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Bagno di sangue sulla A14: la politica intervenga al più presto

FERMANO - Questa mattina si è verificato un altro incidente mortale sulla A14 all'altezza della galleria Castello di Grottammare. Ormai è l'ennesimo impatto mortale in quel tratto. Mentre la politica sta studiando progetti a lungo termine, urge un intervento immediato per mettere in sicurezza il tratto. Così non si può andare avanti

di Alessandro Luzi

Sette sono i morti nell’ultimo mese e mezzo e ci auguriamo di non dover riportare l’ottavo. Attualmente un ragazzino coinvolto nel terribile impatto di questa mattina versa in situazioni gravi a Torrette mentre suo padre e i suoi fratellini sono deceduti nello stesso incidente. Un dramma senza fine si sta consumando in in quella maledetta galleria di Grottammare. Di fatto si è trasformato in un vero e proprio tunnel della morte.

Quando gli incidenti sono casi singolari, purtroppo le cause sono da attribuire agli automobilisti. Una distrazione, un comportamento non consono alla guida possono essere fatali. Tuttavia in questa tragica serie dell’orrore non possiamo più parlare di fatalità. I numeri sono impietosi e illustrano uno scenario drammatico, se non inquietante. Gli incidenti più o meno gravi sono diventati l’ordine del giorno e oltre ad arrecare danno a guidatori e familiari, causano enormi disagi alle vie interne dei paesi lungo la costa, in particolare sulla Ss16. Il traffico si riversa sulla riviera e le arterie vengono congestionate.
Ai tavoli della politica si sta parlando di terza corsia. Intanto l’assessore regionale alle infrastrutture, Francesco Baldelli ha rassicurato che il tema è tra le priorità del Ministero e dell’Aspi. A detta dell’assessore ci saranno sopralluoghi e studi di fattibilità condotti in sinergia con Autostrade, senza tralasciare le esigenze dei territori. Un’altra ipotesi che aleggia è quella dell’arretramento. Il progetto è stato avanzato dalla Fondazione San Giacomo della Marca.

Queste però sono tutte soluzioni a lungo termine. Urge un intervento immediato. Come? Un’ipotesi potrebbe essere quella di provvedere a una rimozione di quel cantiere in prossimità della galleria Castello o quanto meno trovare un modo per mettere in sicurezza il traffico per transitare senza rischiare la vita. Ormai sono troppi anni che quel cantiere è lì e la fine delle attività non sembra vicina. A che punto sono i lavori? Quanto ancora dovremo attendere per una rimozione definitiva a seguito del loro completamento? Anche perché c’è chi quel tratto lo frequenta quotidianamente e, oltre a rischiare la vita, rimanere imbottigliati nel traffico una o due volte al giorno causa uno stress non indifferente. Percorrere il tratto di A14 tra San Benedetto e Pedaso attualmente richiede una concentrazione sovraumana. Gestire i cambi di corsia continui, imbottigliamenti, traffico ridotto ad una corsia, diventa un’impresa. Infine è doveroso rivolgere un pensiero anche a chi è a casa in attesa del ritorno di un proprio caro in viaggio ma, per un trattato di strada troppo pericoloso, non tornerà mai. La politica dia risposte ai guidatori, ai lavori, a tutti i cittadini. Abbiamo più che mai bisogno di azioni concrete in quanto riguarda la vita di chi transita in quella zona e di quanti subiscono le conseguenze di questi drammatici fatti di cronaca.

Al riguardo pubblichiamo anche la lettera arrivata alla nostra redazione da parte del sangiorgese Gabriele Basili: «E’ di una inaudita tristezza, sconvolgimento, l’ennesimo incidente avvenuto questa mattina sull’A14 all’altezza di Grottammare in cui hanno perso la vita tre persone ed una è in fin di vita. E mentre assistiamo all’ennesima tragedia e a piangere gli ennesimi morti, la politica che fa? Latita. Se ne lava le mani, come Ponzio Pilato. Basta con l’assistere ai soliti funerali ed alle solite commemorazioni e poi ci si scorda di tutto, e tutto ritorna come se non fosse successo niente. E’ ora che si prendano decisioni in merito all’arretramento dell’autostrada, tra Porto Sant’Elpidio e San Benedetto del Tronto, anche in vista della futura entrata in funzione del nuovo ospedale a Campiglione».

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