
La felicità del Montegranaro per il successo sul Fabriano Cerreto valso il mantenimento dell’Eccellenza. In copertina Gianluca Urbinati nelle vesti di allenatore
di Redazione
MONTEGRANARO – La vittoria nel playout contro il Fabriano Cerreto (vedi l’articolo sotto correlato) ha permesso ai gialloblù di maturare il diritto di restare nel massimo circuito calcistico regionale. Un traguardo, quello della salvezza, che a cavallo della stagione appena finita negli archivi sembrava del tutto compromesso in casa gialloblù: tre gestioni tecniche (Eddy Mengo confermato dalla passata stagione, dimissionario e sostituito da Gabriele Baldassarri, a sua volta rilevato dalla soluzione interna Gianluca Urbinati) due direttori sportivi (Luca Cremona e Giuseppe Sfredda) ed un attacco i cui numeri realizzativi non sono mai decollati.
Facendo leva sulla solidità difensiva, ed un corposo numero di pareggi, la compagine calzaturiera ha quindi maturato una posizione di vantaggio nella griglia spareggi (avendo cioè la possibilità di poter fare leva su vittoria e pareggio contro i cartai), sino all’1-0 che domenica scorsa ha decretato la salvezza dei veregrensi. A guidare il percorso sportivo l’ex centrocampista che dalle scorse settimane ha abbracciato la nuova carriera da tecnico, centrando l’obiettivo prefissato.
Urbinati, per lei, da esordiente in panchina, la canonica “buona la prima”: che emozioni ha vissuto al triplice fischio del playout?
«Un’emozione indescrivibile, del tutto diversa da quelle provate da calciatore, dove pur vincendo diversi campionati, anche in categorie superiori, ed avendo soddisfazioni personali, la godi diversamente. Da allenatore c’è una sorta di panoramica a 360 gradi, considerato che si è responsabili di tutto il collettivo, non solo di se stessi. Se poi aggiungiamo le tante difficoltà della stagione, ben note a tutti i tesserati ed all’ambiente circostante, allora ecco che il tutto diventa ancor più incredibile e magico. La grande felicità è soprattutto rivolta ai ragazzi ed a tutto il mondo griffato Montegranaro. Abbiamo centrato un successo che ci ripaga dei tanti sacrifici fatti e dei bocconi amari che abbiamo dovuto digerire durante l’annata sportiva».

Urbinati con patron Andrea Tosoni dopo la vittoria playout. Foto set: profili ufficiali web Mcc Montegranaro Calcio 2023
Da giocatore, giunto nel mercato invernale di due stagioni or sono a Montegranaro, alla panchina nelle vesti di allenatore: considerando la buona conoscenza dell’ambiente, quali tasti ha toccato per imprimere la svolta?
«Avendo la fortuna di conoscere già i giocatori tutto è stato più agevole. Il lavoro, quando hai poco tempo a disposizione per raggiungere risultati tangibili ed immediati, va a buon fine se si riesce a farsi seguire immediatamente. Venivamo da un periodo terribile, caratterizzato da otto partite con un solo goal realizzato e con ben quattro sconfitte consecutive subite, giunte in altrettanti scontri diretti. Il primo passo da fare è stato quello di ridare autostima ed entusiasmo alla squadra, lavorando sulla testa, sulle motivazioni e facendo acquisire una mentalità combattiva ed umile ai ragazzi, da squadra che non molla mai, dove il Noi prevaleva sull’Io, considerato che la classifica deficitaria lo richiedeva».
Dal lavoro mentale a quello sul campo, dove abbiamo preso atto di un Montegranaro dapprima schierato a zona e, come ammirato nel ricevere il Fabriano Cerreto, con un 3-5-2…
«Ho cambiato qualcosa a livello tecnico-tattico rispetto alle precedenti gestioni, portando dei concetti chiari e semplici, in modo da essere immagazzinati immediatamente dalla squadra, schierandoci subito con due linee da quattro e due punte, in modo da essere organizzati, compatti ed aggressivi sia in fase di possesso che senza palla, aumentando insieme al professor Mengoni l’intensità degli allenamenti. Tutto ciò preso atto delle grandi capacità di forza ed aerobiche della squadra, per avere in partita più forza e resistenza. Alla fine però, al di la degli schemi, a fare la differenza è stata la voglia dei ragazzi di uscire da una brutta situazione, elementi che hanno dato tutto loro stessi. Sinceri complimenti».
Classe 1987 ma in piena forma fisica, nel futuro di Urbinati c’è ancora la voglia di calcare l’erba del campo o la trasformazione in allenatore si è compiuta del tutto?
«Ha detto bene: in piena forma fisica. E pensare che due settimane prima del mio arrivo in panchina avevo festeggiato le 500 presenze in campo, precisamente dopo la vittoria casalinga con la Jesina. Adesso, al termine di un’annata del genere, dove si è dato fondo ad ogni tipo di energia disponibile, è giusto prendersi qualche giorno di riposo e soprattutto godersi questa impresa calcistica, poi a mente lucida farò le mie scelte. Conoscendomi, però, so che nella mia testa sotto sotto è già stata presa una decisione. La cosa certa è che a prescindere da tutto porterò sempre questi ragazzi e questo magnifico gruppo gialloblù nel mio cuore. Sono stati tutti positivamente pazzeschi».
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