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L’addio della preside Corallini:
“Ho lavorato con passione,
la nostra resta una scuola speciale”

FERMO - La dirigente dell'Istituto "Da Vinci - Ungaretti" ha voluto salutare docenti, autorità e familiari con una partecipata festa al Parco della Mentuccia
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di Andrea Braconi

Lunedì il saluto, rigorosamente online, ad oltre 200 tra docenti ed ex insegnanti che con lei hanno percorso un lungo ed entusiasmante percorso. Martedì, causa Covid, l’abbraccio “distanziato” di una città, Fermo, che per ben 14 anni l’ha vista alla guida di un istituto prestigioso come la Da Vinci-Ungaretti. Marinella Corallini ha la voce ed il volto segnati dall’emozione per un passaggio del testimone che non era più rinviabile. “È arrivato il momento: il 31 agosto si chiuderà una pagina della mia vita lavorativa dopo 42 anni di dedizione totale alla scuola, di cui 24 come dirigente scolastico, comprese le esperienze a Monterubbiano e Montegiorgio. Ho operato con entusiasmo, passione e dedizione, senza arrendermi mai anche di fronte alle difficoltà. Ho svolto il mio lavoro con passione civile, lealtà e rigore etico”.

A salutarla, in un Parco della Mentuccia sul quale la stessa Corallini si è spesa insieme ad insegnanti ed alunni per una riqualificazione, hanno voluto esserci il sindaco Paolo Calcinaro, il suo vice Francesco Trasatti, gli assessori Alberto Scarfini, Ingrid Luciani e Mauro Torresi, il consigliere e vice presidente provinciale Stefano Pompozzi, monsignor Rocco Pennacchio, il comandante dei Carabinieri Marinucci, oltre ai dirigenti scolastici Stefania Scatasta, Piero Ferracuti, Piero Ferracuti, Marzia Ripari e Cristina Corradini. Tutti rigorosamente con mascherine. “Sono dispiaciuta di festeggiare così – ha rimarcato la Corallini – ma sono consapevole che il saluto in questo luogo e in questo modo fosse l’unico possibile”.

Tanti anni di lavoro passati in fretta, prima da docente poi da dirigente. Ed un ringraziamento sentito per la vicinanza e la collaborazione a studenti, famiglie, amministratori scolastici, sanitari e religiosi, sindacati, forze dell’ordine ed associazioni (a partire dalla sezione locale del Cai), nonché ai giornalisti che hanno raccontato la vita della sua scuola. Oltre che per i vari funzionari, con cui si è confrontata quotidianamente, parole importanti la Corallini le ha volute spendere per il Comune di Fermo, un vero punto di riferimento tanto nelle esigenze quotidiane quanto per le numerose progettualità.

Altro passaggio importante il ricordo delle risorse messe a disposizione da Confindustria, Fondazione Carifermo e Camera di Commercio. “Tutti hanno creduto nella nostra scuola, che si è caratterizzata per una leadership condivisa, con i docenti che sono stati una valida squadra di pensiero e di azione. I nostri alunni hanno imparato ad essere costruttori di cultura grazie ad una formazione a 360 gradi, nata dalla volontà di offrire una scuola di qualità e inclusiva, dove le diversità sono una ricchezza”.

Nel corso degli anni l’istituto si è distinto anche per l’attenzione a problematiche ambientali e sociali. “La nostra è una scuola speciale. Un ringraziamento speciale va alla mia famiglia e ai miei adorati nipoti: hanno creduto in me e sono stati sempre al mio fianco – ha concluso -. Passo ora il testimone, perché le persone passano ma le istituzioni restano. Buona vita e grazie a tutti”.

