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Confronto Provincia-Conservatorio
Subito il cantiere, a primavera i lavori
Canigola: “Fatto tutto in tempi rapidi”
Giostra: “Fiducia per fine entro l’estate”

FERMO - La situazione della struttura, con le relative ripercussioni sull'attività didattica, è stata analizzata dalla presidente Canigola, dai tecnici Pignoloni e Vallascini, dal presidente Giostra e dal direttore Verzina
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di Andrea Braconi

“Abbiamo svolto in tempi rapidi tutte quelle che sono le fasi propedeutiche all’inizio dei lavori: il reperimento delle risorse, l’assegnazione e la realizzazione della progettazione, la gara e l’aggiudicazione lavori”. Fasi complesse, rimarca la presidente Moira Canigola, che la Provincia ha cercato di semplificare per dare la notizia che i vari lavori al Conservatorio “Pergolesi” potranno essere avviati nella prossima primavera.

È stato un confronto sui generis, quello on line tra i vertici dei due enti, resosi necessario per fare il punto sullo stato di attuazione degli interventi.

LA SITUAZIONE DEGLI SPAZI

Ad aprire il direttore Nicola Verzina, che ha ricordato gli effetti che la chiusura del piano fiati ha avuto sul resto della struttura. “Sono 6 le aule interdette ed adibite a questo tipo di didattica per le loro caratteristiche acustiche, con una sezione separata per non interferire con le altre lezioni. Gli spazi dei 3 piani sono stati redistribuiti, con un impatto sulle aule vicine. La Provincia ci ha liberato 5 spazi della ex segreteria, sotto il piano dei fiati, che sono stati insonorizzati con pannelli fonoassorbenti. La stessa segreteria è stata spostata nel chiostro”.

Insomma, il Conservatorio ha vissuto una sorta di una compensazione, arrivando ad utilizzare come aula di studio sia l’ufficio del presidente che quello del direttore.

IL PUNTO DELLA PROVINCIA

Alle richieste del presidente Igor Giostra sullo stato dell’arte, Canigola ha specificato come le risorse necessarie siano state assegnate appena un anno fa, prima di lasciare la parola al funzionario Sandro Vallasciani e al dirigente Ivano Pignoloni.

La Provincia, è stato spiegato, aveva effettuato un primo intervento nel 2013 per rendere conforme la struttura da un punto di vista antincendio: all’epoca, quindi, con 250.000 euro era stata realizzata una scala esterna e rifatta l’impiantistica. “Nel 2016 – ha ricordato Vallasciani – c’è stato il terremoto, con danni minori nella volta della scala principale. Abbiamo fatto subito intervenuti per il ripristino ma ci siamo resi conto di una serie di criticità che abbiamo dovuto studiare nel tempo, per arrivare poi ai progetti. Nel 2018 abbiamo effettuato un’indagine sulle strutture lignee: considerando che il corpo zona fiati ha una copertura lignea, subito abbiamo chiesto al Comune di Fermo di consegnarci delle aule al chiostro, spostando gli uffici”.

Ma l’intervento importante da fare era quello sul tetto. “Abbiamo atteso la ricerca di fondi, con risorse proprie non era possibile finanziarlo. I 300.000 euro della Regione Marche sono diventati disponibili a maggio scorso, da qui tra giugno e novembre la progettazione e la gara di appalto. E oggi abbiamo la ditta che dovrà eseguire i lavori”.

Contestualmente, la Provincia ha attivato un mutuo per risolvere alcune criticità come quelle dei cornicioni. “Al fine di evitare pericoli avevamo messo un impalcatura nel percorso d’ingresso. Adesso sono stati stanziati ulteriori 100.000 euro e abbiamo già la progettazione fatta. Inoltre, nel giro di un mese con fondi Covid abbiamo messo un intervento che va ad unirsi a quello del tetto, cioè il rifacimento solaio in legno del secondo piano: altri 90.000 euro, per lavori che verranno eseguiti in concomitanza con gli altri interventi”.

LE TEMPISTICHE

Difficilmente, però, a inizio 2021 si potrà partire. “Considerate le condizioni meteorologiche del periodo, non potremo aprire i tetti per non mettere a rischio la struttura, ma appena i tempi andranno a migliorare nella prossima primavera si potrà iniziare” ha sottolineato Canigola.

Per il tetto la ditta aggiudicataria è di Teramo, mentre per il cornicione si tratta di un impresa di Ascoli Piceno, come ha spiegato Pignoloni. “Per il ripristino del solaio si sta valutando di affidarlo direttamente alla stessa impresa che realizzerà il tetto, proprio per snellire le procedure ed evitare le sovrapposizioni. Stiamo cercando di velocizzare la parte esecutiva dell’intervento”.

Intanto, da metà gennaio inizierà l’allestimento del cantiere. “Se tutto fila liscio, considerando anche che siamo in centro storico, che ci sono difficoltà di accesso e che bisognerà fare delle manovre importanti, entro 6 mesi dall’inizio dei lavori contiamo di terminarli tutti”.

La fine dell’estate, quindi, come obiettivo, considerando però un ulteriore esigenza. “Rimarrebbe un approfondimento ulteriore sull’aula del primo piano, sotto c’è la quadreria con solaio in travi in legno affrescato. Faremo delle prove di carico e rimarrà sotto osservazione. Qualche piccola lesione c’è, lì bisognerà coinvolgere la Sovrintendenza e fare un ragionamento di restauro”.

Sulla possibilità di utilizzare a pieno regime le aule durante i lavori, Pignoloni ha specificato tutto sarà oggetto di valutazione. “Bisognerà capire, perché ci possono essere delle lavorazioni che possono risultare pericolose. Un dubbio che potrà essere sciolto soltanto partito il cantiere”.

“Mi fido dei tecnici – ha concluso Giostra, ribadendo come l’interlocuzione con la Provincia rimarrà aperta – e ritengo che abbiano il polso della situazione che entro l’estate la consegna delle chiavi possa essere fatta prima della riapertura della scuola, anche se l’anno accademico inizierà a novembre”.


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