Dalla droga agli ‘spostamenti’ sospetti:
controlli a tappeto
della Guardia di Finanza

COSTA FERMANA - Le Fiamme gialle hanno passato al setaccio la stazione ferroviaria non solo per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti ma anche come crocevia, insieme al casello autostradale, di spostamenti e traffici sospetti. Con identificazioni e pattugliamenti. Massima attenzione a elementi o spostamenti utili alle indagini sui fatti di sangue di Sant'Elpidio a Mare e Montegiorgio. Monitorate e perlustrate anche piazze e giardini pubblici

di Giorgio Fedeli

Controlli antidroga, intensificati con il sempre più frequente ‘intervento’ delle unità cinofile. Ma anche anti-abusivismo, accertamenti fiscali, anti-prostituzione e soprattutto, controlli a tutto campo legati ai tragici fatti di sangue di Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio dove, a seguito di due distinte rapine, con molte analogie fra loro, hanno perso la vita il 65enne Stefano Marilungo (leggi l’articolo) e la 79enne Maria Biancucci (leggi l’articolo). La guardia di finanza è di nuovo in campo, in strada. Non un semplice modo di dire. Questa mattina, anche in virtù di quanto emerso nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto D’Alessandro e riunitosi giovedì scorso (leggi l’articolo), questa mattina le fiamme gialle sono state impegnate in controlli incrociati tra servizi anti-droga con i finanzieri e l’unità cinofila tra la stazione ferroviaria e alcune piazze e parchi della costa. Stazione ferroviaria, appunto. Sì perché le divise hanno effettuato anche delle identificazioni nei principali snodi viari del territorio, partendo proprio dalla stazione, caselli autostradali e pullman. Sul tavolo degli inquirenti che stanno lavorando ai recenti episodi di sangue di Montegiorgio e Sant’Elpidio a Mare c’è, infatti, anche l’ipotesi che i criminali che hanno messo a segno le due rapine finite in tragedia possano non risiedere nel Fermano avvalendosi, magari, di un qualche basista. Un controllo a tutto campo del territorio, dunque, che parte dal principale obiettivo, ossia la deterrenza e, dove necessario, arriva alla repressione. Le fiamme gialle in strada risultano dunque essere la punta dell’iceberg di un lavoro di investigazione, con continui scambi di informazione con le altre forze di polizia, soprattutto in merito a persone oggetto di particolari attenzioni dal punto di vista delle indagini che in questi giorni non possono non ricondurre proprio ai fatti di sangue di Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio.


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