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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Terza corsia della A14, la Cna: «Meglio di no se i tempi sono biblici come la messa in sicurezza delle gallerie»

FERMO - Sulla drammatica situazione in cui versa il tratto dell'autostrada dove sabato si è consumata la tragedia intervengono il presidente Emiliano Tomassini e il coordinatore Andrea Caranfa

Se la realizzazione della terza corsia A14 avrà tempi biblici come la messa in sicurezza dei tunnel, allora no, grazie, visto le vite che ci costerebbero.

«Non è possibile che la realizzazione di un’opera necessaria per la nostra regione, nel 2023, debba costare un prezzo così alto. Quante vite ci vogliono per terminare questi eterni lavori in corso? Per non dire del paradosso della messa in sicurezza di una galleria che va avanti dal 2016 e che trasforma un tratto autostradale nel punto meno sicuro da percorrere di tutte le Marche, se non peggio. Tempi biblici e vittime sulla strada: non ci stiamo più. Abbiamo estrema necessità della terza corsia, ma se non ci sono le competenze per realizzarla in sicurezza, senza compromettere la vita degli automobilisti, allora ne possiamo fare a meno. Che ci rendano almeno le due corsie».

La CNA Territoriale di Fermo, attraverso i suoi vertici, il Presidente Emiliano Tomassini e il Coordinatore Andrea Caranfa, interviene sulla drammatica situazione in cui versa il tratto dell’A14 lungo il quale sabato scorso hanno perso la vita un uomo con i suoi due figli.

«Stamattina cantieri e lavori sono scomparsi. Una presa in giro – dichiarano netti Caranfa e Tomassinicome il puntuale aumento del pedaggio che arriva con l’anno nuovo. Un tratto di strada pericoloso parte di una infrastruttura che ad oggi si dimostra un totale disservizio».

Oltre al danno, la beffa, si diceva. «Basti pensare a quello che succede tutti i giorni, ad esempio, a chi usa il Telepass o altri apparati per il pagamento autostradale regolarmente autorizzati da ASPI – spiega Tomassini, imprenditore del settore autotrasporto – e incappa nella sbarra del casello che non si alza. Da lì parte un iter complicatissimo per via di un comportamento quasi ostruzionistico da parte di Autostrade nei confronti di tutti i soggetti economici che oggi offrono, nel libero mercato, il servizio. La mia azienda spende 130 mila euro di pedaggi all’anno e situazioni del genere ne devo affrontare ogni settimana. Anche questo contribuisce a rendere l’A14 un girone infernale per cittadini e imprenditori. Anche questo è un grave disservizio, per il quale però si continua ad aumentare, con estrema puntualità, il prezzo del pedaggio».

CNA da anni chiede la risoluzione delle criticità legate all’A14 e, perlomeno, l’avvio dei lavori per la terza corsia: «L’abbiamo sempre considerato il progetto oggettivamente più fattibile – ricordano Caranfa e Tomassinirispetto alle tante, e in alcuni casi decisamente fantasiose, proposte avanzate in questi anni; un progetto al quale opporsi vuol dire mettere l’economia del territorio in stand by. Periodicamente abbiamo chiesto che l’A14 fosse tra le priorità dell’agenda politica. Ma a questo prezzo?».


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