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Battistoni (FI): “Ceriscioli sogna numeri
che non esistono, la sinistra
governa male: è ora di cambiare”

ATTACCO - Il commissario regionale FI: "I marchigiani, alle prossime elezioni, giudicheranno i ventisette anni in cui la Regione non ha avuto quello slancio che meritava, non ha visto realizzare quei progetti che ogni campagna elettorale votava, non ha avuto indietro la fiducia che ad ogni elezione ha dato"
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Francesco Battistoni

“Il bilancio di fine mandato, definito dal presidente Luca Ceriscioli come ‘realizzato quasi nella sua interezza’, è forse un miraggio dal quale è bene si ravveda quanto prima. È dal 29 luglio del 1993 che il centrosinistra governa ininterrottamente la Regione Marche. Luca Ceriscioli non ci venga a raccontare che va tutto bene, perché sono convinto che non ci crede neanche lui”. Inizia così la nota stampa del senatore Francesco Battistoni, con cui lo stesso commissario regionale Fi nelle Marche attacca l’amministrazione a guida Ceriscioli.

“Nella conferenza stampa tenuta ieri sembrava quasi che i problemi fossero spariti, che le Marche fossero diventate tutto d’un tratto il territorio dei sogni. Sappiamo tutti molto bene che non è così, che la giunta uscente non riuscirà nell’intento di raggirare i marchigiani con parole o slide riassuntive sul nulla.
Le Marche vivono un disagio infrastrutturale come pochissime altre Regioni italiane: i collegamenti, di ogni natura, sono inadeguati e al limite del ridicolo. Abbiamo strade a scorrimento veloce ad una sola corsia ormai da diversi anni; in ogni incontro pubblico sentiamo parlare di fantomatiche autostrade in cantiere verso il Tirreno e la Capitale mai realizzate; non ci sono collegamenti ferroviari degni di un paese occidentale con il resto d’Italia. È un pianto, altro che semaforo giallo, il semaforo è proprio caduto, ed è in mezzo alla strada.
Per non parlare della gestione del terremoto. Ci sono ancora 100.000 tonnellate di macerie per terra, ed in alcuni casi stanno bloccando le principali vie di comunicazione. Non solo le macerie, ma manca un piano di ripartenza che dia speranza a quei luoghi, diventati destinazione, ormai, soltanto di passerelle istituzionali.
Perché il Governatore Ceriscioli non ha parlato dell’impoverimento delle Marche? Impoverimento certificato con il declassamento da parte della comunità Europea da ‘Regione ricca’ a ‘Regione in transizione’ a causa di una netta e sostanziale perdita di Pil pro capite messa nero su bianco dalle istituzioni europee. Su questo tace, su questo non ci sono pdf o specchietti riassuntivi da far vedere ai cittadini.
L’impoverimento, peraltro, porterà ad un aumento dei fondi europei, ma anche in questo ambito siamo preoccupati visto il totale fallimento: sono decenni che i governi regionali non riescono a spendere quanto destinato dall’Ue. Rimandano indietro i soldi, è assurdo e incomprensibile.
Ceriscioli la smetta pure di dire che tornerà a fare il professore. Ad essere giudicato non sarà lui, o chi per lui. I marchigiani, alle prossime elezioni, giudicheranno i ventisette anni in cui la Regione non ha avuto quello slancio che meritava, non ha visto realizzare quei progetti che ogni campagna elettorale votava, non ha avuto indietro la fiducia che ad ogni elezione ha dato. Il tempo delle chiacchiere è finito e sicuramente anche l’esperienza del centrosinistra e del Partito Democratico a Palazzo Raffaello”.



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