Sicurezza e movida a Porto San Giorgio, Baldassarri (Pd): «Proteggere i ragazzi, tutelare chi lavora e governare il fenomeno»

MOVIDA - «Porto San Giorgio ha il dovere di governare la movida, non di subirla. Come opposizione continueremo a chiedere risposte, atti concreti e una visione che non si limiti all’emergenza di una notte, ma guardi all’intera stagione e al futuro della città» - fanno sapere dal partito di opposizione

I fatti avvenuti nelle ultime settimane sul lungomare di Porto San Giorgio, con segnalazioni di risse e interventi ripetuti delle forze dell’ordine in piena notte, hanno portato gli esponenti del gruppo consiliare del Partito Democratico a fare alcune riflessioni.

«Non servono né allarmismi né semplificazioni: serve governo del fenomeno. È necessario chiarire subito un punto: i minorenni non sono il problema da colpire, ma il disagio da comprendere – fanno sapere dal gruppo di minoranza – parlare di “minorenni fuori controllo” senza interrogarsi sulle cause rischia di essere una scorciatoia che non aiuta né la sicurezza né la crescita dei ragazzi. La presenza reiterata di gruppi di giovanissimi nelle ore notturne, spesso associata a consumo di alcol, comportamenti a rischio e vandalismi, interroga prima di tutto il mondo degli adulti: istituzioni, famiglie, gestori dei locali, comunità educante. Non colpevolizzare i minori, ma assumersi le responsabilità».

«Come consigliere comunale di minoranza ritengo sbagliato trasformare i ragazzi nel capro espiatorio di una situazione che nasce da: assenza di spazi e presidi educativi serali, consumo di alcol fuori controllo, mancanza di regole chiare e applicate in modo coerente – sottolinea Elisabetta Baldassarri – la tutela dei minori non significa chiudere gli occhi davanti a comportamenti pericolosi, ma prevenire prima che reprimere, intervenire prima che il disagio esploda».

«Un tema che non può più essere eluso riguarda il rapporto tra movida e vendita di alcol, soprattutto in relazione ai più giovani. È evidente che una parte delle criticità notturne nasce da: vendita o somministrazione disinvolta di alcol, mancati controlli, assenza di una regia pubblica sul sistema della movida. Non si tratta di criminalizzare i gestori, molti dei quali sono le prime vittime del degrado, ma di chiedere regole condivise e responsabilità diffuse, perché la sicurezza non può essere demandata alle Volanti o ai singoli concessionari costretti a fare da vigilanti».

«Cosa chiediamo all’Amministrazione Serve un cambio di passo immediato: Un tavolo stabile su sicurezza e disagio giovanile, con Comune, Prefettura, Questura, servizi sociali, scuole e rappresentanti degli esercenti. Un piano chiaro sulla movida, che affronti insieme orari, alcol, presidi, controlli e prevenzione. Azioni educative e sociali rivolte ai minorenni, perché reprimere senza capire produce solo recidiva. Tutela concreta per chi lavora, che non può essere lasciato solo né minacciato, ma nemmeno trasformato nel solo responsabile di ciò che accade di notte. La sicurezza è equilibrio, non slogan Una città sicura non è quella che punta il dito contro i ragazzi, ma quella che sa tenere insieme sicurezza, educazione e responsabilità degli adulti. Porto San Giorgio ha il dovere di governare la movida, non di subirla. Come opposizione continueremo a chiedere risposte, atti concreti e una visione che non si limiti all’emergenza di una notte, ma guardi all’intera stagione e al futuro della città».


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