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”Ciao Mister, grazie di tutto”,
il ricordo di Mora
negli ex Allievi della Fermana

CALCIO - Stagione sportiva 1995/96, contesto in cui i gialloblù vinsero il titolo regionale guidati dall'allenatore scomparso nei giorni scorsi. "Più che alla vittoria ci hai educato al sacrificio, al lavoro, alla serietà per raggiungere risultati nella vita e nello sport. Ne abbiamo fatto tesoro”
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Fermana, categoria Allievi, stagione sportiva 1995/96. In piedi, da sinistra, Giancarlo Ferracuti (dirigente accompagnatore), Alan Mangione, Alessandro Marini, Michele Ignazi, Francesco Carboni, Giampaolo Cochetti, Pierpaolo Pandolfi, Fabio Postacchini, Alessio Cicconi, Stefano Mancinelli, Giovanni Mancini e mister Vincenzo Mora. Seduti Francesco Gatti, Michele Properzi, Daniele Martellini, Matteo Gobbi, Mirko Marzi, Simone Raffaeli, Paolo Ferracuti, Simone Tureki e Simone Censi

FERMO – Un ricordo intenso, vero, sentito.

E’ il ricordo di chi, adolescente, è cresciuto praticando calcio con addosso i colori gialloblù. E lo ha fatto con un tecnico d’eccezione: Vincenzo Mora. Proprio al tecnico scomparso pochi giorni fa vanno i ringraziamenti di chi lo ha conosciuto bene, avendolo avuto come riferimento, non solo sportivo, nella lontana stagione sportiva 1995/96. Sono gli ex ragazzi della formazione Allievi della Fermana, che in quella stagione, guidati in panchina proprio da Mora, vinsero il titolo regionale.

Una squadra di cui facevano parte Alan Mangione, Alessandro Marini, Michele Ignazi, Francesco Carboni, Giampaolo Cochetti, Pierpaolo Pandolfi, Fabio Postacchini, Alessio Cicconi, Stefano Mancinelli, Giovanni Mancini, Francesco Gatti, Michele Properzi, Daniele Martellini, Matteo Gobbi, Mirko Marzi, Simone Raffaeli, Paolo Ferracuti, Simone Tureki, Simone Censi, Paolo Mandolesi.

“Ciao mister degli anni belli, di una squadra che non perse mai. Ma più che alla vittoria, ci hai educato al sacrificio, al lavoro, alla serietà. Per raggiungere risultati nella vita e nello sport – affermano i componenti  di quella formazione, che aggiungono -. Hai rappresentato una guida per tutti noi. E ne abbiamo fatto tesoro”.

Non mancano i ricordi da spogliatoio. Ricordi che prendono spunto e che si intrecciano con le vicende del campo, ma che mostrano come Mora fosse attento soprattutto a far crescere uomini. “Ci telefonava la sera tardi per vedere se eravamo tutti a casa – continuano -. E ogni mattina ci ritrovavamo allo Zeta Club per fare colazione insieme”.

Importante era, per Mora, la preparazione scolastica. Ed infatti: “Ci chiedeva la pagella, per vedere come ci comportavamo lontano dal campo”. E sugli aspetti personali: “Ci chiamava nello spogliatoio quando vedeva che avevamo i capelli troppo lunghi: voleva che li tagliassimo. E assolutamente non voleva che fumassimo”.

Quello che traspare è il ricordo di un uomo attento ai comportamenti, ma non solo. “Quello che vogliamo fare è un elogio alla sua professionalità, alla sua dedizione al calcio. Ma il tutto andava di pari passo con una irrinunciabile ironia”.

Minuzioso il lavoro sul campo, che portò, come detto, a risultati importanti. Un bel rapporto, quello con i propri ragazzi. Che concludono con un aneddoto: “Una volta stavamo calciando i rigori e lui ci insegnava come batterli. Ad un certo punto, nel farci vedere, prese la rincorsa e calciò per terra invece che il pallone. Ci mettemmo a ridere. Anche lui. Ma quella risata ci costò 30 minuti di ripetute…”.
Un tecnico, i suoi ragazzi, i loro ricordi.

 

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