Fermo, inizia una nuova era per la scuola “Leonardo Da Vinci”

LAVORI - Il progetto, finanziato con circa 10 milioni di euro, prevede una demolizione a stralci della struttura scolastica e la successiva riedificazione. Oltre alla scuola saranno realizzate alcune opere accessorie, come rampe di accesso per disabili ed altre

Giornata importante quella odierna per l’istruzione fermana, nel corso della mattinata infatti è stata posata la simbolica prima pietra, riguardante la ricostruzione della scuola “Leonardo Da Vinci”.
I lavori, affidati alla ditta Strever di San Salvo, prevedono la demolizione dell’attuale edificio, attualmente inutilizzato a causa dei problemi strutturali apportati dal sisma del 2016. La scuola verrà successivamente ricostruita e con essa saranno realizzate anche alcune opere compensative, come la strada di accesso, come delle rampe per portatori handicap, che garantiranno maggiore accessibilità alla struttura. 

Il progetto è stato finanziato dall’ufficio ricostruzioni con circa 10 milioni di euro e dovrebbe essere completato per l’inizio dell’anno scolastico 2028/2029, come annuncia l’amministratore delegato della ditta esecutrice, William Strever: «Lavoriamo in tutta Italia, ma nelle Marche siamo operativi da oltre 20 anni e ci sentiamo a casa. Le interlocuzioni avute con l’ufficio ricostruzione e l’amministrazione, sono state improntate con la massima collaborazione ed obiettivo del fare. Da parte nostra ci sarà massimo impegno ed auguro buon lavoro a tutti».

Dopo una prima azione di bonifica dell’amianto presente, la struttura subirà una prima demolizione manuale, quindi si passerà a quella meccanica. Il tutto sarà effettuato con i massimi criteri di sicurezza e di sicurezza ambientale per i residenti del quartiere.

Un’opera dunque, che dopo la realizzazione dei nuovi plessi della “Betti” e della “Fracassetti”, andrà a rinnovare l’intero patrimonio di scuole medie presenti in città.

«Molto contento per questa prima pietra. C’è subito da fare, perché la città non può aspettare. Questa è la continuità del lavoro fatto negli anni. Un grazie al commissario alla ricostruzione Guido Castelli. Siamo pronti per dare alle famiglie questo edificio, che rappresenta un luogo identitario di generazioni di fermani – sottolinea il sindaco Alberto Maria Scarfini – un grazie al nostro ufficio tecnico, che ha seguito l’iter progettuale. Un grazie anche all’ex assessore ai lavori pubblici Ingrid Luciani e Paolo Calcinaro, che sotto il loro mandato hanno avviato i passaggi necessari che ci hanno permesso oggi di posare la prima pietra per questa nuova scuola». «Con questo lavoro si chiude un’opera impensabile di riqualificazione dei tre plessi scolastici cittadini – ha sottolineato da ex sindaco Paolo Calcinaro – orgoglioso di questo lavoro, qui c’è un cuore pulsante del futuro scolastico di Fermo».

Soddisfatto anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, che sottolinea il grande lavoro svolto di concerto con l’amministrazione comunale fermana e che ha permesso alla città di veder finanziati ben 70 milioni di euro per 13 scuole cittadine. «Circa 70 milioni per le 13 scuole di Fermo, che saranno oggetto di interventi di adeguamento sismico. Vogliamo garantire una qualità di ristrutturazione eccellente, che rispetti i criteri Nzeb in fatto di efficentamento energetico e sicurezza a livello sismico. Possiamo vantarci di avere una rete regionale di edifici scolastici tra i più sicuri d’Italia. Siamo riusciti anche a raddoppiare l’iniziale finanziamento di circa 5 milioni, consentendo così al progetto di prevedere tutti quegli interventi accessori di cui aveva bisogno». 

Presenti alla posa della prima pietra, diversi consiglieri ed assessori comunali, oltre alla viceprefetto Alessandra De Notaristefano Di Vastogirardi e la prof.ssa Paola Tomassetti, fiduciaria dell’Istituto Da Vinci, che ha commentato: « La pietra posata oggi rappresenta il futuro di questa scuola e dei nostri ragazzi, che non vediamo l’ora di vedere vivere questo nuovo spazio. Ringraziamo l’ amministrazione comunale e tutte le istituzioni ed i professionisti, che hanno lavorato per regalarci quest’opera».


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