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”Cara Fermana,
un sincero buon campionato”,
parola di Guido Di Fabio

IL PERSONAGGIO - L'indimenticabile capitano degli anni d'oro, spalmati tra gli allora circuiti di Serie C1 e non da meno di B, traccia il profilo della stagione corrente all'indomani della vittoria interna, all'esordio del torneo 2019/20, imposta al Ravenna
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Guido Di Fabio in panchina all’epoca dalla Maceratese

 

di Paolo Gaudenzi

MARTINSICURO(TE) – “Un capitano, c’è solo un capitano“.

Spostandoci dalle massime in voga nel linguaggio comune ai cori delle curve, nella storia moderna della Fermana fino ai risvolti contemporanei (in particolar modo quelli legati alla cerimonia andata in scena in città, a metà giugno, per il ricordo dello storico approdo dell’allora Fermana Calcio 1920 in Serie B), se si cita la figura del capitano l’automatismo nel richiamo ha solo un nome e cognome: Guido Di Fabio.

Oggi è alla guida del Castelnuovo Vomano, Eccellenza abruzzese. L’ex bandiera canarina ha infatti sposato, per la stagione corrente, la causa del neo promosso club guidato dal presidente Giancarlo Di Flaviano, dove ha ritrovato, come responsabile dell’area tecnica, Claudio Cicchi, ricomponendo così la coppia di figure ad innescare il salto di qualità nella Maceratese dei lustri scorsi, compagine traghettata dal massimo campionato dilettantistico marchigiano ai playoff con vista nella confinante serie professionistica.

Legato a doppio filo alla piazza, alla gente ed alle dinamiche calcistiche di Fermo, Di Fabio non ha ovviamente mancato di seguire l’evolvere del mercato estivo, il calcio giocato nonché la prima di campionato della Fermana Football Club, vinta con merito per 2-1, in casa, sul Ravenna. Nel giorno della presentazione ufficiale alla città del collettivo gialloblù arrivano così anche le considerazioni del granitico ex prof.

 

Di Fabio, chiaramente una rondine non fa primavera, ma come valuta l’esordio vincente della Fermana di domenica scorsa?

“Sicuramente partire con il piede giusto è molto importante, sia per il morale dei ragazzi che per creare entusiasmo all’interno della tifoseria. Se poi pensiamo che questa vittoria è maturata contro una squadra che l’anno scorso è stata una delle protagoniste del campionato il tutto ha ancora più valore”.

 

Una rosa ritoccata e costruita, vedi gli importanti esterni offensivi in essa ricompresi, per un gioco più votato all’attacco rispetto alle passate stagioni…

“Così può sembrare e magari lo è, ma conoscendo il pensiero di mister Flavio Destro, dove l’equilibrio tattico è alla base di ogni sua squadra, gli attaccanti dovranno fare un grosso sacrificio nel dare una mano anche senza possesso, proprio per mantenere saldo l’equilibrio tattico”.

 

Molti addetti ai lavori profilano il girone B di Serie C come diviso in due: le big nobili decadute da una parte, quella alta, ed il resto delle bagarre a difendere la categoria, è d’accordo?

“Apparentemente, ma non lo sarà. Le partite vanno affrontate una dopo l’altra e gli avversari, con tutte le difficoltà del caso, sono dietro l’angolo, battaglieri e disseminati per ogni giornata di calendario. Se non si affronta questo campionato con l’umiltà giusta, calandosi nella realtà della categoria, come discorso generale si rischia oltre il dovuto. L’approccio mentale conta più del livello tecnico delle squadre programmate per vincere”.

 

Considerando quanto, la squadra di Flavio Destro, per auto proclamazione votata alla salvezza, sarà di nuovo protagonista dei piani alti della graduatoria come nella passata stagione?

Ce lo auguriamo tutti e Destro è sicuramente una garanzia, ma già mantenere ben salda la categoria, secondo me, è di per se una grande vittoria. Poi il calcio ci ha insegnato, in più di una circostanza, che tutto può succedere…”

 

In ultimo, il tutto arriva da un recente passato caratterizzato da una crescita lenta ma inesorabile, torneo dopo torneo, con vettore puntato verso l’alto. Con la suggestione relativa alla cerimonia del ventennale dalla conquista della B ancora viva, cosa manca, o al contrario, è pronta la compagine canarina per effettuare nuovamente il grande salto?

No, purtroppo non è pronta. Ovvio che si tratta solo di un mio semplice parere, e questo non significa che non possa farlo. La società è solida, e di questi tempi si tratta già un grande traguardo.  Se qualcuno potesse dare una mano al presidente Simoni ed al patron Vecchiola sicuramente, allora, ci sarebbero i presupposti affinché. Tutti noi che abbiamo la Fermana nel cuore ne saremmo felicissimi. Pertanto, un sincero e sentito forza Fermana a tutta la realtà canarina”.

 

 

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