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Super Green Pass e nuove restrizioni, Amadio: “Me le aspettavo, il virus corre. Cerchiamo di anticiparlo vaccinando tutti i potenziali ‘ospiti'”

VIRUS - Il primario del reparto Malattie infettive del Murri: "La situazione epidemiologica sta cambiando. La medicina è una scienza fatta di conoscenza e apprendimento, che si arricchisce sempre più di nuove conoscenze. Sì, ora serve la terza dose perché la conoscenza del virus sta crescendo"
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di Giorgio Fedeli

Super Green Pass, e tutta una serie di nuove regole per cercare di arginare e contenere il Covid. Piacciano o meno, convincano o meno. Le nuove restrizioni emanate dal Governo, in vigore dal 6 dicembre prossimo, e fino al 15 gennaio, ovviamente hanno dato la stura a nuove discussioni, polemiche, diviso i due fronti tra coloro che reputano indispensabili giri di vite, e chi invece pensa che sia solo una forzatura senza fondamento, senza alcuna legittimazione scientifica. Ma per Giorgio Amadio, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Murri, non ci sono dubbi: “Forse andavano adottate anche prima”. Insomma per l’infettivologo servono eccome. E anche l’alternanza tra restrizioni e allentamento della morsa normativa è conseguente all’iter virale. Attualmente nel suo reparto ci sono dieci pazienti Covid: “Circa la metà non è vaccinata. Le età? Diciamo medio-alta, dai 60 in su. E ci sono due persone che arriveranno dal Pronto soccorso, entrambe non vaccinate”. Tornando alle nuove norme: “Francamente mi aspettavo queste nuove disposizioni – spiega Amadio – anzi forse andavano adottate anche prima. Stiamo parlando di provvedimenti per arrestare la corsa del virus e per limitarne la diffusione”.

Ma questo può far pensare che si stia cercando di tappare una falla con un cerotto, procedendo per tentativi, alla cieca. “Non è affatto così. La situazione epidemiologica sta cambiando. La medicina è una scienza fatta di conoscenza e apprendimento, che si arricchisce sempre più di nuove conoscenze. Sì, ora serve la terza dose perché la conoscenza del virus sta crescendo. Guardate che quello che è stato fatto con i vaccini contro una malattia che conosciamo da un paio d’anni, è stato un qualcosa di eccezionale, in tempi rapidissimi. I casi, è vero, sono in aumento anche se fortunatamente non come in altri Paesi. Il Governo ha semplicemente adottato delle norme per i vaccinati e i non vaccinati. Mica si possono mettere sullo stesso piano. E questo mi sembra oltretutto anche costituzionale. Susseguirsi di provvedimenti? Io ricordo che quando lo Stato ha chiuso tutto il virus ha smesso di circolare, poi ha riaperto e forse anche per comportamenti sbagliati il Covid è ripartito. E non dimentichiamoci che non solo è ripartito ma è anche mutato con la variante Delta. Siamo partiti al contrattacco con i vaccini che hanno e stanno svolgendo egregiamente il loro compito ma non sono totalmente sufficienti. E se non vogliamo arrivare a un altro lockdown servono restrizioni”. Ma fino a quando? “Non dipende solo dal virus o dallo Stato. L’obiettivo è quello di contenere il Covid che continua a circolare, a mutare. E più trova ‘ospiti’ più circola, si diffonde. Sappiamo che i non vaccinati sono quelli che in percentuale determinano la maggiore diffusione”. Ma anche il vaccinato può contrarre il virus, questo è ormai praticamente provato. “Si, vero, ma favorisce la diffusione in percentuale sensibilmente più bassa rispetto al non vaccinato”.

E allora che si fa? Si continua così all’infinito? Il virus continua a mutare e noi ad inseguirlo, cercando di arginarlo a colpi di restrizioni? “Noi dobbiamo rompere la catena di diffusione. Allora o isoliamo chi maggiormente la favorisce o ci si vaccina. Signori qui dobbiamo capire che stiamo lottando con un virus, non certo un qualcosa a cui si può dire ‘stai fermo e buono, non ti diffondere, non cambiare più’. Il virus è una macchina che ha come obiettivo quello di sopravvivere. Vogliamo tutti trascorrere le feste in tranquillità? Vogliamo andare a fare shopping liberamente e poi non accettiamo le restrizioni? Mi sembra un controsenso. Il virus corre, sempre. E noi dovremmo arrestarlo. Anzi, se riuscissimo, addirittura ad anticiparlo. E questo lo si fa solo riducendo sempre di più il numero degli ospiti su cui può attecchire”. Ma c’è anche chi sostiene che il vaccino non serve a un bel niente: “E mente sapendo di mentire – replica, secco, Amadio –  anche perché ormai parlano i dati. E noi la battaglia la vinciamo solo se limitiamo al minimo la sua diffusione, ossia il numero degli ospiti, vaccinandoci”.

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