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Covid nelle scuole:
chiusa la primaria di Ponte Ete,
due classi in quarantena al Molini

LA PRESIDE Barisio: “Mi hanno attaccato per aver chiuso le classi in via preventiva prima di aver l’esito del tampone, ora devo attenermi alle disposizioni”
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di Federica Broglio

Le scuole superiori finalmente rientrano in aula, sebbene nella formula ridotta del 50% e le primarie iniziano a chiudere per quarantena. E’ accaduto al plesso di Ponte Ete dove il Covid ha colpito pesantemente. Non tanto per il numero di casi, quanto per il fatto che ci sono pochi contagi ma diffusi in quasi tutte le classi. E’ di ieri infatti la notizia della chiusura di tutta la scuola per la tempestiva segnalazione dell’istituto comprensivo Leonardo da Vinci all’Asur. L’ordinanza è stata emessa dal sindaco Paolo Calcinaro, che ha deciso di mettere in sicurezza alunni, docenti e personale Ata interrompendo le lezioni in presenza per evitare ulteriori casi. “Chiuderò le scuole – scrive in un post il sindaco – ad ogni segnalazione dell’ufficio di igiene e prevenzione a tutela di tutti. Un sindaco – prosegue nella nota – le scuole dovrebbe ampliarle, come stiamo proprio facendo in quel plesso e non chiuderle, ma con amarezza affrontiamo anche quest’epoca straordinariamente difficile”. In effetti gli interventi del Comune per trovare soluzioni atte a consentire che le lezioni potessero continuare in presenza in sicurezza e mantenendo le distanze sono stati molti, così come alla primaria “Molini”, ampliata in tempi record prima di settembre e che ora sta comunque soffrendo di alcuni casi di Covid. La scorsa settimana è stata messa in quarantena una classe e da ieri un’altra.

Sulle modalità di attivazione della procedura di “isolamento forzato” a casa ancora tra i genitori emerge qualche dubbio. Infatti è necessario attendere l’esito del tampone molecolare da parte del contagiato per dichiarare l’allerta e la messa in sicurezza di tutti gli alunni, ma nel frattempo i bambini restano a scuola a fare lezione, con l’evidente conseguenza che il virus possa espandersi ulteriormente.

La dirigente scolastica di tutto l’istituto comprensivo “Leonardo da Vinci” Maria Teresa Barisio aveva attivato, su sua iniziativa, sin dall’inizio delle scuole a settembre, una procedura precauzionale che prevedeva la quarantena immediata per l’intera classe dove veniva segnalato un possibile contagio o contatto con un positivo da parte di familiari, alunni o personale scolastico. “Purtroppo mi hanno attaccato in Consiglio d’Istituto perché la procedura non è legale – spiega la preside Barisio – ed in effetti è così perché bisogna attendere la certificazione dell’Asur, ma il mio era un eccesso di zelo a tutela delle famiglie. Tra l’altro per me un ulteriore carico di lavoro per organizzare la Dad, inviare mail e circolari, continui contatti con docenti e genitori. Ora purtroppo non posso far altro che attenermi a quanto disposto dal Ministero e dall’Asur”.

Peraltro è alquanto difficile per le famiglie tenere in isolamento in casa il proprio bambino, seguendo le raccomandazioni dell’Asur, anche perché molti condividono la stanza con altri fratelli, spesso non c’è il secondo bagno e per età appare come una crudeltà “rinchiuderlo” in camera senza rapporti, se non a distanza e con mascherina, con i genitori. Al di là di questi aspetti, la quarantena è obbligatoria solo per gli alunni (che non saranno nemmeno sottoposti a tampone) e non per gli altri membri della famiglia, altra situazione alquanto anomala per la diffusione del contagio.

“Me l’aspettavo questa impennata – confessa la preside Barisio – a seguito delle festività natalizie. Anche lo screening di massa effettuato ha evidenziato il problema che sono molti i casi asintomatici, soprattutto tra i bambini. Per ora le altre scuole dell’istituto stanno resistendo, speriamo anche per il futuro”.




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