“Stupore ha destato il tenore ed il contenuto dell’articolo apparso domenica scorsa a firma di due avvocati del Foro di Fermo, con il dichiarato intento di tutelare gli interessi di un proprio assistito residente a Monte Giberto, detentore di un alloggio popolare gestito dall’Erap Marche. Per ricondurre a correttezza la questione si ritiene necessario fornire corrette informazioni e rettificare alcune inesattezze tenuto conto che l’operato dell’Ente, diversamente da quanto delineato nell’articolo, è finalizzato da sempre a dare la disponibilità di un alloggio alle persone che ne hanno bisogno e versano in condizioni di difficoltà economica”. E’ la replica del presidio di Fermo Erap, a firma del responsabile Sauro Vitaletti, alle dichiarazioni degli avvocati Ciconte e Falvo in merito allo sfratto per il loro assistito, affetto da sclerosi multipla e con il 100 per cento di disabilità (leggi l’articolo).
“Nel merito del caso in esame – aggiungono dall’Erap – si tratta della risoluzione del contratto di locazione dell’utente conseguente sia al mancato pagamento di quanto dovuto ai sensi di legge, per canoni di locazione agevolati ma, come noto, pur sempre dovuti, che alla conclusione della relativa procedura esecutiva di sfratto; una condizione quest’ultima che pone l’interessato nella condizione di dover corrispondere una indennità e non più un canone locativo agevolato. In proposito l’Erap ha operato nel pieno rispetto della normativa vigente, come confermato dai giudice dell’esecuzione del Tribunale di Fermo che ha apposto la formula esecutiva sul relativo titolo accertando la corretta applicazione della legge regionale di riferimento e delle somme conseguentemente addebitate, i cosiddetti “definitivi conteggi” cui si fa cenno nell’articolo.
Nell’ultimo incontro svoltosi a maggio presso la nostra sede sono stati mostrati al legale tutti gli atti giudiziari e le notifiche riguardanti la procedura giudiziaria a carico dell’utente, dall’avvio sino all’apposizione della formula esecutiva sul decreto ingiuntivo e sfratto che, diversamente da quanto sostenuto, risultano correttamente notificati all’interessato. Si tratta di documentazione che i legali avrebbero potuto verificare preliminarmente alla pubblicazione dell’articolo anche presso il tribunale di Fermo, proprio nell’interesse dell’assistito.
Contrariamente a quanto asserito poi, al protocollo dell’Ente non risulta acquisita alcuna segnalazione circa la presunta inidoneità dell’alloggio rispetto alla “peggiorata condizione di salute dell’interessato”, né da parte dei legali, né dell’utente. Una situazione segnalata solo recentemente, a risoluzione contrattuale intercorsa.
Spiace quanto accaduto anche tenuto conto che l‘Ente non solo ha formalizzato la disponibilità alla rateizzazione di quanto dovuto, come precisato dai legali, ma ha anche rinviato lo sfratto più volte, sino al prossimo mese di settembre, proprio per dare il tempo di trovare una modalità di rientro delle somme, ciò fornendo costantemente la massima disponibilità al confronto, anche alla luce della delicatezza delle questioni di tipo personale che hanno ritenuto di divulgare sulla stampa, così come fatto anche recentemente con lettera del 13 giugno (10 giorni prima della pubblicazione dell’articolo cui si replica) con l’auspicio di poter addivenire ad una soluzione positiva della questione”.
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