«Se i risultati del precedente CdA erano realmente così positivi, perché il nuovo presidente delle Farmacie comunali di Porto Sant’Elpidio sente l’esigenza di intervenire proprio sugli stessi aspetti presentati come già risolti? E, viceversa, se quei problemi esistevano, perché nel bilancio di fine mandato sono stati descritti come sostanzialmente superati? È una domanda inevitabile quella che nasce leggendo, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, i comunicati dell’ex presidente delle Farmacie Comunali, Monia Belleggia, e del nuovo presidente Paolo Pistilli. Da una parte viene consegnata ai cittadini l’immagine di un’azienda in salute, con un fatturato in crescita, un mutuo ridotto, servizi potenziati, una migliore organizzazione del lavoro e perfino un contratto integrativo già predisposto. Dall’altra, il nuovo presidente indica come priorità proprio il rafforzamento dell’organico, la riattivazione del confronto con i sindacati, il ripristino e l’estensione dei servizi e nuovi investimenti. Le due narrazioni, più che completarsi, sembrano entrare in contraddizione». E’ quanto si legge in un comunicato stampa del Pd di Porto Sant’Elpidio, sia come segreteria di circolo che come gruppo consiliare.
«Se il contratto integrativo era stato già costruito attraverso un lungo percorso di confronto, perché oggi viene descritto come una pratica rimasta sospesa, da affrontare nuovamente? Se i servizi erano stati ampliati e qualificati, perché si parla di ripristinarli e di estenderli alle tre farmacie? Se l’organizzazione del personale era stata consolidata e resa efficiente, perché il nuovo CdA considera necessarie nuove assunzioni e una revisione dell’assetto? Domande legittime, tanto più perché Paolo Pistilli non è un osservatore esterno. Ha fatto parte del precedente Consiglio di amministrazione fino a dicembre 2025 e, nelle parole della stessa Belleggia, ha condiviso gran parte delle scelte e dei progetti portati avanti negli ultimi anni. Ma c’è un altro aspetto che merita attenzione. Le Farmacie Comunali, che dovrebbero rappresentare un patrimonio pubblico al servizio della città, sembrano essere diventate anche il terreno sul quale si misurano equilibri e rapporti di forza all’interno della maggioranza e del sistema politico che la sostiene. Le tensioni maturate nel CdA, culminate nell’avvicendamento alla presidenza, sono state lette da molti come l’espressione di sensibilità e riferimenti politici differenti: da una parte Paolo Pistilli, vicino all’area riconducibile a Marcotulli, con il quale esiste una consolidata vicinanza personale e politica; dall’altra Monia Belleggia, indicata dal consigliere regionale Putzu. Una dinamica che ha trasformato un’azienda pubblica efficiente in uno strumento di regolazione degli equilibri interni alla maggioranza. È dunque difficile comprendere se ci troviamo di fronte a due valutazioni profondamente diverse della stessa realtà oppure a due comunicazioni costruite per esigenze politiche differenti. Perché se davvero tutto funzionava e i problemi erano stati affrontati e risolti, non si comprende la necessità di intervenire nuovamente sugli stessi temi. Se invece esistevano criticità ancora aperte, sarebbe opportuno spiegare perché esse non emergono nel bilancio fortemente positivo tracciato al termine del mandato. I cittadini meritano chiarezza. Non si tratta di mettere in discussione i risultati economici raggiunti né di negare il lavoro svolto, ma di chiedere coerenza tra ciò che viene raccontato alla fine di una gestione e ciò che viene indicato come prioritario all’inizio della successiva. Perché un’azienda pubblica non dovrebbe diventare il campo di battaglia di equilibri politici o personali. Ha bisogno, invece, di una gestione trasparente, di una visione condivisa e di una comunicazione coerente, soprattutto quando a parlare sono due presidenti che, almeno fino a pochi mesi fa, sedevano dalla stessa parte del tavolo».
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