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Toto-direttore di Area vasta 4, si stringe il cerchio sui nomi in pole-position

FERMO - Si attende la terna di nomi redatta dal direttore Asur Nadia Storti, e dalla quale emergerà, per scelta dell'amministrazione regionale, il nome del nuovo direttore Av4. Ma alcuni nomi iniziano a circolare con sempre maggior insistenza
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L’assessore Filippo Saltamartini e il direttore Asur Marche, Nadia Storti

Toto-direttore di Area vasta 4, il cerchio si sta stringendo. E, come avviene di solito quando c’è una lista da cui attingere, con il passare dei giorni, delle ore, ci sono nomi che prendono quota e nomi che invece perdono posizioni. Certo, solo rumors, anche perché in Regione hanno tutti la bocca cucita sulla questione. E il direttore Asur Marche, Nadia Storti non è certo una persona che lascia trapelare indizi delle figure e dei profili che sta vagliando. Ecco dunque che, ad oggi, in attesa di quella ormai agognata terna che il direttore generale Asur consegnerà nelle mani del presidente della Regione, Francesco Acquaroli e dell’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, e che chiuderà definitivamente il cerchio sul prossimo direttore Av4, perché da quella spunterà il nuovo ‘vertice’ della sanità fermana, alcuni nomi, tra medici, sanitari e addetti ai lavori, vanno per la maggiore. Tra questi, sicuramente, quello di Alberto Carelli. Già direttore di Av4 dal 3 febbraio 2014 al 25 giugno 2015, con alle spalle diversi incarichi da direttore e dirigente amministrativo. Dopo poco più di un anno alla guida dell’Av4, non riconfermato, Carelli ha lasciato il testimone a Licio Livini che ha diretto, nominato e confermato dall’amministrazione Ceriscioli, l’Area vasta 4 per sei anni, (il più ‘longevo’) fino alle dimissioni ‘indotte’ nell’aprile scorso.

Avvocato, attualmente direttore amministrativo all’Area vasta 3 di Macerata, Carelli non sarebbe certo in conflitto con i criteri dettati dall’assessore Saltamartini che, infatti, non gradisce affatto che si parli di un direttore necessariamente fermano, a tal punto da definire la richiesta “stucchevole”. Per Saltamartini, al nostro territorio serve “il miglior direttore possibile”. E questo farebbe calare le quote di un direttore ‘locale’, appunto. Chi è allora che lo chiede ‘fermano’? Se il sindaco di Fermo e presidente della Conferenza dei Sindaci del Fermano, Paolo Calcinaro è convinto che avere un fermano “sarebbe importante ma non esclusivo“, sicuramente vogliono uno del posto quelli del neonato comitato per la salvaguardia della sanità locale. E in questo caso l’identikit porterebbe a un nome, quello di Giambattista Catalini. Sangiorgese, primario di Chirurgia a Camerino e impegnato politicamente con l’Udc con cui si è candidato alle scorse regionali. Impossibile non citare poi, nella cerchia ristretta dei nomi che circolano con sempre maggiore insistenza nelle stanze della politica e nei corridoi della Sanità, quello che fin da subito è apparso come una ‘testa di serie numero uno’ per la poltrona di direttore, ovvero Giuseppe Ciarrocchi, attuale direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Av4 e insignito, lo scorso 2 giugno, dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Ma attenzione. Non finisce mica qui. Eh no perché se quello di Ciarrocchi è un nome circolato già dalla prima ora, nelle ultime settimane hanno preso quota anche quelli di Sandro Cacchiarelli, maceratese ed ex assessore a Porto San Giorgio con la giunta Agostini, e di Luisa Pieragostini, attuale primario del reparto di Pediatria dell’ospedale Murri di Fermo, romana, con incarichi dirigenziali nella capitale e in Calabria prima di arrivare al Murri, ma con origini di Grottazzolina, di cui si è sempre fatta vanto. Rumors ‘di corsia’ invitano a non sottovalutare nemmeno Cesare Milani, attuale direttore dell’Area vasta 5 di Ascoli Piceno. Al momento, stando a quanto riferito dall’assessore Saltamartini a Cronache Fermane, la terna di nomi non è ancora arrivata sulla scrivania dell’amministrazione regionale perché lo stesso assessore ha chiesto al direttore Storti una ricognizione complessiva dello stato di salute della sanità fermana. Insomma quasi un prontuario, tanto per rimanere in tema, da consegnare al nuovo direttore, una traccia su cui lavorare da subito. Ma tutti, addetti ai lavori e non, attendono comunque la nomina. Perché il Fermano necessita di un direttore di Area vasta, anche e soprattutto in un periodo storico difficile, come quello segnato dalla pandemia, nella sua delicata fase vaccinale, e certamente per affrontare al meglio, in termini soprattutto di pianificazione sanitaria e logistica, la stagione estiva già partita e tutto ciò che questo comporta, dalla gestione dell’incremento di presenze sul territorio, con un Pronto soccorso già da tempo in grande sofferenza, fino all’eventuale rimodulazione dei servizi sanitari sulla costa, e all’attenzione che gli sviluppi infrastrutturali meritano, a partire dai due ospedali work in progress, quello di Campiglione di Fermo e quello di Amandola.

redazione CF


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