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Cardiologia, la road map del nuovo primario Paci. Emodinamica: «Basta con i campanilismi»

FERMANO - La direzione dell'Area Vasta 4, con in testa il direttore Roberto Grinta, ha presentato oggi ufficialmente la nuova direttrice di unità operativa complessa del reparto di Cardiologia dell'ospedale Murri di Fermo. Si tratta di Maria Vittoria Paci, 57 anni, nata a Montegiorgio ma formatasi presso l’ospedale Lancisi di Ancona, una delle eccellenze nell'ambito cardiologico. «L'emodinamica è un servizio necessario, ma deve essere pensato in maniera diversa dall'essere soltanto per Fermo. A mio avviso rappresenta un'ottima idea se condivisa con altre realtà locali»
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La direttrice dell’Uoc Cardiologia, Maria Vittoria Paci, e il direttore Av4, Roberto Grinta

 

di Leonardo Nevischi

La direzione dell’Area Vasta 4, con in testa il direttore Roberto Grinta, ha presentato oggi ufficialmente la nuova direttrice di unità operativa complessa del reparto di Cardiologia dell’ospedale Murri di Fermo. Si tratta di Maria Vittoria Paci, 57 anni, nata a Montegiorgio ma formatasi presso l’ospedale Lancisi di Ancona, una delle eccellenze nell’ambito cardiologico.

«Oltre ad essere una professionista stimata da tutti i colleghi è una grande donna e ciò testimonia, qualora ce ne fosse bisogno, che le donne possono avere un ruolo fondamentale nella nostra organizzazione e soprattutto guidare processi assistenziali così importanti e così decisivi non solo nel nostro territorio ma per tutta la regione Marche – ha esordito il direttore di Av4 Roberto Grinta, che poi ha proseguito -. Ha un solo difetto: è spendacciona. Appena si è insediata mi ha fatto comprare di tutto, ma l’ho fatto ben volentieri perché il nostro progetto è ampio, a lungo termine e determinante per lo sviluppo di questo territorio».

Le richieste della dottoressa Paci sono state molteplici ma mirate. La prima ha riguardato l’informatizzazione del reparto, la seconda il rinnovo della strumentazione, in particolare degli ecografi, poi un letto cicloergometro «utile per capire quando il paziente ha delle stenosi coronarie significative», ed infine un sistema per poter refertare online tutti gli elettrocardiogrammi in ospedale «in maniera da evitare che le consulenze si disperdano in giro per l’ospedale alla ricerca di un cardiologo disponibile, così da averne invece sempre uno pronto per refertare».

Per lei che ha legami familiari anche a Monsampietro Morico, si tratta di un “ritorno a casa” dettato esclusivamente dall’amore per la sua terra e per il suo lavoro. «Dopo la pandemia mi sono resa conto che ripartire era complicato, soprattutto a Fermo dove la cardiologia di fermo era sottodimensionata e aveva vissuto un momento difficile – ha spiegato la nuova primaria -. Così ho deciso di concludere la mia esperienza professionale qui e mettermi al servizio del territorio. Il futuro del Murri necessita di una ricostruzione che parta da basi solide: bisogna essere attrattivi nei confronti dei giovani e questo lo si può fare mettendo al primo posto sia il benessere lavorativo di chi verrà sia la figura umana del paziente, che dovrà essere il nostro valore aggiunto. Dovremmo avere la capacità di dare risposte ai bisogni delle persone: i pazienti legati a procedure che noi non potremmo fare saranno trasferiti altrove, ma vorremmo che dopo tornassero ad essere seguiti qui a Fermo. Il mio obiettivo è quello di potenziare l’elettrostimolazione per poter curare al meglio i pazienti con scompenso cardiaco, i quali sono sempre più frequenti e devono avere un percorso di cura ottimale. Voglio ricreare entusiasmo intorno a questa struttura. Ho necessità di informatizzare e modernizzare il reparto per risparmiare tempo e condividere ciò che si fa con la cardiologia territoriale e con i medici di base: in questo la Regione sta facendo del suo meglio. Da parte mia c’è assoluta dedizione e sono sicura che i risultati arriveranno».

Oltre alla tecnologia, però, serve personale. «È nostra intenzione ampliare le figure di medici cardiologi – sottolinea la Paci -. Insieme a me si insedierà un giovane che ha firmato un contratto poche settimane fa, poi ci sarà un concorso bandito dalla regione Marche a cui parteciperanno vari medici e nel quale confido per l’arrivo di nuove figure». Nuovo personale, ma anche nuovi posti letto. «C’è un programma in essere – si è inserito Grinta -. Inizieremo a breve i lavori della nuova Utic perché i posti della semintensiva sono ormai finiti. Inizieremo a spostare la Medicina che attualmente si trova nell’ex cardiologia portandola nella semintensiva. In tal modo sposteremo l’attuale Cardiologia dov’era la vecchia. I posti letto attuali ci possono bastare, ma non appena arriveranno i 10 di semintensiva, che saranno vicini ai 12 di medicina , e ai quali si aggiungeranno i 10 di intensiva, potremmo iniziare un percorso evolutivo di condivisione all’interno dell’intero ospedale. Inoltre, da qui a 50 giorni termineranno anche i lavori della nuova sala gessi che si trova al fianco del Pronto Soccorso».

Ad attendere la nuova primaria di Cardiologia ci sarà anche il progetto dell’emodinamica. «Se ne parla molto, ma spesso senza avere la cognizione di ciò che si dice – puntualizza Maria Vittoria Paci -. L’emodinamica è servizio molto importante quando ci sono numeri adeguati a sostenere le capacità tecniche degli operatori. Viceversa, se l’operatore non può fare un numero sufficiente di esami e procedure per fare in modo che le sue capacità lavorative siano qualitativamente adeguate, rischia di essere un servizio pericoloso. Pregherei di lasciare da parte il campanilismo e pensare ad un progetto condiviso in cui i pazienti abbiano il meglio e nel minor tempo possibile. L’emodinamica è un servizio necessario, ma deve essere pensato in maniera diversa dall’essere soltanto per Fermo. A mio avviso rappresenta un’ottima idea se condivisa con altre realtà locali».

Per la dottoressa Paci giusto il tempo di presentarsi ufficialmente alla stampa e poi subito al lavoro per iniziare un percorso di condivisione sulla rete “tempo dipendente”. Di fatto, a seguire, sempre nella sala del teatrino della sede Asur, si è svolta la presentazione del Pdta (piano diagnostico terapeutico assistenziale) relativo all’infarto del miocardio, insieme alle aree vaste 3 e 5 di Macerata e Ascoli.

 

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