Porto San Giorgio, arrestato un uomo per omicidio colposo aggravato dopo il naufragio del peschereccio: quattro vittime

CRONACA - L' uomo era stato condannato definitivamente per i reati di omicidio colposo aggravato a seguito di naufragio e violazioni al codice della navigazione, fatti risalenti all’aprile del 2015 quando il ribaltamento di un peschereccio provocó quattro vittime

di redazione CF

Negli ultimi giorni, nel corso dei quotidiani controlli del territorio operati dai militari del comando Provinciale di Fermo, sono stati rintracciati e arrestati soggetti gravati da provvedimenti restrittivi, emessi dall’Autorità giudiziaria a seguito di indagini scaturite da gravi reati contro il patrimonio e contro la persona.

A Porto San Giorgio, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno individuato e tratto in arresto un uomo di circa 30 anni. Nei suoi confronti è stato eseguito un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona. Il provvedimento scaturisce da una condanna definitiva per i reati di omicidio colposo aggravato a seguito di naufragio e violazioni al codice della navigazione, fatti risalenti all’aprile del 2015 allorquando il peschereccio di cui era il comandante, per l’eccessivo carico e per le condizioni meteo avverse (nelle acque prospicenti Porto Sant’Elpidio vicino a un impianto di mitilicoltura) si ribaltava e nel naufragio perdevano la vita 4 uomini dell’equipaggio. L’arrestato deve espiare una pena residua di cinque anni e sei mesi di reclusione. Anche in questo caso, i militari hanno provveduto alla traduzione dell’uomo presso la Casa Circondariale di Fermo.

A Montegranaro, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno rintracciato e tratto in arresto un uomo di circa 50 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’operazione è stata condotta in esecuzione di un provvedimento di revoca del decreto di sospensione dell’ordine di carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo. L’uomo deve espiare una pena di due anni di reclusione per il reato di appropriazione indebita aggravata commesso nel 2019 proprio a Montegranaro, condanna derivante dalle indagini scaturite a seguito della denuncia di una ditta per la quale l’uomo lavorava e a cui aveva sottratto indebitamente un furgone (poi restituito danneggiato) e denaro contante pari a circa 1.500 euro. Al termine delle formalità di rito, il soggetto è stato associato presso la Casa Circondariale di Fermo.

Inoltre, i militari della Stazione Carabinieri di Fermo hanno dato esecuzione a un provvedimento di detenzione domiciliare, chiudendo così un iter giudiziario per un reato di truffa. L’operazione si è svolta a Fermo, dove i Carabinieri hanno rintracciato e tratto in arresto un italiano di circa 80 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato bloccato in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona, che disponeva la sua sottoposizione alla detenzione domiciliare. Il provvedimento è stato emesso per l’espiazione della pena di otto mesi di reclusione per il reato di truffa, reato che l’uomo ha commesso tra febbraio e aprile del 2015 nel comune di Corridonia (MC) ai danni di una ditta del posto. Dopo le formalità di rito l’arrestato ha iniziato a scontare la pena presso la sua abitazione di residenza.


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