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Farmacista aggredito,
si costituisce un 18enne

SERVIGLIANO - Il ragazzo ha dichiarato di essersi pentito del gesto ed  ha chiesto scusa al farmacista. Nei prossimi giorni anche la famiglia del 18enne cercherà di mettersi in contatto con il farmacista e con la sua famiglia per scusarsi pubblicamente
mercoledì 5 Luglio 2017 - Ore 15:14
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di Paolo Paoletti

Si è recato questa mattina spontaneamente dai carabinieri di Servigliano (che stanno seguendo le indagini) l’autore dell’aggressione al farmacista di Belmonte Piceno avvenuta nel pomeriggio dello scorso 3 luglio (leggi l’articolo). Si tratta di un 18 enne di Fermo. Il giovane, di buona famiglia, è stato accompagnato in caserma dagli avvocati difensori Simone Moriconi e Alessandro Ciarrocchi.

Il ragazzo, di fronte ai militari dell’Arma, ha confermato la propria identità come soggetto autore dell’aggressione, ed è stato redatto il verbale di dichiarazioni spontanee rese da persona sottoposta ad indagini come previsto dall’art. 350, comma 7, del codice di procedura penale. 

Alla presenza dei difensori il ragazzo ha ricostruito il fatto, spiegando che era andato li per prendere la pillola del giorno dopo. Di fronte al diniego, legittimo, del farmacista il ragazzo  ha provato in tutti i modi a chiedere il farmaco fino ad innervosirsi, vista anche l’ansia della situazione, e l’ha aggredito con più pugni. Per la paura è partito ed scappato. Uno stato di agitazione che, secondo la difesa, sarebbe confermato anche dal fatto che il giovane ha dimenticato il casco in farmacia.  Una prova che i carabinieri avevano acquisito e sulla base della quale si stavano svolgendo le indagini.

Il ragazzo ha dichiarato di essersi pentito del gesto ed  ha chiesto scusa al farmacista. Nei prossimi giorni anche la famiglia del 18enne cercherà di mettersi in contatto con il farmacista e con la sua famiglia per scusarsi pubblicamente.

“Una situazione delicata – spiegano gli avvocati Ciarrocchi e Moriconi –  è stata la famiglia che ha indotto il ragazzo a contattare il legale ed a prendersi le responsabilità prima che partissero le indagini per accertare il fatto che lui non può negare di aver commesso. Giovane che ha avuto un atteggiamento collaborativo e remissivo, dichiarandosi  consapevole della gravità del proprio gesto del quale si è ampiamente scusato”.

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