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L’appello al voto della Ciriaci: “Chiediamoci se siamo soddisfatti di lavoro, sicurezza, immigrazione e qualità della vita, poi andiamo a votare”

VOTO - "Ho improntato la campagna elettorale sul confronto con gli elettori di ogni età e di ogni categoria sociale – spiega la candidata Ciriaci – con cui ho condiviso un prezioso percorso di crescita umana e politica"
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Graziella Ciriaci, imprenditrice ortezzanese, candidata dal partito di Forza Italia, all’uninominale per il Senato, al collegio Marche sud (Fermo, Ascoli Piceno e basso Maceratese) per le elezioni politiche del 4 marzo, fa appello alla fiducia elettorale, ringraziando gli elettori fino ad ora incontrati e invitando ad andare alle urne con piena responsabilità del voto e della scelta politica.

“Ho improntato la campagna elettorale sul confronto con gli elettori di ogni età e di ogni categoria sociale – spiega la candidata Ciriaci – con cui ho condiviso un prezioso percorso di crescita umana e politica. In questo modo ho toccato con mano sfiducia, malcontento e disagi e allo stesso tempo ho percepito il bisogno di tornare a credere nei valori della fiducia, ottimismo ed entusiasmo nel futuro. E’ questo il motivo che mi rende fiera della mia candidatura e pregna di impegno verso la volontà ed il bisogno di contribuire in modo concreto al cambiamento”.

Ciriaci che prosegue: “Sono certa che le elezioni di domenica siano custodi di unanime e grande responsabilità personale e collettiva. Andare a votare vuol dire avere la responsabilità del proprio e altrui presente e futuro visto negli occhi dei propri figli. Andare a votare vuol dire essere cittadini responsabili e degni di una comunità da cambiare e ricostruire. Scegliere di votare per il partito di Forza Italia che rappresento nella candidatura al Senato, è l’epilogo di una riflessione personale da fare insieme: chiediamoci se siamo soddisfatti del sistema politico di questi anni. Di come sia stato gestito il fenomeno dell’immigrazione, così come l’emergenza post sisma, della tassazione privata e delle imprese, degli iter burocratici che scoraggiano anche la più semplice delle iniziative, della sanità, del vertiginoso indice di impoverimento del ceto medio e del valore che diamo all’aspettativa del futuro. E soprattutto chiediamoci se siamo soddisfatti della qualità della vita quotidiana. Pensiamo bene a questo presente per scegliere di andare a votare e quando saremo davanti alle urne, crediamo nel diritto di tornare ad avere fiducia nella vita e nella crescita sociale, politica e umana. Con questo sentimento verso la fiducia umana e politica che voglio ribadire – conclude – chiedo il consenso elettorale, perché sia l’inizio di un progetto deciso a costruire un “Noi” con azioni concrete e reali>.


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