La sangiorgese Selene Tomassini tra le eccellenze della ricerca: vince il premio L’Oréal-Unesco “For Women in Science”

PORTO SAN GIORGIO -Per Selene Tomassini si tratta di un riconoscimento di straordinario valore, assegnato da una commissione composta da autorevoli personalità del mondo accademico e scientifico. Un premio che rappresenta non soltanto un importante traguardo personale, ma anche un investimento sul futuro della ricerca e sulle nuove generazioni di scienziate italiane

Selene Tomassini

Un giovane talento che si afferma sulla scena scientifica nazionale e internazionale. C’è anche la sangiorgese 34enne Selene Tomassini tra le sei giovani ricercatrici italiane premiate nell’ambito della XXIV edizione del Premio L’Oréal-Unesco “For Women in Science”, uno dei più importanti riconoscimenti dedicati alle donne impegnate nella ricerca scientifica.

Il premio, promosso da L’Oréal Italia in collaborazione con la Commissione nazionale Italiana per l’Unesco, sostiene da oltre vent’anni le giovani scienziate che si distinguono per l’eccellenza dei propri studi e per il contributo all’innovazione scientifica. Dal 2002 ad oggi sono state sostenute oltre 120 ricercatrici italiane attraverso il programma.

Per Selene Tomassini si tratta di un riconoscimento di straordinario valore, assegnato da una commissione composta da autorevoli personalità del mondo accademico e scientifico. Un premio che rappresenta non soltanto un importante traguardo personale, ma anche un investimento sul futuro della ricerca e sulle nuove generazioni di scienziate italiane.

Il successo di Selene Tomassini assume inoltre un significato ancora più importante in un contesto nel quale la presenza femminile nelle discipline scientifiche continua a rappresentare una sfida globale. Proprio per questo il programma Unesco-L’Oréal promuove da quasi trent’anni il ruolo delle donne nella ricerca, favorendo pari opportunità e contribuendo a ridurre il divario di genere nel mondo scientifico.

Per Porto San Giorgio e per il Fermano si tratta di una notizia che va ben oltre il riconoscimento individuale: è la dimostrazione che passione, studio, competenza e determinazione possono portare i giovani del territorio ai massimi livelli della ricerca internazionale. Un motivo di orgoglio per tutta la comunità sangiorgese, che oggi applaude una sua concittadina capace di portare il nome del Fermano tra le eccellenze della scienza italiana.

Il premio a Tomassini è arrivato con il progetto mAInds: modality-aware AI for neuro-oncological decision support. ospitato dal Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Università di Trento.

Con mAInds, Selene mira a sviluppare un sistema di intelligenza artificiale per l’elaborazione e l’analisi di immagini mediche multimodali, concepito nell’ambito della neuro-oncologia ma generalizzabile ad altri distretti anatomici. Il progetto punta a creare un’architettura “modality-aware”, cioè progettata per riconoscere e valorizzare informazioni provenienti da diverse modalità, come le differenti sequenze di risonanza magnetica, preservando il contributo specifico di ciascuna. L’ambizione è contribuire allo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni cliniche più robusti, interpretabili e affidabili. In particolare, mAInds è progettato per supportare due applicazioni cliniche principali: la delineazione precisa dei margini tumorali, utile per chirurgia e radioterapia, e la caratterizzazione non invasiva del tessuto tumorale direttamente dalle immagini, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alla biopsia, soprattutto nei casi in cui la procedura presenti rischi elevati.

«L’intelligenza artificiale – spiega la sangiorgese – è uno strumento potentissimo, per questo va gestita con coscienza e conoscenza. È stata proprio la voglia di scoprire cosa ci fosse dietro, o meglio dentro, l’intelligenza artificiale a spingermi ad esplorare come potesse interagire con la medicina e rendersi utile per essa.
La medicina produce dati molto diversi tra loro, ma ogni fonte racconta solo una piccola parte della realtà. La vera sfida è far dialogare ciascuna informazione con l’altra. È da qui che nasce mAInds. Il mio progetto mira a sviluppare un sistema intelligente capace non solo di elaborare dati eterogenei, ma anche di comprenderli, integrarli e organizzarli in modo consapevole. L’obiettivo è creare un’architettura unificata, attenta alle diverse modalità di dati e pensata per essere generalizzabile, a partire da uno degli ambiti più urgenti: la neuro-oncologia. Il primo tratto distintivo di mAInds è la capacità di identificare con precisione i margini tumorali, offrendo un supporto concreto in chirurgia e in radioterapia. Il secondo è la caratterizzazione non invasiva del tessuto, con l’ambizione di ridurre il ricorso a procedure potenzialmente rischiose come la biopsia. Da bioingegnere, ho sentito spesso i medici dire che devono correre più veloci del cancro. mAInds vuole aiutarli in questa corsa contro il tempo, mettendo la tecnologia al servizio delle decisioni più complesse. Le donne, storicamente, hanno dovuto compiere qualche sforzo in più per vedere riconosciuto il proprio valore; un valore che troppo spesso non ha ricevuto lo spazio che meritava. Il premio L’Oréal Italia-Unesco “For Women in Science” si impegna invece a dargli voce. Sono grata per questo riconoscimento e spero che la mia vittoria possa rappresentare un incoraggiamento per altre donne appassionate di scienza, perché ogni premio conta davvero quando, oltre a valorizzare un percorso, contribuisce ad aprirne altri».

C.N.


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