Più di un decennio di collaborazione tra Protezione civile di Fermo e Corso Cat Costruzioni Ambiente Territorio continua ad essere il punto fermo nella formazione dei futuri geometri dell’Itet “Carducci Galilei” di Fermo.
Il percorso, rivolto agli allievi del triennio, affronta le problematiche legate alle situazioni di emergenza a cui la Protezione civile deve far fronte in collaborazione con altre realtà territoriali, quali ad esempio i Vigili del fuoco, le Forze armate e la Croce Rossa.
«Tra le varie figure professionali coinvolte nelle emergenze – rimarcano dall’istituto scolastico – quella del geometra riveste un compito particolarmente strategico, legato in particolare alla vulnerabilità degli edifici soggetti alla forza distruttiva di un terremoto».
I moduli didattici sviluppati in classe, da dicembre ad aprile, dalla squadra dei tecnici della Protezione civile di Fermo, guidata dall’ing. Franco Anselmi, hanno illustrato i vari compiti che i tecnici svolgono non solo nella prevenzione, ma anche durante e dopo un evento sismico attraverso l’applicazione delle competenze acquisite a scuola e nell’esperienza lavorativa e professionale.
Gli studenti hanno imparato a riconoscere gli effetti del sisma su strutture presenti nel territorio, che mettendo a rischio le vite umane, vanno anche a determinare danni e perdite su strutture che costituiscono il nostro patrimonio architettonico, artistico e culturale.
I piccoli centri dell’entroterra fermano e maceratese sono stati quelli maggiormente segnati dal sisma del 2016.
Oltre ad imparare a scuola come realizzare una corretta progettazione di un edificio, i futuri geometri hanno approfondito come si mette in sicurezza un edificio lesionato, grazie alla lezione svoltasi presso il Comando dei Vigili del fuoco di Fermo e con il supporto della squadra dei tecnici della Protezione civile hanno appreso a redigere schede di rilevazione dello stato di agibilità degli edifici colpiti dal terremoto.
Il corso si è concluso, come previsto da programma, con la visita ai centri di Pieve Torina e Muccia in provincia di Macerata, nelle cosiddette “zone rosse”, aree interdette alla popolazione poiché la maggior parte degli edifici presenti sono gravemente lesionati o totalmente inagibili. A distanza di anni è iniziata la ricostruzione che sta ora interessando le zone visitate.
In particolare, gli studenti guidati dai tecnici del Comune hanno visionato i cantieri presenti a Muccia, potendo apprezzare così le nuove tecniche costruttive che prevedono l’utilizzo di materiali come il legno e l’acciaio, innovative metodologie edilizie che rispondono in modo ottimale alle pericolose sollecitazioni del sisma. Materiali già usati nelle Strutture Abitative di Emergenza, edifici in legno messi a disposizione della popolazione senza alloggio ed osservate dagli allievi durante il percorso di visita.
Competenze tecniche e passione si sono fuse insieme in questo percorso formativo che ha visto collaborazione sinergiche tra le varie istituzioni e la scuola.
«I frutti di tale impegno, come sempre avviene in ambito educativo, si vedranno – aggiungono dall’Itet – in un prossimo futuro ma già nel presente quello che è emerso è l’attenzione alla formazione dei giovani che saranno i prossimi custodi del nostro patrimonio non solo architettonico, ma anche professionale e umano».
I docenti del Corso Cat Geometri dell’Itet Carducci Galilei sono estremamente grati a tutte le istituzioni coinvolte nel prezioso percorso formativo: il Comune di Fermo e i Comuni di Pieve Torina e Muccia, il Comando dei Vigili del fuoco di Fermo, la Protezione civile di Fermo, in particolare la squadra Reparto tecnici della Protezione civile di Fermo, guidata dall’ing. Franco Anselmi, coadiuvato dal geom. Lorenzo Paniccià e dal geom. Filippo Ortenzi e dai volontari che hanno contribuito con la loro presenza e disponibilità alla riuscita degli incontri.
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