Montani, il giorno dopo:
“Fiduciosi per gennaio,
Provincia sempre disponibile con noi”

FERMO - Il punto di Giada Manieri, una delle rappresentanti d'istituto che ieri ha partecipato all'incontro con la presidente Canigola, il consigliere Pompozzi e i tecnici: "Andiamo avanti, attendendo questa soluzione"

di Andrea Braconi

Megafono in mano, ieri Giada Manieri ha incitato continuamente i suoi compagni di istituto. Davanti al Biennio del Montani, lungo viale Trento, sotto la sede della Provincia, insieme agli altri rappresentanti che hanno organizzato la manifestazione  non si è risparmiata per far passare i messaggi più importanti: da un lato la necessità di alzare la voce, di far sentire che questa generazione pretende sicurezza; dall’altro far comprendere che, considerata la situazione di emergenza creatisi all’Itt, non è possibile pretendere soluzioni dall’oggi al domani ma è necessario pazientare mentre le Istituzioni, a partire dalla Provincia, sono al lavoro per districare la matassa.

“In molti stamattina a scuola ci hanno chiesto cosa ci fosse stato riferito – racconta Giada -. Una parte di loro è però contrariata, dice che la manifestazione non ha avuto l’efficacia che speravano. Magari si attendevano soluzioni immediate, ma non era assolutamente possibile in questo momento. La Provincia ha bisogno di tempi per verificare la disponibilità e la sicurezza dei luoghi in cui mandarci”.

Come rappresentanti d’istituto vi ritenete soddisfatti del confronto con la Provincia?

“Io personalmente lo sono, ma aspetto gennaio per vedere se le cose dette verranno rispettate. Prima di allora non posso dare giudizi. Ovviamente per lo spazio occupato oggi dalla Betti non decidono solo loro ma c’è bisogno di un confronto con il Comune. Quella secondo me è la soluzione migliore per noi, rispetto all’altra del Seminario per la quale si prevedono tempi più lunghi.”

Che impressione vi hanno fatto la presidente Canigola, il consigliere Pompozzi ed il personale della Provincia che vi ha ricevuto?

“Sono sempre stati disponili al dialogo. Pompozzi era già venuto alla nostra assemblea, si è confrontato con noi. E ieri tutti ci hanno spiegato di nuovo come erano andate le cose, i provvedimenti fatti, le risorse stanziate ed altro ancora. C’è da riconoscere che avrebbero potuto risponderci ‘Abbiamo già detto tutto quello che c’era da dire’, invece ci hanno voluto incontrare nuovamente.”

Nell’attesa, come prosegue l’attività didattica?

“È comunque in parte compromessa. Noi fortunatamente abbiamo un laboratorio d’informatica con i tecnici che si sono impegnati ad installare tutto il necessario. È stato sgomberato un po’ il Triennio, prendendo alcune cose dai laboratori. L’attività resta però condizionata, anche per quello che riguarda le aule che ci sono state assegnate. Ma andiamo avanti, attendendo questa soluzione.”

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