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Elisa Draghi è la nuova first lady della direzione medica del Murri: «Darò il mio contributo alla sanità fermana»

FERMO - Arriva dall'Asur e prende ufficialmente il posto della dottoressa Padovani e dei dottori Santillo e Polci che hanno guidato il Murri pro-tempore. «La prossima settimana formalizzeremo il nuovo percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la rete di tempo dipendenza. A luglio al via il piano di gestione del sovraffollamento del pronto soccorso»
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di Leonardo Nevischi

Nel 2019 il suo primo lavoro nel distretto di Fermo subito dopo la specializzazione in igiene e medicina preventiva. Poi la direzione medica di presidio nell’Area Vasta 3 a Macerata. Ed infine l’incarico come nuova direttrice sanitaria dell’ospedale Murri di Fermo.

È questo il curriculum vitae di Elisa Draghi, scelta dal direttore Av4 Roberto Grinta per sostituire Luca Polci e Fabrizio Santillo «i quali vanno ringraziati perché in questi anni hanno condotto in maniera egregia la direzione medica dell’ospedale dando il loro contributo con la massima serietà e professionalità» ha commentato il direttore di Av4.

La first lady della direzione medica ospedaliera si è quindi presentata ai taccuini della stampa, dopo una prima uscita ufficiosa, nei giorni scorsi, in piazza del Popolo in occasione del 30ennale del 118: «Nei miei precedenti percorsi ho sempre collaborato in staff con la direzione sanitaria e mi sono occupata dell’aspetto ospedaliero, in particolar modo di reti cliniche e percorsi diagnostici assistenziali. La mia tematica principale è stata il dipartimento di emergenza e accettazione, ovvero tutto quello che concerne il pronto soccorso, il 118 e la rianimazione. In questo percorso ho avuto anche la possibilità di supportare l’azienda in due momenti di difficoltà, sia ricoprendo il ruolo di referente sanitario presso la sala operativa integrata istituita a Macerata durante il periodo dell’emergenza sisma del 2016 e poi, come componente del gruppo operativo dell’emergenza sanitaria regionale, ho ricoperto anche il ruolo di coordinatore dei posti letto regionali Covid».

Non solo parole, ma anche fatti. Dal primo giugno Draghi ha assunto il nuovo ruolo in direzione medica e già si è messa all’opera. «Spero di poter portare il mio contributo alla sanità fermana. La prossima settimana formalizzeremo il nuovo percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la rete di tempo dipendenza che prevede la collaborazione di tre aree vaste (3-4-5). La rete dell’infarto garantirà ai cittadini fermani lo stesso percorso che viene erogato agli altri territori. Penso che questo sia un buonissimo punto di partenza. Tutti i pazienti avranno accesso diretto all’emodinamica, sia direttamente dal territorio tramite il 118, sia se si presenteranno al pronto soccorso, negli ospedali di Macerata e Ascoli Piceno».

Secondo Grinta «l’ospedale di Fermo da decreto ministeriale 70 del 2015 ha i numeri per un progetto più ampio». Ecco allora che questo progetto verrà supportato anche dall’introduzione di nuovi elettrocardiografi con la possibilità di trasmettere direttamente all’hub gli elettrocardiogrammi. «A breve avremo anche questa nuova tecnologia disponibile in tutti i mezzi d’emergenza del territorio fermano sia Msa sia Msi infermieristiche – ha spiegato Draghi – Per i mezzi Msb stiamo formalizzando la disponibilità dei supporti adatti per poter contenere all’interno dei mezzi i nostri monitor defibrillatori in sicurezza».

Il primo obiettivo, però, è quello di rivedere il pronto soccorso perché «rappresenta uno degli aspetti più vincenti dell’organizzazione, in quanto è la porta d’ingresso per il cittadino soprattutto nelle erogazioni urgenti ed una sua buona funzionalità garantisce una buona resa nel percorso di cura del paziente». Un’altra novità è rappresentata dalla riconferma delle cooperative fino a gennaio 2023: «Abbiamo già previsto un miglioramento della proroga e questo ci garantirà una buona dotazione organica almeno nella risposta nelle normali attività che il Ps è chiamato ad erogare».

La mission della Draghi è chiara: garantire posti letto per chi arriva al pronto soccorso. «Da quando sono arrivata, grazie anche all’aiuto della bed manager (figura istituita di recente nelle Marche) non ho trovato pazienti in attesa di posti letto per il ricovero ospedaliero. Speriamo di riuscire a garantire sempre questo tipo di organizzazione, soprattutto nella stagione estiva quando gli accessi nel Fermano aumentano». Per contrastare un eventuale sovraffollamento c’è già un piano di gestione che sarà emesso il primo luglio. «La strategia vincente è togliere i pazienti dal Pronto soccorso e portarli prima possibile nei reparti, evitando che siano i professionisti a scendere. C’è da dire comunque che già ci sono medici della Medicina di Amandola che operano a supporto del Pronto soccorso».

Le altre novità imminenti spoilerate dalla dottoressa Draghi riguardano la nuova sala gessi «pronta tra 40 giorni e strategicamente posta più vicina al Ps», il nuovo protocollo per le infezioni «che era pronto già prima del Covid, ora è stato rivisitato e va solo formalizzato», i nuovi letti nel reparto di semintensiva «sono pronti 10 posti di semintensiva e 8 ordinari». Infine la ricostruzione dell’Osservazione breve intensiva (Obi): «Oggi – conclude il direttore Grinta – firmerò il budget per il 2022 che sarà comprensivo di piano assunzioni e di tetto di spesa che devono combaciare. Da domani potremo quindi iniziare a chiamare tutti i professionisti di cui necessitiamo, in modo specifico gli infermieri per ricostruire l’Obi. E per questo c’è già una graduatoria».

Elisa Draghi alla guida del Murri, Grinta presenta il nuovo direttore ospedaliero




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