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Rischia di sfumare l’arrivo del super robot chirurgico al Murri, sanità fermana ancora a bocca asciutta

SANITA '- Sembra infatti che il nuovo strumento possa spostarsi più a sud (le indiscrezioni parlano dell'ospedale di Ascoli) togliendo a Fermo, ancora una volta, il suo ruolo naturale di posizione baricentrica tra le Aree Vaste del Sud delle Marche. Secondo le ultimissime indiscrezioni infatti, la politica si starebbe muovendo in questa direzione.

 

di Paolo Paoletti

Uno strumento di altissima tecnologia usato nelle procedure dell’addome e del torace ma soprattutto per interventi di rimozione della prostata, sostituzione della valvola cardiaca e in ginecologia. Il super robot chirurgico avrebbe dovuto trovare la sua casa naturale a Fermo. Una scelta, quella del Murri, di cui si parlava da tempo e che molti celebravano come una grande vittoria e un importante riconoscimento per le altissime professionalità che lavorano nell’Area Vasta 4. Una possibilità  che ora rischia di non essere più concreta. Sembra infatti che il nuovo strumento possa spostarsi più a sud (le indiscrezioni parlano dell’ospedale di Ascoli) togliendo a Fermo, ancora una volta, il suo ruolo naturale di posizione baricentrica tra le Aree Vaste del Sud delle Marche. Secondo le ultimissime indiscrezioni, infatti, la politica si starebbe muovendo in questa direzione. Se i rappresentanti regionali del Fermano non fanno altrettanto, facendo sentire la voce di un territorio da troppo tempo depauperato di servizi,  il Murri potrebbe perdere anche questa opportunità.

Per molti si tratta di un deja-vu. Ricorderete la vicenda della sede della Soprintendenza Marche Sud che si sarebbe dovuta trovare in una posizione centrale tra le province di Ascoli, Fermo e Macerata ma che alla fine è stata posizionata nel capoluogo piceno. La storia rischia di ripetersi con il robot chirurgico? Un interrogativo che potrebbe essere quanto mai concreto.

Come sempre avviene in questi casi è stata indetta la regolare gara di appalto e stilata la graduatoria. Al momento le procedure tecniche del bando per il super robot chirurgico sono in standby a seguito di un ricorso.  A vincere, una società fornitrice del ‘sistema chirurgico Da Vinci’, tra i migliori in circolazione.  Si tratta di un super robot che si compone di quattro bracci. Tre mantengono oggetti come bisturi, forbici, bovie o strumenti di elettrocauterizzazione. Il quarto braccio è invece dedicato ad una telecamera con due lenti che consente al chirurgo una completa visione in stereoscopia dalla console. Il chirurgo rimane seduto su una postazione di controllo e guarda attraverso due mirini un’immagine tridimensionale della procedura mentre manovra i bracci con due pedali e due controlli manuali.

La super apparecchiatura verrebbe  presa in affitto per una cifra che si aggira attorno ai 700/800 mila euro l’anno più altre spese tecniche. Investimento significativo ma importante in quanto si tratta di un robot a disposizione di tre Aree Vaste marchigiane (Fermo, Macerata, Ascoli).

Aspetti tecnici del bando a parte, resta dunque da decidere dove posizionarlo. Visti i costi e l’opportunità che lo strumento offre, la scelta naturale, al centro delle tre Aree Vaste del centro Sud delle Marche, era Fermo con l’ospedale Murri.  A Fermo sarebbero potuti venire ad operare anche i primari da Ascoli e Macerata e l’assistenza post intervento sarebbe stata al Murri. Con il passare del tempo però sono iniziate a traballare le certezze. 

Una situazione  ancora da definire ma che vedeva comunque l’Area Vasta 4 in testa alla ‘classifica’ (se cosi vogliamo definirla)  per ospitare il robot. Ora queste certezze non ci sono più. Sembra possibile l’ipotesi di uno spostamento su Ascoli, struttura sicuramente di rilievo ma ubicata in una posizione non centrale e paradossalmente più comoda e accessibile alla provincia abruzzese di Teramo che a quelle di Macerata o Fermo. Una nuova delusione per il Fermano in arrivo? Non sarebbe la prima volta.

 



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