“Non la chiamerò dirigente Corallini ma Marinella, con cui ci siamo conosciuti quando all’epoca avevo il compito di assessore alle Politiche scolastiche. In un territorio come il nostro abbiamo un grande privilegio: quello di andare oltre il rapporto istituzionale. Insieme ci siamo messi a lavorare, in un percorso ad ostacoli. Ricordo il momento del sisma, quando non era facile il tuo ruolo, come non lo era il mio. Ma è stato un lavoro con fatto con scrupolo, serenità e rispetto, è stato un valore aggiunto da trasmettere alla nostra utenza finale, che poi coincide. Adesso – ha ironizzato il primo cittadino – ti sei dovuta confrontare anche con la pandemia, per non farti mancare nulla”.

Carla Sagretti, ex provveditrice dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha parlato di un percorso bello e condiviso, con un gruppo di dirigenti che ha ragionato sull’identità della scuola marchigiana. “Questo è il mestiere più bello che si può fare, perché si costruisce il futuro dell’umanità”.

Accanto a lei il nuovo provveditore, Luca Pasqualini, che con la Corallini ha affrontato tante battaglie, anche in tribunale, non senza scontri. “Ma Marinella è il tipico esempio di come nella botte piccola c’è il vino buono, ha tutte le caratteristiche dirigenziali per guidare un’organizzazione complessa. Lei ha rappresentato un esempio per me, per la sua tenacia, la sua dedizione al lavoro e l’umanità. Le faccio un plauso, per come ha sempre trovato la soluzione giusta alle difficoltà che si è trovata davanti. Ti auguro un nuovo futuro dal primo settembre”.

Pompozzi ha voluto ricordare un simpatico aneddoto, risalente al 2015, che ha rappresentato il suo primo impatto con la Corallini. “Sono andato in Regione per una prima riunione riguardante la scuola e sentivo urlare in una stanza. Sono entrato e c’eri tu che battevi i pugni sul tavolo. Adesso mi vai in pensione, così come la Bonanni e la nostra prima provveditrice: è un messaggio subliminale per me, che non ho più punti di riferimento. Ti auguro, però, che questo secondo tempo della vita ti possa regalare tante e più soddisfazioni di quelle che ti ha dato il primo tempo”.

Anche Graziano Di Battista, per tanti anni presidente della Camera di Commercio, non è voluto mancare. “La nostra preside ha contribuito alla crescita del territorio. E stasera ci ha imparato molte cose, dando l’idea di quello che pensavo, cioè una scuola che non si limita a formare i ragazzi”.

“Sono venuto a Fermo prima della nascita del comando provinciale e qui ho iscritto i miei figli – ha ricordato il comandante Marinucci -. Tutte le professioni si fanno prima per amore e in questo secondo tempo lei sarà spettatrice di quello che ha costruito. Al di là delle parole, saranno i fatti a rimanere, i mattoncini che ciascun insegnante e dirigente ha messo per la crescita della nostra società”.

Tra i colleghi della Corallini, Piero Ferracuti ha precisato come tutte le scuole secondarie di secondo grado abbiano beneficiato della sua presenza. “La collaborazione è stata proficua, abbiamo sempre sentito il trade union”.

Toccante il finale, con la lettera dei suoi nipoti, in equilibrio tra immancabili rimpianti e nuovi sogni. “Con la pensione forse sarai sempre a casa con noi, ma tu sei la nonna dalle mille risorse e ti inventerai qualche attività da svolgere con la stessa passione”.

Ma la Corallini, come ricordato da alcuni rappresentati del Cai, è stata una delle poche dirigenti a credere in attività che sembravano estranee al mondo scolastico. “Ci ha dato fiducia e ci ha consentito di produrre progetti per svolgere un’attività sociale gratificante” hanno ribadito, prima di donarle un gagliardetto e l’aquila del Cai, che viene concessa soltanto a persone che hanno acquisito meriti notevoli.

“Questa dirigente – ha chiosato Marco Ugo Filisetti, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche, accompagnato dal suo vice Giancarlo Mariani – ha dimostrato di interpretare correttamente il suo ruolo, rimanendo sempre vicina agli alunni e ai docenti”.


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