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Aule sequestrate e ordinanza
di inagibilità, Montani off-limits:
fascicolo in Procura

FERMO - Il sequestro è stato effettuato dalla polizia del Commissariato di Fermo mentre l'ordinanza porta la firma del sindaco Calcinaro come massima autorità cittadina in materia di pubblica incolumità.
martedì 15 maggio 2018 - Ore 16:54
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di Giorgio Fedeli

Iti Montani, non si entra. Dopo lo spaventoso crollo, ieri mattina, del tetto e delle travi nell’aula numero 32 dell’edificio storico che ospita il triennio, adiacente alla chiesa di Sant’Agostino (leggi l’articolo), la polizia di Stato ieri ha provveduto a sequestrare l’aula interessata dal crollo e quella a fianco. Un sequestro quasi fisiologico per consentire alla magistratura di fare chiarezza sulle cause del crollo e ripartire le responsabilità. Sequestrate dunque due aule. Ma l’intero edificio è comunque off-limits.

Il procuratore capo di Fermo, Domenico Seccia

Il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, ha infatti, in qualità di massima autorità comunale in materia di pubblica sicurezza, firmato un’ordinanza che rende l’intero stabile inaccessibile e inutilizzabile per lo svolgimento delle attività scolastiche. “Sì – conferma il primo cittadino – ho firmato l’ordinanza di inagibilità per ciò che concerne l’edificio storico, quello in via Montani 7 per intenderci. E sul resto l’ordinanza è precauzionale”.

Fascicolo contro ignoti sul crollo per la procura della Repubblica di Fermo, guidata dal procuratore capo Domenico Seccia, una volta in possesso delle relazioni dei vigili del fuoco. Anche questo un atto quasi fisiologico, naturale e consequenziale se si considera la gravità dell’accaduto. L’ipotesi più accreditata è che si proceda per crollo colposo, come previsto dall’articolo 434 del codice penale. Tornando al sequestro, nessun lavoro, a rigor di logica, anzi di legge, potrà essere effettuato sulle aule fino a quando queste saranno sottoposte a sequestro.

Il sindaco Calcinaro al Montani

E così gli occhi si alzano inevitabilmente al cielo per scorgere l’arrivo di nuvoloni. La pioggia, infatti, cadendo all’interno dell’aula fatidica, potrebbe oltre che bagnare i materiali, a partire dalle travi, anche appesantire il pavimento già gravato dalle macerie. Ergo? Gli inquirenti sono chiamati alla corsa contro il tempo, anzi contro il meteo. Ma per ora ciò che più importa è che nessuno abbia riportato conseguenze dall’incidente.

E questo, per la cronaca, in un destino comunque benevolo con una classe che al momento del crollo era miracolosamente vuota, ha fatto tirare a tutti un enorme sospiro di sollievo. Ma per la magistratura, e non solo ovviamente, la gravità del crollo resta. E la necessità di fare chiarezza cresce di ora in ora. Tecnicamente, la ricostruzione del crollo, è stata fornita ieri sera in una conferenza stampa presieduta dalla presidente della Provincia, Moira Canigola (leggi l’articolo). Ma ora l’interrogativo a cui la magistratura vuole dare una risposta il prima possibile è su cosa sia successo prima delle 7,15, orario del crollo, in una ricostruzione a ritroso indispensabile per capire cosa abbia provocato la fortunatamente solo ‘sfiorata’ tragedia.

Il comandante dei vigili del fuoco Mariantoni

 

Il punto del crollo

Intanto questa mattina, sul posto, è arrivato anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Ascoli e Fermo, Paolo Mariantoni: “Le indagini sono in corso. Stiamo collaborando con la procura della Repubblica, con la Prefettura e con gli enti locali come il Comune e soprattutto la Provincia che è l’ente proprietario come supporto per eventuali controlli anche nella restante parte dell’edificio”

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