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“Ho avuto paura di morire, se sono
qui è merito del personale del Murri”
il ‘grazie’ di un paziente che ha vinto il Covid

IL RACCONTO di un paziente che ha sconfitto il Covid. Gianluca Giaccio, 49 anni, di Marina di Altidona ringrazia "tutto il personale del Murri, in particolare quello dei reparti del Pronto Soccorso, Terapia intensiva, Malattie infettive e Medicina Covid. Un grazie speciale alla dottoressa Valentina Monaldi"
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“E’ stata davvero dura, terribile. Francamente ho avuto l’impressione di essere sul punto di morire. Ma oggi sono qui, ne sono fortunatamente uscito. E il merito è tutto del personale dell’ospedale Murri di Fermo che con infinita umanità e una professionalità encomiabile, mi ha seguito in ogni istante dei miei 23 giorni in ospedale (dal 4 al 27 novembre). E anche dopo”. A parlare è Gianluca Giaccio, 49 anni, di Marina di Altidona. Oggi si lascia alle spalle il Covid che, però, ha segnato soprattutto psicologicamente la sua vita. Giaccio è diabetico e nei mesi scorsi, a causa di un incidente stradale, gli è stata asportata la milza. Insomma un paziente che oggi, nel gergo entrato tristemente in voga a causa della pandemia, può essere definito “con patologie pregresse”. Lui ce l’ha fatta, però. E oggi ha un solo pensiero di gratitudine: quello nei confronti del personale del Murri.

“Il 3 novembre ho iniziato ad accusare seri problemi di respirazione. Riscontrata la positività al Covid, a casa è arrivata l’ambulanza che mi ha trasportato d’urgenza all’ospedale Murri di Fermo. Lì è iniziato il mio iter sanitario ospedaliero. Sono stato a un passo dall’intubazione con problemi di respirazione e di ossigenazione. Ma fortunatamente c’erano loro, ci sono sempre stati loro. Di chi parlo? Di tutto il personale del nosocomio fermano. Primari, medici, infermieri, Oss, inservienti. Dalla direzione sanitaria dell’Av4, con il dottor Livini, a quella ospedaliera e, certamente, a tutti i reparti che mi hanno avuto in cura, ossia il Pronto soccorso, la Terapia intensiva, le Malattie infettive e la Medicina Covid. Nutro nei loro confronti una grandissima ammirazione, sono persone fantastiche sotto il profilo sia umano che professionale, scrupolosi e competenti ma anche sempre col sorriso. Sì un sorriso che si percepisce chiaramente anche se celato da quei dispositivi di protezione. Un grazie particolare alla dottoressa Valentina Monaldi che mi ha seguito minuto per minuto, sempre. E pensate che si è sincerata delle mie condizioni di salute anche una volta dimesso, una volta che sono tornato a casa. Sì, mi ha chiamato per sapere come stavo. Questi sono davvero ‘angeli’ al nostro servizio, angeli che lavorano senza sosta anche per 14/15 ore al giorno senza fermarsi un istante. Io ci sono passato, sono stato molto male e ora sono doverosamente tra coloro che saranno loro sempre grati per quello che fanno quotidianamente. A loro il mio infinito ringraziamento e l’augurio di passare un felice, magari basterebbe anche solo tranquillo, Natale, e un inizio 2021 diverso da questo 2020. Con la speranza di lasciarci tutti alle spalle, il prima possibile, questo maledetto Covid”.



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