“Fermo Città Comune” dopo il primo consiglio comunale. «Equilibri interni da mantenere e maggiori costi: queste le scelte della maggioranza»

FERMO – Il gruppo di minoranza, astenutosi sull’incompatibilità di Di Ruscio, sottolinea i momenti chiave del primo consiglio comunale: «Il passaggio a nove assessori costerà 50mila euro all’anno in più e nessun beneficio particolare: solo l’esigenza di soddisfare equilibri interni alla maggioranza. Bocciata la nostra proposta di ridurre l’indennità agli assessori comunali, come previsto nel nostro programma»

Il gruppo di opposizione “Fermo Città Comune”

Il gruppo di minoranza Fermo Città Comune che ha sostenuto la candidatura a primo cittadino di Fermo di Angelica Malvatani, torna sui momenti vissuti nel corso del primo consiglio comunale di ieri, partendo proprio dall’astensione tenuta sulla situazione di Saturnino Di Ruscio. «L’insediamento dei consiglieri ha registrato la situazione di incompatibilità del consigliere Di Ruscio, legata a una causa pendente con il Comune. Come coalizione auspichiamo che nei tempi previsti dalla legge si possa arrivare a una soluzione che sappia tenere insieme il rispetto delle norme e quello della volontà espressa dagli elettori. In questa direzione sono andati i nostri interventi in aula e la scelta di astenerci con tutta la minoranza sull’avvio della procedura prevista per la rimozione della causa di incompatibilità».

 

Altro aspetto sottolineato è l’aumento del numero di assessori, del relativo costo per i cittadini e anche degli equilibri politici. «Dopo la proclamazione dei consiglieri è stato eletto presidente del Consiglio comunale Giulio Pascali, al quale rivolgiamo gli auguri di buon lavoro. Un augurio che estendiamo anche alla nostra Angelica Malvatani, eletta vicepresidente del Consiglio. Auguri di buon lavoro anche alla Giunta comunale, che per la prima volta nella storia avrà ben 9 assessori anziché 8, una scelta che costerà ai cittadini oltre 50 mila euro all’anno e che appare difficile da giustificare sul piano amministrativo. Più che una necessità legata all’azione di governo della città, sembra infatti rispondere all’esigenza di soddisfare equilibri interni alla maggioranza e ai partiti che la compongono (Forza Italia), senza alcun beneficio aggiuntivo per i servizi offerti ai fermani».

 

Anche sulla presidenza del Consiglio Comunale, il gruppo interviene per sottolineare alcuni equilibri, definiti «ancora flebili. Del resto, i primi segnali emersi già nella seduta inaugurale raccontano una maggioranza alle prese con equilibri tutt’altro che solidi. Ne è testimonianza l’iniziativa del consigliere Bargoni, rimasto ancora una volta senza incarichi, che ha presentato un provocatorio ordine del giorno per ridurre l’indennità del presidente del Consiglio, proposta che non ha raccolto il consenso nemmeno della sua maggioranza finendo per essere sostenuta solo da lui stesso. Noi abbiamo chiesto che la riduzione fosse estesa anche agli assessori, come previsto dal nostro programma elettorale, ma la proposta purtroppo non è stata accolta. Così come non è passata inosservata l’assenza del consigliere Borraccini nella seduta che ha inaugurato il nuovo mandato amministrativo. Un’assenza che ciascuno potrà interpretare come ritiene».

 

«In ogni caso noi continueremo a svolgere il ruolo che gli elettori ci hanno affidato – conclude la nota di Fermo Città Comune – una minoranza costruttiva quando si tratterà di sostenere provvedimenti utili alla città, un’opposizione ferma e leale quando sarà necessario contrastare scelte che riterremo sbagliate. Lo abbiamo dimostrato già nel primo Consiglio Comunale. Ci auguriamo che l’attenzione dell’Amministrazione resti concentrata sui problemi e sulle opportunità di Fermo e non sulle partite interne ai partiti o sugli equilibri tra livelli diversi di governo. Se così non sarà, ci troveranno pronti, attenti e immediatamente attivi nell’interesse esclusivo della città».


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