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Caduta della giunta Mancini,
Perugini punta l’indice contro Ubaldi:
“Quante contraddizioni”

MONTEGRANARO - L'ex assessore, al fianco della Mancini fino all'ultimo, oggi vuota il sacco: "E’ la prima volta che una maggioranza ed un sindaco vengono mandati a casa senza nessuna recriminazione dal punto di vista amministrativo"
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“Nelle ultime settimane, sia durante la crisi che subito dopo, ho volutamente scelto di non fare esternazioni e di tenere un basso profilo sia perché ho sempre confidato in una soluzione benevola della vicenda e sia per non alimentare un clima di scontro che non ha alcuna utilità per il paese e per i cittadini montegranaresi. Oggi però, sia per indole personale che per rispetto verso tutti coloro che mi hanno sempre sostenuto e votato, non posso esimermi dal dire ciò che penso anche alla luce delle reiterate, unilaterali e contraddittorie dichiarazioni di tutti coloro che hanno portato al commissariamento del Comune di Montegranaro”. A parlare è l’assessore Aronne Perugini. Oggi tocca a lui esprimersi sulla crisi amministrativa che ha portato alla caduta della giunta Mancini. Perugini era al fianco del sindaco nella sua ultima conferenza stampa, prima delle dimissioni di 10 consiglieri. Ed oggi vuota il suo sacco.

“La prima cosa su cui voglio essere chiaro – rimarca Perugini – è che tutto quello che è accaduto è una sconfitta per il sottoscritto, per il paese, per chi fa politica a Montegranaro e per tutti i cittadini veregrensi che, solo poco più di un anno fa, si erano chiaramente espressi su chi dovesse guidare il Comune; e per questo, pur nella consapevolezza di aver cercato fino all’ultimo una soluzione, sono a ribadire le mie scuse a ciascun cittadino di Montegranaro.

Inoltre, voglio sottolineare che l’amore per il proprio paese si dimostra con i fatti e con le azioni e non solo a parole; troppo semplice declamare ai quattro venti l’amore incondizionato per la città e poi mettere in atto scelte che, al contrario, privilegiano ambizioni e tornaconti politici.

Sostenere, come fa ossessivamente il vicesindaco Ubaldi, che il ritiro delle deleghe all’assessore Beverati sia la causa del commissariamento è come voler sostenere che la causa della prima guerra mondiale siano gli spari di Sarajievo e l’uccisione dell’arciduca Ferdinando; penso che sia evidente a tutti che i reali motivi siano ben diversi e che il ritiro di una delega assessorile non possa essere la causa ma, evidentemente, una conseguenza di un atteggiamento diventato incomprensibile.

E’ la prima volta che una maggioranza ed un sindaco vengono mandati a casa senza nessuna recriminazione dal punto di vista amministrativo; anzi proprio coloro che hanno decretato la fine dell’esperienza si prodigano a chiarire che stia tutto apposto, che vi sono milioni di finanziamenti da investire, magari il frutto del lavoro di qualche assessore che ha privilegiato l’agire all’apparire, e che non hanno alcunché da recriminare, per la città, nell’operato amministrativo del sindaco sfiduciato. E’ la prima volta che in una sfiducia l’opposizione se la prende con una parte della maggioranza ed incredibilmente ne difende un’altra parte dopo averla aspramente contestata e criticata per sette anni; in una situazione normale l’intera maggioranza sarebbe stata additata a causa del fallimento. Risulta anomalo come mai, chi oggi ha sfiduciato, ha condiviso per mesi posizioni con chi si era presentato con un’altra lista invece che con il proprio sindaco e la propria maggioranza. Ebbene, per fugare tutti questi dubbi all’ex vicesindaco sarebbe bastato dire che non si sarebbe mai candidato a sindaco con l’attuale opposizione e che avrebbe fatto una lista autonoma come nel 2009; purtroppo non l’ha detto e non lo dirà. Il tempo è galantuomo e chiarirà tutto quello che è accaduto alla luce delle scelte che verranno fatte per le prossime elezioni e che, purtroppo, sono la reale motivazione di quanto è accaduto. A me non resta che ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con il sottoscritto sia in Comune che in Provincia di Fermo; si perché, a proposito di amore per Montegranaro, la scelta fatta lascia Montegranaro senza alcun consigliere provinciale non solo per i prossimi tre mesi ma anche per i prossimi due anni, visto che si voterà a marzo e Montegranaro non ha consiglieri in carica che possano votare. Auguro buon lavoro al commissario Martino, persona senza dubbio preparata, esortandolo a non perdere di vista in questi mesi le procedure per gli importanti interventi di cui abbiamo avuto finanziamenti e di cui il paese ha bisogno, oltre ai lavori già in esecuzione, zona La Croce, o programmati a breve.  Auguro buone feste a tutti i concittadini che in questo momento si sentono privati di una guida politica in un momento senza dubbio difficile per la comunità”.

 




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