Petritoli celebra Mannocchi e il suo tesoro tra dialetto e tradizioni popolari (Ascolta la notizia)

AL TEATRO dell'Iride l’evento “Luigi Mannocchi e Manlio Massini – Storia di un’amicizia che va oltre la vita”. Il sindaco Pezzani: «Parliamo del nostro petritolese più illustre, che ci siamo divisi con Fermo per molti anni. Ai suoi scritti ci siamo più volte rivolti prima di riprodurre la nostra tradizionale Festa de Le Cove»

di Antonietta Vitali

Le note suonate da una fisarmonica, uno dei simboli per eccellenza delle tradizioni locali delle Marche, hanno aperto l’evento “Luigi Mannocchi e Manlio Massini – Storia di un’amicizia che va oltre la vita” tenutosi ieri al Teatro dell’Iride di Petritoli.

Ascolta la notizia:

Un’amicizia quella tra i personaggi a cui l’evento è stato dedicato, nata grazie ad una grande passione in comune, quella di raccogliere, studiare, conservare, espressioni dialettali, modi di dire, proverbi, usi e costumi popolari affinché questo immenso patrimonio culturale non andasse perduto e potesse essere tramandato alle future generazioni. Luigi Mannocchi nasce a Petritoli, la sua famiglia appartiene all’alta borghesia, sposa la nobile Eleonora Cordella, si trasferiscono a Fermo ma Petritoli resterà sempre il luogo dove avrà sede gran parte della sua attività culturale e politica. Manlio Massini nasce a Massa Fermana, anche la sua famiglia è benestante e vive nel palazzo che oggi è la sede del Comune, da giovane, in cerca di fortuna, si trasferisce per due anni in Argentina per poi tornare, trasferirsi a Montegiorgio, sposarsi, diventare maestro elementare e occuparsi della sua passione per le poesie in vernacolo e la scrittura.

Nel 1910 pubblica sul “Birichino di Jesi” alcune delle sue poesie dialettali, Mannocchi le legge e le trascrive in un quaderno che manda alla biblioteca di Fermo come patrimonio da conservare. I due non si conoscono e non si conosceranno fino al 1933, cioè 23 anni dopo, quando Mannocchi, che si ricordava di quelle poesie, chiede ad un amico di Massa Fermana se un tale Manlio Massini fosse morto in guerra oppure no. L’amico risponde che è vivo, lo conosce e fa in modo che i due entrino in contatto. Inizierà un rapporto epistolare (all’epoca Montegiorgio-Petritoli non era una distanza facilmente colmabile come oggi) fatto di grande stima e rispetto. Luigi studia e fa conservare tutti gli scritti di Manlio, si daranno del lei per mesi scrivendosi prima di arrivare al più confidente tu, ed è il primo, già letterato famoso, a spingere il secondo a pubblicare i suoi scritti scrivendo anche la prefazione del primo libro dell’amico dato alle stampe “Lu torro’ de Massa” una raccolta di 52 sonetti scritto in dialetto massetano. Nel Natale del 1933 Manlio rivela a Luigi dell’elaborazione di un poema che vorrebbe scrivere con ambientazione Massa Fermana, gliene invia anche lo schema che viene subito approvato dallo studioso petritolese e dal 1933 al 1936 Mannocchi pungolerà continuamente Massini affinché “La torretta de Gabbià” (questo il titolo dell’opera) venga dato alle stampe. Purtroppo Luigi morirà nel 1936 e Massini terminerà il libro nel 1943 ma non lo pubblicherà mai, resterà nel cassetto come “il grande sogno di famiglia da realizzare” fino a due anni fa quando è la nipote di Manlio, Elena Massini a pubblicarlo grazie ad una sinergia creatasi tra il Comune di Montegiorgio, Giaconi Editore e altre persone. «La volontà di creare questo evento – ha dichiarato Daniela De Carolis consigliere comunale con delega alla cultura – è nata quando Elena è venuta presso la Biblioteca Comunale di Petritoli a proporci il suo libro per la rubrica “Incontri con l’autore”. Il suo entusiasmo ci ha spinti a dare vita a questo evento che dedichiamo a un illustre personaggio petritolese al quale da tempo volevamo rendere omaggio».

«Parliamo del nostro petritolese più illustre, Mannocchi – ha riferito Luca Pezzani , sindaco di Petritoli – che ci siamo divisi con Fermo per molti anni. Ai suoi scritti ci siamo più volte rivolti prima di riprodurre la nostra tradizionale Festa de Le Cove».

«Un grande studioso di tradizioni popolari, storico, giornalista – racconta il professor Pierluigi Vitellozzi studioso del Mannocchi – che attraverso la poesia dialettale, non solo ha cercato di preservare il vernacolo ma, allo stesso tempo, di studiarlo raccontando la vita quotidiana in una maniera popolare». Il ringraziamento da parte del sindaco Pezzani e della consigliera De Carolis va a chi ha collaborato per rendere possibile la realizzazione dell’evento, dalla presidente del Comitato Biblioteca Sonia Vitali, a Pierangela Romanelli Bibliotecaria presso la Biblioteca Comunale di Petritoli, ai bambini del Gruppo Folkloristico La Rocca che, in costume, si sono esibiti sul palco a fine evento. Una serata destinata a non rimanere isolata ma che lascia pensare ad un progetto più ampio espresso dal primo cittadino Luca Pezzani nella volontà di creare qualcosa che parli dei tanti studi eseguiti dal Mannocchi sul territorio e che rimanga in pianta stabile a Petritoli come punto di riferimento culturale per il dialetto e le tradizioni popolari. L’ipotesi è quella di un centro studi ma ci sarà modo di approfondire gli sviluppi più avanti. 

 


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