il problema è che, anche se riesci a lavorare, stai già lavorando peggio.
La soluzione non è fermarsi completamente, ma nemmeno continuare come prima. Serve rimettere il corpo nelle condizioni di gestire i movimenti che il lavoro richiede ogni giorno.
L’attività fisica può essere una soluzione concreta, ma solo se fatta nel modo giusto. Non si tratta di allenarsi a caso, ma di migliorare mobilità, controllo e capacità di gestire i carichi.
Nel metodo Atraining si parte da una valutazione iniziale per capire come ti muovi, dove perdi controllo e perché la schiena si sovraccarica. Da lì si costruisce un lavoro mirato per tornare a muoversi con sicurezza.
Perché il problema non è il gesto che ti ha fermato, ma tutto quello che c’era prima.
Se sei arrivato al punto in cui inizi a lavorare in modo diverso, il problema non è più da ignorare. Continuare a dire che “non è niente” non lo risolve, ma lo fa peggiorare ancora di più.
Il primo passo è capire cosa sta succedendo davvero al tuo movimento. Per questo ti offro la possibilità di fare il tuo primo passo con una valutazione gratuita: per ottenerla clicca il bottone qui e compila il form.
La Palestra Atraining si trova in viale 1° Maggio n°5, a Monte Urano
(spazio promo-redazionale)
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