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Graziella Ciriaci
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Strage in A14, esposto di Cesetti (Pd) in Procura

DOPO l’incidente alla Galleria Castello di Grottammare, in cui hanno perso la vita un padre e due dei tre figli (il terzo è ricoverato al Torrette), l’esponente dem: «Società Autostrade chiarisca il suo operato alla magistratura». Cna Fita Abruzzo, la regione dove vivevano le vittime, chiede un tavolo sulla sicurezza

L’incidente mortale e, nel cerchio, Fabrizio Cesetti

«In settimana mi recherò in qualità di consigliere regionale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo per depositare un esposto-denuncia sulla gravissima e inaccettabile situazione in cui versano i cantieri aperti sulla A14 nel tratto tra Pedaso e Grottammare. A questo punto, di fronte all’ennesima tragedia, non sono più sufficienti interrogazioni e mozioni che pure ho continuato a presentare in consiglio regionale negli ultimi due anni e mezzo».

Lo annuncia Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Partito Democratico. «E’ giunta l’ora che Società Autostrade chiarisca il suo operato direttamente alla magistratura. Non si deve infatti dimenticare che il  gestore concessionario  della rete autostradale è obbligato a garantire la percorrenza del tratto autostradale in piena e assoluta sicurezza».

 

Durissimo l’attacco di Cesetti dopo la tragedia di ieri mattina nella Galleria Castello della A14, all’altezza di Grottammare, dove è stata quasi sterminata una famiglia: morti il padre (Andrea Silvestrone) e due dei tre figli a bordo, gravemente ferito il terzo figlio che si trova ricoverato all’ospedale Torrette di Ancona.

 

«Nessuno dei tanti atti formali redatti negli ultimi anni è riuscito a produrre qualche effetto, neppure l’inserimento della realizzazione della terza corsia da Porto Sant’Elpidio e Pedaso nell’accordo di programma dell’Area di crisi complessa sottoscritto dal governo e dalla Regione Marche nel 2020, nonostante l’intervento figurasse fin dal 2015 all’interno del dossier “Priorità strategiche della Regione Marche”  che presentai al Governo in qualità di assessore regionale con delega all’Area di crisi. Invece di risposte – conclude Cesetti – abbiamo ricevuto solo silenzi. E nel frattempo il quadro generale è drammaticamente peggiorato. Lunga serie di piccoli cantieri che, anziché dare soluzioni, non hanno fatto altro che aggravare una situazione di estremo pericolo, come purtroppo dimostrano i numerosi incidenti mortali avvenuti nell’ultimo anno e mezzo fino alla straziante tragedia consumatasi ieri».

LA CNA FITA Abruzzo (la regione dove vivevano le vittime) invoca intanto un tavolo sulla sicurezza. La presidente regionale Luciana Ferrone: «Nei mesi scorsi, in più di un’occasione, siamo intervenuti per sottolineare l’insostenibile pericolosità della situazione lungo il tratto della A14 tra Abruzzo e Marche. Adesso, purtroppo, la lunga scia di sangue provocata dagli incidenti terribili delle ultime settimane impone un intervento deciso: chiediamo per questo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale per fare il punto sui tempi di conclusione dei lavori e sicurezza. I fatti stanno purtroppo a confermare quanto da noi affermato in più sedi e occasioni: il prolungarsi in un tempo indefinito dei cantieri, senza certezza alcuna sulla data della loro conclusione, sta lì a confermare quanto incerto si prospetti il futuro. E quanto pericolosa resti la condizione di un tratto interessato da volumi di traffico particolarmente intensi: volumi cui i mezzi pesanti contribuiscono in modo rilevante, con gravi conseguenze per la sicurezza e i ritardi nella consegna delle merci. A conferma dello stato di incertezza assoluta che regna, stanno a fare bella mostra di sé cartelli che annunciano la fine dei lavori entro il 2023, senza indicare in modo più preciso e dettagliato i termini della loro conclusione. In questa situazione è il caso che le massime autorità istituzionali delle due Regioni interessate alla tratta si facciano protagoniste di un’iniziativa che porti alla rapida convocazione di un tavolo con la partecipazione di tutte le parti interessate, incluse le associazioni dell’autotrasporto».

 

 


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